24/09/2026
Fondi Non Autosufficienza, il caso Calabria: il bando "a numero chiuso" che dimentica i disabili con spettro autismo
L'avviso pubblico da oltre 705mila euro attivato dall'Ambito di Crotone fa emergere il paradosso delle linee guida della Regione Calabria. L'assegno di cura diventa un privilegio per pochissimi, ignorando il dramma economico delle famiglie con autismo di livello 2 e tagliando fuori le altre patologie.
Un cortocircuito istituzionale e burocratico sta sollevando indignazione tra le famiglie e le associazioni del Terzo Settore in Calabria [Nuovo Bando FNA Crotone]. Al centro della bufera c'è il recente Avviso Pubblico dell'Ambito Territoriale Sociale di Crotone, finanziato con ben 705.333,36 euro a valere sul Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze (FNA). Una misura che sulla carta dovrebbe proteggere i soggetti più fragili e i loro caregiver, ma che nei fatti applica un imbuto selettivo che rasenta l'assurdo.
A monte del bando, infatti, ci sono i rigidi criteri imposti dalla programmazione della Regione Calabria, che limitano l'accesso a questa specifica tranche di fondi esclusivamente alle persone con disabilità gravissima che soddisfano contemporaneamente due requisiti penalizzanti:
1. Avere una diagnosi dello spettro autistico ascritta unicamente al livello 3 del DSM-5.
2. Essere già stati beneficiari dello stesso fondo FNA nell'annualità 2019.
L'illusione che il "Livello 2" sia una passeggiata gratuita
Il primo, enorme paradosso di questo bando sta nella rigida selezione clinica. Blindando i fondi solo per il livello 3 (bisogno di supporto molto significativo), la burocrazia regionale sembra ignorare totalmente la realtà quotidiana del livello 2 (bisogno di supporto significativo).
Chi ha scritto queste regole sembra convinto che gestire un autismo di livello 2 sia una "passeggiata" o che le terapie per questi ragazzi siano gratuite. Al contrario, le famiglie con diagnosi di livello 2 affrontano ogni singolo giorno sfide immani e costi esorbitanti per terapie private, logopedia, psicomotricità e interventi comportamentali (ABA), spesso non garantiti dal sistema sanitario pubblico regionale. Tagliare fuori queste persone significa condannarle all'isolamento economico e sociale, trattandole come disabilità di "serie B".
I fondi FNA nascono come Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) e dovrebbero garantire parità di trattamento a tutti i cittadini in condizioni di estrema vulnerabilità. Formulare bandi con vincoli così stringenti crea una inaccettabile "guerra tra poveri" e una discriminazione tra patologie e livelli di gravità.
I cittadini dell'Ambito di Crotone (che include anche i comuni di Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Belvedere di Spinello, Rocca di Neto, San Mauro Marchesato e Scandale) si trovano davanti a una montagna di risorse pubbliche — oltre 700mila euro — che rischiano di non essere pienamente sfruttate o di essere distribuite con criteri iniqui. Come associazione chiediamo con urgenza che la Regione Calabria riveda i criteri di riparto e che la politica locale faccia sentire la propria voce. La disabilità non aspetta i tempi e i calcoli della burocrazia.