07/05/2026
Pubblichiamo il discorso di Silvia Bavari e El Mostafa Drissi letto in occasione del Consiglio Comunale Aperto "Crisi internazionale e promozione della pace"
Gentili ospiti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni,
da insegnante, maestra elementare, ringrazio per primo il Comune e chi ha pensato a questa lodevole iniziativa che credo vada ripetuta nel tempo perché è importante che si parli di Pace in un luogo così decisivo come la Casa dei cittadini, da questi scranni della politica della nostra bella Jesi, perché chi vuole costruire la Pace sa che il dialogo e le relazioni vanno tessuti ad ogni livello. Anche per i bambini, piccoli cittadini del futuro, è fondamentale sentirsi parte di una Comunità Educante, in un abbraccio rassicurante verso il Bene. Infatti in questi tempi neri di dittatori, guerrafondai e puzza di armi bisogna stare attenti che la scuola non scivoli in una malcelata militarizzazione. Il nostro Istituto Comprensivo Federico II fa parte delle Scuole di Pace e grazie alla fondazione PerugiaAssisi abbiamo partecipato al programma di educazione civica dal nome esplicativo: “Sbellichiamoci” e un esercizio proposto nei Quaderni di pace è “Guardarsi negli occhi” – Provate a guardare l’Altro negli occhi veramente e riscoprirete la vostra Umanità. Se ricominciassimo tutti dall’Avere Cura (I care di don Milani) _opposto al menefreghismo fascista_ dall’impegno concreto, dalla partecipazione e della responsabilità sociale si potrebbe provare a far arrivare la nostra protesta a chi manovra il mondo malamente…Ci dispiace quindi per chi oggi non c’è ma speriamo ci siano altri Consigli aperti.
Come membro dell’Ufficio coordinamento, Vi porto oggi il saluto della Consulta per la Pace di Jesi e del suo presidente – o Coordinatore principale come si definisce lui_ Mostafà Drissi e degli altri componenti: Paola Lenti, Nicola Termentini e Daniele Fancello. Siamo un organismo che vive del confronto tra associazioni, cittadini e realtà diverse, uniti da una convinzione profonda: “la pace non è un’astrazione diplomatica, ma un esercizio di cittadinanza che parte dai nostri territori per guardare al mondo”.
Ai rappresentanti della Fondazione PerugiaAssisi va il nostro riconoscimento per aver tracciato, decennio dopo decennio, la strada della partecipazione popolare. La Consulta di Jesi si riconosce in quel cammino al quale ha sempre partecipato coinvolgendo scuole e giovani: la pace ha bisogno di gambe, di mobilitazione e di una cultura che si tramandi di generazione in generazione. Siete la prova che la memoria del pacifismo italiano è una radice viva, capace di dare frutti anche nei tempi più bui.
Oggi Jesi accoglie prospettive diverse, dal pacifismo radicale all’intervento umanitario di frontiera, fino alle voci di chi lotta per la libertà. La nostra Consulta è qui per ascoltare e per ribadire che, di fronte alle crisi internazionali, l’unica risposta etica è la cooperazione.
Saluto con stima il Movimento Europeo della Nonviolenza e il Project MEAN. Il vostro lavoro, spesso condotto fisicamente nelle zone di conflitto, ci insegna che la nonviolenza non è assenza di azione, ma la forma più alta di coraggio civile.
Come Consulta, condividiamo l’idea che l'Europa debba ritrovare la sua vocazione di mediatrice, mettendo i corpi e la diplomazia dal basso al servizio della de-escalation.
Un ringraziamento particolare va ai responsabili di Emergency tra cui contiamo un nostro cittadino d’onore. Jesi è una città che conosce il valore della solidarietà. Sappiamo che la guerra non finisce quando si spengono i cannoni, ma continua nelle ferite di chi è costretto a fuggire. Curare chi arriva, accogliere senza pregiudizi, significa disinnescare la violenza strutturale che alimenta le crisi globali. La pace si costruisce garantendo i diritti umani, ovunque e per chiunque.
Infine, desidero rivolgermi alla nostra cara Anahita. La tua lotta ci ricorda che non può esserci pace stabile laddove non esiste libertà. Come Consulta, sosteniamo il diritto dei popoli all'autodeterminazione e alla dignità. La tua voce ci spinge a non dimenticare che la sicurezza globale è una parola vuota se non comprende la sicurezza delle donne, dei giovani e di chiunque chieda democrazia contro l'oppressione.
La Consulta per la Pace di Jesi non vuole essere solo un osservatore degli eventi mondiali. Vogliamo essere un laboratorio, un cantiere attivo ed inclusivo!
Siamo qui oggi per tessere questi fili apparentemente diversi — la nonviolenza, l'aiuto umanitario, la mobilitazione di massa e la lotta per i diritti civili — in un unico impegno comune.
Perché la pace non è un sogno per anime belle, ma l'unica strategia politica razionale per un futuro possibile.
Grazie a tutti per essere qui e per aiutarci a rendere Jesi, ancora una volta, un crocevia di speranza e di azione!!
Vi ricordo infine che la Nostra Consulta non è solo la giornata della pace istituita il 6 gennaio sempre tanto partecipata da grandi e bambini, giorno che ha visto tanti ospiti illustri in questi 20 anni di attività, tra cui i cittadini onorari Gino Strada, Alex Zanotelli, Don Luigi Ciotti, i genitori di Giulio Regeni e quelli di Attanasio e la mamma di Arrigoni, tra gli altri.
Ora vedremo un bellissimo video, a cura di Nicola Termentini, che riunisce alcune Associazioni che fanno parte della Consulta: