01/10/2026
🎯 Per imparare non basta ascoltare 👉 attenzione, memoria, azione: i 3 pilastri dell'apprendimento
Quanto rimane davvero di quello che ascoltiamo?
Durante la Giornata Studio abbiamo scoperto quanto sia complesso il processo attraverso cui un'informazione arriva al nostro cervello e diventa apprendimento.
🔵Tutto parte dall'attenzione, il 1° pilastro. Il nostro cervello non può concentrarsi su tutto contemporaneamente: seleziona gli stimoli e costruisce una sorta di “cono dell'attenzione”, ovvero indirizza la nostra attenzione verso ciò che riteniamo importante.
🔵 Poi entra in gioco la memoria, il 2° pilastro, che ci permette di mantenere e rielaborare le informazioni. Ma ciò che abbiamo ascoltato deve essere utilizzato, rielaborato, collegato, sperimentato. Ecco perché imparare non significa soltanto stare seduti e ascoltare, ma mettere le mani in pasta, mettersi in gioco, sperimentare diverse modalità, provare, sbagliare e riprovare.
🔵 Più modalità utilizziamo per entrare in relazione con un contenuto, più possibilità abbiamo di costruire connessioni.
Serve la funzione esecutiva, il 3° pilastro, che ci permette di utilizzare ciò che abbiamo appreso: organizzare, collegare informazioni, inibire gli stimoli che ci distraggono, risolvere problemi e portare avanti un compito.
🧠 Ecco perché imparare non significa semplicemente stare seduti e ascoltare, ma anche fare, sperimentare, collegare, provare, sbagliare e riprovare.
🫀 E in tutto questo le emozioni hanno un ruolo importante. Non significa che imparare debba essere sempre divertente, significa che un bambino che si sente accolto, che può fare una domanda, che può sbagliare senza essere umiliato e che trova adulti capaci di ascoltarlo ha condizioni migliori per mettersi in gioco: perché sbagliare fa parte dell'imparare.
🪁 E anche il gioco può diventare uno strumento potente: quando un'esperienza coinvolge emozioni positive e partecipazione, può essere più facile mantenere l'attenzione e costruire nuovi apprendimenti.
👉 Ma cosa succede quando, invece, gli stimoli diventano troppi? Ve lo raccontiamo nel prossimo post.