FAND Piemonte

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La F.A.N.D. è un organismo nazionale che rappresenta le persone con disabilità presso le forze politiche e sociali del paese, Enti, Associazioni, Fondazioni e Istituzioni pubbliche e private tramite le associazioni che la compongono. La F.A.N.D. è un organismo nazionale valido a rappresentare le esigenze globali delle persone con disabilità presso lo Stato, le Regioni, gli Enti Locali, le forze po

litiche e sociali del paese, Enti, Associazioni, Fondazioni e Istituzioni pubbliche e private, facendosi portavoce degli interessi e dei diritti delle persone con disabilità, attraverso le associazioni aderenti, le quali, con riconoscimenti e specifiche competenze, sono titolate ad intervenire nelle seguenti materie: invalidità civile, invalidità del lavoro, invalidità per servizio, sordità ed ipoacusia, cecità ed ipovisione, disabilità intellettive/relazionali, accessibilità, guida, trasporto pubblico e privato, turismo, sport e tempo libero. opera attraverso comitati regionali e provinciali, al fine di unire le forze per eliminare le discriminazioni, rivendicare il riconoscimento dei diritti di comune interesse e per solidarizzare con la singola associazione nelle richieste della specifica categoria.

15/06/2026

Con i virtual tour puoi esplorare comodamente da PC o smartphone le location che ti interessano, vivere in anteprima i luoghi prima di visitarli e soprattutto verificare in modo semplice e immediato la loro accessibilità, così da capire se rispondono davvero alle tue esigenze. Un modo nuovo di organizzare il tuo viaggio, più consapevole e senza imprevisti. Questa, ad esempio, è la Cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze.

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14/06/2026
06/06/2026

Definire una persona con disabilità “speciale” può sembrare positivo, ma in realtà rischia di essere riduttivo e dannoso.

Questo linguaggio rientra in ciò che viene chiamato inspiration p**n: contenuti che usano le persone con disabilità come fonte di ispirazione per gli altri, invece che riconoscerle semplicemente come individui.

Quando si dice “speciale”, si sposta l’attenzione dalla persona alle emozioni di chi guarda, non valorizzando le sue eventuali capacità ma creando solo una narrazione che serve a far sentire gli altri migliori o più fortunati.

Le persone con disabilità non sono “speciali” perché vivono la loro vita: sono persone, con esperienze, limiti e potenzialità come chiunque altro.
Hanno bisogno di rispetto, accessibilità e inclusione, non di essere idealizzate o trasformate in simboli motivazionali.

Condividiamo il pensiero di Giorgia Sbernini:

"Ma la possiamo smettere di chiamarli "bambini speciali"?

Ogni volta che sento dire "bambini speciali" o "ragazzi speciali" mi fermo...perché, in fondo, che cosa significa davvero?

A me piacerebbe che imparassimo a chiamarli semplicemente per ciò che sono, persone, bambini, bambine, ragazzi e ragazze!!!!
Esseri umani che, come tutti noi, ridono, si arrabbiano, sognano, hanno paura, si emozionano, fanno fatica, sbagliano, imparano e crescono, perché nessuno di noi ha bisogno di un aggettivo per avere valore!

La parola speciale nasce spesso da una buona intenzione, ma a volte crea una distanza invisibile, come se ci fosse un "noi" e un "loro"...

E invece l'educazione, quella vera, ci insegna proprio il contrario,
ci insegna che apparteniamo tutti alla stessa umanità, che ognuno di noi è unico, ma nessuno è diverso nel proprio diritto di essere accolto, ascoltato, rispettato e amato!!!

Non abbiamo bisogno di persone speciali, abbiamo bisogno di sguardi capaci di vedere la persona prima di ogni altra cosa, Perché prima di qualsiasi caratteristica, difficoltà, talento o peculiarità, siamo tutti semplicemente esseri umani.

E forse la vera inclusione comincia proprio da qui: quando smettiamo di cercare parole diverse per alcune persone e iniziamo a riconoscere l'umanità che ci accomuna tutti!
Prima di tutto, siamo persone, tutto il resto viene dopo"

Nell'immagine foto di bambini con disabilità (dal web) e la scritta "Smettiamola di chiamarli 'bambini speciali' "

Fonte:https://www.facebook.com/giorgiaterry.sbernini/posts/pfbid02ZPRkHf2ipQVuLHHvy45o8PDRfg2dY4cpjfZJj8fAovsgtC1UP29o4gDu5L7zELbpl

06/06/2026

L’INPS chiarisce le procedure per il ripristino di pensioni, assegni e indennità revocate, sospese o respinte per motivi economici. Al centro la distinzione tra accertamento sanitario e verifica dei requisiti socio-economici

22/05/2026

La è l’ sono due temi strettamente collegati: ecco perché ci occupiamo spesso di , non solo a Torino, ma anche in un territorio vasto e complesso come il .

Ieri, con la nostra rappresentanza di , abbiamo incontrato la nuova disability manager di GTT Gruppo Torinese Trasporti, Anna Ventura, che ringraziamo e a cui desideriamo augurare buon lavoro.

Riguardo al trasporto locale nel Canavese sono emerse delle criticità: annunci vocali non sempre presenti, scarsità di mezzi e passaggi a singhiozzo di alcune linee, qualche disagio per chi si muove con il cane guida.

I problemi si affrontano insieme, lavorando sulla reciproca conoscenza, sulla formazione e sul confronto. Continueremo a dialogare con l’azienda perché le persone con visiva residenti a Ivrea e dintorni possano contare su un sistema di trasporto sempre più attento alle loro esigenze.

Tra i primi passi, ci piacerebbe organizzare (come tra l’altro già avviene a Torino) un percorso di formazione sulla disabilità dedicato ai conducenti dei mezzi: dove attuti, questi momenti formativi danno risultati di valore, proprio perché non sono basati su informazioni teoriche, ma sull’incontro tra persone.

18/05/2026

*Componente del Consiglio dell’EDF (European Disability Forum) e del FID (Forum Italiano sulla Disabilità).

17/05/2026

La riforma della disabilità disciplinata dal D.Lgs. 62/2024 introduce una nuova analisi della persona, superando il modello medico tradizionale a favore del ...

17/05/2026

Non sono solo le barriere culturali a 🚫 ostacolare l’ingresso nel mondo del lavoro delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

A rendere ancora più difficile il percorso verso una reale inclusione lavorativa è la debolezza dei servizi di intermediazione, a partire dal collocamento mirato gestito dagli enti locali.

Lo dimostrano i dati 🔎 dell’indagine realizzata dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e Anffas Nazionale che sarà presentata in occasione del Festival del Lavoro 2026, 📍dal 21 al 23 maggio a Roma.

📊Secondo la ricerca, solo il 10,9% delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo trova lavoro tramite canali pubblici. Decisivi i servizi privati, ma nel 36% dei casi i costi ricadono sulle famiglie.

🗣️Roberto Speziale, presidente di Anffas: “Il lavoro è un diritto-dovere di tutti i cittadini, anche dei cittadini con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo che invece, purtroppo, sono ancora spesso esclusi dai diversi ambiti lavorativi a causa di pregiudizi e stereotipi”.

👉 https://tinyurl.com/4hc52sbw

Indirizzo

Corso Vittorio Emanuele II, 63 Torino
Italia 61
10128

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