30/05/2026
DOMENICA 31 MAGGIO e MERCOLEDI’ 3 GIUGNO 2026
PIANTA DELLA SETTIMANA
RUBRICA SU CONTRORADIO FIRENZE FM - 93,6 / 98,9,
mercoledì con Giovanni Barbasso dalle 1300 alle 1600 e domenica con Gimmy Tranquillo dalle 1100 alle 1300
“GIGLIO DI SANT’ANTONIO”
PROLOGO: Percorrendo in Maggio la via Volterrana mi ha sorpreso ritrovare, sul ciglio incolto, il Giglio candido, pianta certamente selvatica ma anche da sempre coltivata negli orto-giardini. Oltre che in Natura possiamo incontrarlo nell’arte e in letteratura; dipinto fra le mani di Sant’Antonio, nelle Annunciazioni di Gabriele alla Madonna o citato nei versi della Bibbia.
NOME SCIENTIFICO E POPOLARE: Lilium candidum - Giglio di Sant’Antonio, Giglio della Madonna, Giglio Candido.
TASSONOMIA, HABITAT, AREALE: Pianta erbacea perenne della Famiglia delle Liliacee e Genere Lilium il Giglio Candido è diffuso in tutto il mondo dove vegeta nei climi temperati, in Italia è pianta spontanea e aiutata nella diffusione nell’ambiente da secoli di coltivazione specialmente in prossimità di luoghi religiosi.
DESCRIZIONE: Il cuore pulsante della pianta è il bulbo squamoso, un germoglio sotterraneo che comprende: un fusto, delle foglie che si appressano ad esso, dei germogli interni e un apparato radicale che filiforme cresce alla base.
In inverno la pianta è completamente ridotta al bulbo sottoterra, ad inizio primavera la pianta vegeta al livello del terreno con foglie disposte a rosetta, linguiformi e verde lucido. A fine primavera e prima dell’estate dal bulbo si sviluppano lunghi steli con piccole foglie appressate ed in cima al quale la specie si esprime in fioriture spettacolari.
Il Fiore è vistoso, bianco, profumato, con sei tepali a forma di tromba e sei stami lunghi pieni di polline giallo-arancio.
COLTIVAZIONE: Considerato che è pianta perenne si consiglia di sceglierne una dimora adatta, caratterizzata da terreno drenato, non eccessivamente concimato a reazione nutro-alcalina. L’esposizione si predilige soleggiata ma la vicinanza di altre piante erbacee in prossimità può essere di aiuto nelle estati calde. I bulbi si interrano ad inizio autunno e non troppo profondamente (10cm max), per avere da metà maggio una fioritura duratura fino a che, l’eccessivo caldo non l blocca riducendo la pianta a foglie basali che reintegreranno sostanze al bulbo con la fotosintesi clorofilliana.
EPILOGO: Per noi Ortisti la Natura ci è sempre Maestra compreso anche il Giglio Candido, pianta presa ad esempio pure da Matteo, l’evangelista, che ci invita ad osservarne la sua esistenza e a non affannarci nella nostra vita come spesso facciamo: "Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro."
(Matteo 6,28-29)
Stefano Pissi
Dottore Forestale
per – “gli Ortisti” - Associazione Culturale.