13/12/2024
𝙇𝙚 𝙞𝙣𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙞 𝙙𝙞𝙨𝙩𝙤𝙧𝙩𝙚 𝙚 𝙞𝙡 𝙙𝙞𝙗𝙖𝙩𝙩𝙞𝙩𝙤 𝙙𝙚𝙫𝙞𝙖𝙩𝙤
Nell’ultimo periodo stiamo assistendo al tentativo di manipolazione del dibattito pubblico, con l’utilizzo crescente di argomentazioni fuorvianti e polarizzanti.
L'introduzione di informazioni distorte e la deviazione del dibattito verso questioni che poco hanno a che fare con la lotta alla speculazione energetica, ha come primario obiettivo la delegittimazione.
Questo avviene attraverso una serie di escamotage retorici che mirano a polarizzare l'opinione pubblica, creando false dicotomie e strumentalizzazioni.
Vediamo le strategie principali:
𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐚𝐥𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐨𝐭𝐨𝐦𝐢𝐚
Uno degli stratagemmi più comuni è quello di presentare la questione energetica come una scelta binaria: o si è a favore delle rinnovabili, o si è a favore del carbone e dei combustibili fossili. Questa è una falsa dicotomia, una semplificazione che non tiene conto della complessità del problema.
Chi esprime dubbi o preoccupazioni su un determinato progetto rinnovabile viene immediatamente etichettato come "anti-ambientalista" o "pro-carbone".
𝐋𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 "𝐍𝐈𝐌𝐁𝐘"
Un altro espediente retorico molto utilizzato è quello di ricondurre ogni critica a un mero atteggiamento "NIMBY" (Not In My Back Yard, "non nel mio giardino"). In altre parole, si cerca di far passare l'idea che chi si oppone a un progetto lo faccia solo per egoismo.
Anche in questo caso, si tratta di una semplificazione che non coglie la complessità della questione. Le comunità non sono contrarie alle energie rinnovabili in sé.
Spesso, le loro obiezioni riguardano la mancanza di trasparenza, la scarsa partecipazione dei cittadini alle decisioni o, peggio ancora, il sospetto che dietro l'iniziativa si nascondano interessi speculativi o, addirittura, infiltrazioni della criminalità organizzata.
𝐋𝐞 𝐑𝐢𝐧𝐧𝐨𝐯𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐏𝐚𝐧𝐚𝐜𝐞𝐚
Un altro escamotage comune è l'affermazione che "le rinnovabili sono il futuro", come se questo fosse un argomento sufficiente a giustificare qualsiasi progetto energetico, qualsiasi modalità di realizzazione, qualsiasi normativa.
Questo approccio trascura completamente le questioni legate alla sostenibilità, alla regolamentazione, alla legalità, alla sicurezza, alla concorrenza, alla biodiversità, al paesaggio, alle peculiarità locali.
Le rinnovabili sono certamente una parte essenziale del futuro energetico, ma questo non significa che tutto debba essere accettato acriticamente.
𝐀𝐫𝐠𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐮𝐦 𝐚𝐝 𝐡𝐨𝐦𝐢𝐧𝐞𝐦, 𝐥’𝐚𝐯𝐯𝐞𝐥𝐞𝐧𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐨𝐳𝐳𝐨
Una tecnica comunicativa che prende esclusivamente esempi "estremi" usandoli poi per screditare un intero gruppo o movimento, suggerendo che tutti i suoi membri condividano le stesse caratteristiche negative o intenzioni.
Descrive quindi il processo di trarre conclusioni ampie da un campione limitato o, addirittura, da un singolo caso. Si assume che ciò che è vero per un caso specifico sia vero per l'intera categoria.
In presenza di un evento estremista, automaticamente tutti i movimenti e le persone che gravitano intorno ad essi sono etichettati come estremisti o fanatici.
Rientra nella tecnica della Generalizzazione indebita che può portare alla Stereotipizzazione
𝐔𝐧 𝐝𝐢𝐛𝐚𝐭𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞
È fondamentale, quindi, riportare il dibattito pubblico sui binari giusti. Non si tratta di essere "pro" o "contro" le rinnovabili in astratto. Si tratta di garantire che lo sviluppo delle energie pulite avvenga in modo sostenibile, trasparente e partecipato, nel rispetto del territorio, dell'ambiente e delle comunità locali.
E soprattutto, si tratta di contrastare la speculazione energetica e le infiltrazioni criminali, che rischiano di trasformare un'opportunità di sviluppo in una nuova forma di sfruttamento.
Per questo è necessario un approccio equilibrato che tenga conto delle preoccupazioni legittime e che si concentri sulle modalità e vuoti normativi che permettono questo tipo di azioni.