10/06/2026
CENTRO STUDI NATURA E AMBIENTE: LE GALLE.
Le galle non erano le donne dell'antico popolo dei Galli, e nemmeno le femmine dei polli, insomma dei volatili come animali da cortile che tutti conosciamo. Quelle semplicemente sono galline o pollastre. Le GALLE a cui alludo io sono delle neoformazioni, escrescenze, di varie forme e dimensioni che più spesso di quanto si possa immaginare compaiono su alberi ed arbusti di comune presenza in Italia, e un poco in giro per tutto il mondo. Ed Ischia non è esclusa: querce, lecci, frassini, olmi campestri, pioppi, filliree, lentischi, ranni lanterni e mirti offrono una vasta gamma e varietà di galle. Quelle che vi mostro in foto sono galle che ho raccolto in giro sull'isola su rami di roverella (Quercus pubescens, Q. virgiliana, e vari ibridi naturali dello stesso genere). Sono quasi perfettamente sferiche, legnose quando mature, e cave. L'induzione su una gemma o su un rametto giovane a produrre una galla avviene per una puntura di ovodeposizione di un insetto, nel caso specifico si tratta di un imenottero cinipide (una vespetta) che risponde al nome di Andricus Quercustorae. La puntura scatena una sorta di tempesta di fitormoni in quella sede e nelle cellule vegetali coinvolte, il cui esito è la neoformazione progressiva della galla. All'interno del primordio della galla avviene la schiusa di una o più uova del cinipide. Le larve si alimentano dei tessuti interni teneri che tappezzano la galla, e li completano il loro ciclo biologico fino alla forma perfetta adulta, che fuoriesce tramite un foro verso l'esterno prodotto con un certo anticipo. Le galle sferiche delle querce sono anche belle a vedersi, e se ne possono ricavare anche ninnoli vari, oppure giocarci come facevamo noi da ragazzini negli anni sessanta, avari di giochi, come palline rimbalzanti, boccette che a volte coloravamo anche in vario modo. Ma sempre sulle querce ci rinvengono spesso anche galle teratiformi, mostruose, rosse e untuose. Frutto sempre di un imenottero cinipide del genere Andricus (A. dentrimitratus). Queste galle a volte somigliano ad una medusa, a volte ad un polpo, altre volte alla cresta di un gallo. Non troppo simpatiche a vedersi. Sugli olmi campestri è facile imbattersi in galle fogliose, irregolari, rossastre all'inizio, poi viranti al nero. Pesanti al punto da far pencolare interi rami se numerose. In questo caso l'insetto induttore è un afide (Eriosoma lanuginosum) che trova ricetto sulle pareti interne delle galle. Sui pioppi troviamo una galla che si sviluppa sul picciolo fogliare, a forma di borsetta. Nella quale schiudono le uova dell'afide che poi danno a succhiare la linfa e a digerirla. Sempre un afide l'induttore ( Pemphigus bursarius). In piena estate dalle piante colpite geme una melata lattiginosa che imbratta tutto quello che sta sotto la chioma.
Poi una intensa defogliazione per lo stato di sofferenza dell'albero. Come non ricordare le galle del castagno indotte da Dryocosmus Kuriphilus, tristemente conosciuto come "Cinipide galligeno del castagno", che ha messo a serio rischio lìeconomia castanicola di intere regioni e paesi d'Europa. Poi controllato lentamente dall'introduzione controllata d un altro imenottero(Torymus sinensis) suo nemico naturale proveniente dallo stesso areale di origine(Cina) dell'insetto dannoso. Insomma l'argomento GALLE è molto affascinante, anche dal punto di vista ambientale, in quanto alcune di esse diventano habitat per altre specie animali che li sviluppano la loro nicchia ecologica, ovvero la funzione (ruolo attivo) loro specifica nel contesto del bioma in cui sono inseriti. Alcune curiosità legate alle galle: Sono ricche di tannini che un tempo venivano impiegati in coloreria. Ma anche in enologia (tannini gallici) come chiarificanti e stabilizzanti. L'acido gallico ha quel nome perché estratto da talune galle tra cui quelle delle querce. Qualcuno mi diceva che le galle a palla ancora non legnose di quercia sono utili per farci manovre sugli strumenti a corda, tipo chitarre, viole e violoncelli, passandole a striscio proprio sulle corde. Aspetto da qualcuno competente in materia una conferma, oppure una smentita! C'è sempre da imparare qualcosa da altri. Una passeggiata nei nostri boschi fatta con l'intento di ritrovare e raccogliere galle, può rivelarsi fruttuosa solo che si abbia una buona vista e la voglia di fare "catture naturalistiche" interessanti.