20/07/2026
“PERCHÉ NON VI INCATENATE PIÙ AGLI ALBERI?”
Ogni volta che a Jesi si abbatte un albero, sui social c’è sempre qualche anima bella che domanda: “Ma gli jesini che si incatenavano agli alberi di viale Trieste dove sono?”
Per la gioia di chi le discordie le aizza, finisce sempre che qualcun altro risponda più o meno così: “Saranno al mare o gli hanno messo il paraocchi rosso fiammante”.
Proviamo per l’ennesima volta un ragionamento semplice semplice, anche se lo sappiamo bene:
1) siamo già in campagna elettorale e gli argomenti vengono utilizzati come armi taglienti;
2) non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Quale sarebbe la risposta alle domande: “E voi dal clic facile dove eravate quando due jesine (DUE, perché gli altri due neanche erano di Jesi) rischiavano la denuncia per occupazione del suolo pubblico? Dove eravate quando per anni un piccolissimo gruppo di irriducibili si impegnava a scrivere lettere e fare accessi agli atti per le alberate dei viali Trieste e Vittoria, per le ciclabili incompiute e malandate, per gli abbattimenti dei pini qua e là negli spazi comunali, per l’obbrobrio della scuola Lorenzini, per….per…per. Dove eravate?
Ma lasciamo da parte questo terreno sul quale non c’è assolutamente storia.
Proviamo invece a cogliere l’opportunità di chiarire perché non ci incateniamo ad ogni albero insidiato dalla motosega. Ammesso che a qualcuno possa interessare.
Prima però vi invitiamo a considerare che dietro il silenzio potrebbero esserci motivi personali legati a stanchezze, “abbattimento” del morale o altre priorità. Ci sarebbe qualche problema?
“Alberi in città” è un comitato nato come gruppo spontaneo che non risponde a partiti, associazioni o altre organizzazioni. Siamo cittadini comuni consapevoli, impegnati per esclusivo senso di responsabilità.
Lo diciamo subito forte e chiaro: non ci interessa ricoprire scranni istituzionali o fare l’occhiolino a questa o quella parte politica. Pertanto l’insinuazione dei “paraocchi rosso fiammante” è talmente ridicola da connotare solo chi l’ha pensata e scritta.
Dietro il silenzio, oltre a probabili motivi personali ci sono senza dubbio argomentazioni complesse.
Facciamo qualche esempio restando ai viali Trieste e Vittoria.
Alcuni tigli di viale Trieste, secondo la relazione tecnica Dendrotec (2022), pagata con i nostri soldi (più volte siamo intervenuti pubblicamente per ipotizzare danni anche all’erario), andavano curati e potati in un certo modo. Non ci risulta che ciò sia avvenuto, circostanza che ci legittimerebbe a pensare che la mancata cura possa in fine giustificare un futuro abbattimento per ammaloramento.
Le informazioni che noi abbiamo in merito ai grandi alberi dicono che:
- abbatterli è economicamente conveniente;
- la manutenzione ordinaria costa (e non solo di alberi) e diventa proibitiva per le casse comunali, specie dopo il Covid e con le regole Ue;
- se un albero cade e provoca danni, secondo le direttive Ue e le sentenze dei tribunali è il Comune che risarcisce.
- i fondi del PNRR hanno elargito miliardi e miliardi in tutta Italia per la cosiddetta “Riqualificazione Urbanistica e dell’Ambiente”, a patto che i progetti non comportassero manutenzione ma solo interventi di costruzione e rimessa a posto definitiva. Per gli alberi significa zero cura dell’esistente e solo nuove piantumazioni (il grande affare). I benefici di un seme o di un piccolo albero paragonati a quelli di alberi spesso secolari.
Molti sindaci, specie quelli delle grandi città, si sono rivolti alle Multi utility del verde e alle Società di consulenza, grandi aziende private, alcune compartecipate, a cui si delegano di fatto preventivi, capitolato e perizie. Ecco spiegato perché in tutta la pen*sola c’è un continuo susseguirsi di abbattimenti di grandi alberi.
Alla luce di quanto appreso, rispetto al Progetto di Riqualificazione Urbanistica del viale della Vittoria temiamo fortemente che non tutto sia stato detto, in particolare rispetto alle alberate. Il sospetto è che si stia tacendo alla cittadinanza l’essenziale. E non è una questione di questa o quella parte politica. Maggioranza e minoranza sanno bene tutto, compreso quello che è bene tacere.
Eravamo presenti ai tavoli della cosiddetta partecipazione. Abbiamo ascoltato, detto la nostra e contraddetto perfino l’esperto del Politecnico delle Marche.
Le rassicurazioni sul mantenimento/integrazione del verde non ci hanno per niente convinto. D’altronde non ci può essere unità di vedute con chi sembra concepire il verde come un arredo, né con chi accosta i benefici dei grandi alberi a quelli di arbusti o siepi.
Il progetto del Viale si farà con o senza il benestare degli jesini. Sono lontani i tempi in cui il sindaco rispondeva direttamente ai cittadini, oggi i territori sono pesantemente subalterni a direttive che scendono dall’alto. Si sbaglierebbe se ancora se ne facesse una questione di rosso, nero o bianco. Nemmeno chi siede in consiglio comunale è totalmente libero di decidere, tuttavia seguitiamo a credere che tra le doti di coloro che si impegnano per la collettività ci dovrebbe essere soprattutto il coraggio delle proprie azioni, anche quando i diktat superiori appaiono ineludibili, e lo vediamo purtroppo con le guerre in cui siamo immersi, con l’aumento scellerato delle spese militari e con ogni altra forma di subalternità del nostro Paese.
Come uscirne? Forse affinando la nostra consapevolezza, informandoci e studiando.
Qualcosa accadrà. Un esempio tornando agli alberi. Il 30 giugno si è chiuso il disastroso rubinetto del PNRR, è probabile che vedremo meno abbattimenti.
Di sicuro non è la soluzione ridurre tutto a campagna elettorale permanente e insinuare appartenenze partitiche che nel nostro caso non esistono.
Animali
in Città -Ancona, Falconara, Jesi, Senigallia
GLI ALBERI DI FALCONARA MARITTIMA
Senigallia - rete cittadina difesa alberi
Organismo Nazionale Difesa Alberi