11/05/2026
CENTRO STUDI SCIENZA E NATURA
Mendel e le tre leggi fondamentali della genetica
(dedicato alle mie nipotine, Matilde e Delia)
Nonostante la genetica moderna abbia fatto passi avanti da gigante, grazie a nuove acquisizioni scientifiche ed all’uso di tecnologie molto avanzate e sofisticate, l’avvento delle genomica, ecc. , le leggi di Mendel rimangono un caposaldo fondamentale per la comprensione della trasmissione dei caratteri negli esseri viventi, sia nel regno vegetale che in quello animale. Gregorio Mendel, monaco agostiniano ( 1822-1884) si dedicò con grande pazienza ( incompreso e vilipeso inizialmente dal mondo scientifico dell’epoca) allo studio della trasmissione dei caratteri, compiendo innumerevoli prove di incrocio tra topi di diverso colore, grigi e bianchi, o tra polli bianchi e neri, e annotando con grande attenzione in che modo dalla generazione parentale(P) si trasmettevano quei caratteri nella prima generazione indicata come F1, traendone la prima legge fondamentale della genetica, denominata delle UNIFORMITA’ DEI CARATTERI, con l’estrapolazione dicotomica rispettivamente dell’IBRIDO DOMINANTE ( topo grigio + topo bianco = tutti topi grigi in F1), e IBRIDO INTERMEDIO ( pollo nero andaluso + pollo bianco= tutti polli azzurri in F1). A seguire la seconda legge mendeliana, detta della SEPARAZIONE DEI CARATTERI che postula che dall’incrocio tra loro di ibridi dominanti F1 (topi grigi), o da ibridi intermedi sempre F1 ( pollo azzurro), nella generazione F2 ( ibrido di seconda generazione), si ha una separazione molto precisa dei caratteri: topi grigi assieme a topi bianchi entrambi al 50%, e polli neri al 50%, insieme a polli bianchi e polli neri rispettivamente al 25% cadauno. Chi volesse studiare meglio le leggi di Mendel, non ha che da consultare qualsiasi trattato di Scienze Naturali (di zoologia ad es.) che contiene ben descritte ed analizzate tutte le acquisizioni a cui pervenne Mendel. Ma io voglio farvi toccare con mano come sia molto più semplice di quanto possa credersi fare una verifica sulle leggi di Mendel. Casualmente mi è capitato di avere tra le mani una mela oggi molto in voga, ed anche molto chiacchierata, che va sotto il nome generico di MELA FRAGOLA. Il cui costitutore e titolare del brevetto vegetale ha attribuito il nome commerciale KISSABEL e/o RED MOON. E’ una mela ottenuta per ibridazione la cui caratteristica peculiare è quella di avere buccia rossa e polpa anche variamente colorata di rosso. I genitori della generazione parentale sembra siano tenuti segreti . Molto probabile che si tratti di un ibrido F1 (prima generazione) per uno o più caratteri: colore della buccia e della polpa. Ammesso e non concesso che la pianta che ha prodotto la mia mela, lo abbia fatto per autoimpollinazione ( ovvero senza intervento di polline di altra varietà, cosa comunissima in frutticoltura) i semi che ho estratto dal frutto, sezionandolo a metà ( 6 in totale, di cui uno però tagliato a metà e quindi non utilizzabile) seminati, facendo emergere poi 5 piantine ( una persa dal 6°seme lacerato) dovevano essere rivelatori dell’eventuale rispetto della seconda legge di Mendel, ovvero della segregazione ( o separazione) dei caratteri nella generazione F2. Detto fatto: i cinque semi posti a germinare in vaso da vivaio del 14 con un buon terriccio commerciale, hanno fatto emergere 5 piantine in pochissimo tempo. Cosa ne è uscito fuori? Ecco la risposta: 3 piantine con foglie perfette di colore rosso, e due piantine con foglie perfette di colore verde. Potete vederle nelle foto allegate. Sostanzialmente è rispettata la seconda legge di Mendel ( separazione dei caratteri al 50% nella discendenza) , poiché è molto verosimile che il sesto seme rovinato avrebbe dato la terza piantina con foglie verdi. Una riflessione è d’obbligo. Il carattere foglia rossa è molto probabile che sia abbinato ad uno dei due genitori della generazione P, e che tale carattere sia associato anche al colore della buccia ed a quello della polpa. Il secondo genitore (portatore del polline o dell’ovulo fecondato) con molta probabilità è una varietà pura con frutti sicuramente con polpa bianca. E forse con buccia gialla o verde. La verifica di tutto ciò, quando e come si potrebbe avere con maggiore sicurezza? Allorquando le piantine, divenute adulte, fioriranno, evitando l’impollinazione da piante di diverse varietà ( isolando ad es. i fiori prima dell’antesi in sacchetti di carta) e produrranno frutti. Le piante a foglie rosse dovrebbero produrre frutti con polpa rossa. Quantunque diversi per altri caratteri (forma, dimensione, ecc.). Mentre quelle a foglie verdi, frutti a polpa bianca. Cosa resta da fare? Allevare le cinque piantine fino alla maturità, e aspettare che siano indotte a fiore, e quindi fruttificare. Ci vorranno almeno 5 anni, in quanto le piante da seme tardano a divenire fiorifere, almeno in maniera ordinaria. Le si può indurre a fiore con tecniche di forzatura. Ma non si scende sotto i tre anni. E senza tenere conto che con la riproduzione per seme spesso emergono nel fenotipo anche caratteri ancestrali, quali ad es. nelle pomacee, una sorta di spinosità sui rametti anticipati. Dunque in conclusione, le leggi di MENDEL sono più che mai attuali e verificabili, e lo sanno bene gli ibridatori di tutto il mondo. La variabile più significativa è il fattore tempo, specialmente nelle piante legnose e tra queste quella da frutto. Relativamente più semplice nelle piante erbacee di interesse economico: orticole, piante da fiore. Dove le generazioni parentali ed ibride sono molto più veloci e replicabili. Per le nostre 5 piantine di melo, si tratta di avere pazienza e non deflettere dalla curiosità che MENDEL ha suscitato. Magari potrebbe essere interessante per gli studenti del Liceo Scientifico Giorgio Buchner? Vediamo, tutto è proponibile, al netto di una curiosità scientifica trasferita dalla mia persona ai docenti di Scienze Naturali ed agli allievi di quell’ Istituto. E’ appena il caso di dire, se sono meli fioriranno…
Dott. Francesco Mattera – presidente del Centro Studi Isola d’Ischia