01/06/2026
Proviamo anche noi a dire qualcosa su questa vicenda.
Evitando le semplificazioni e i toni accesi.
In un campo difficile come questo nessuno può perdere tempo in sterili polemiche, ma bisogna, altresi, evitare di pensare che stiamo già facendo tutto quello che serve.
Non è in discussione l'impegno di tutti, delle istituzioni come del volontariato, ma una attitudine più riflessiva forse aiuterebbe.
Lo diciamo dal basso della nostra giovane esperienza 🤣🤣
Purtroppo ci pare che i nostri sistema dei servizi sociali e, spesso, anche il volontariato non abbiano la capacità, ma, soprattutto, la possibilità di ragionare, per così dire, fuori dalla scatola.
L'associazione Progetto Arca ha creato un rifugio dove i senzatetto possono portare i loro animali, perché non esiste un divieto assoluto, come non esiste neppure per gli alberghi.
Solo altra burocrazia, in un campo dove ne abbiamo già troppa.
Sarebbe un passo avanti, ma, a
nostro modestissimo avviso, il punto è un altro:
Bisognerebbe tenere in maggiore considerazione un DATO DI FATTO, senza giudicarlo.
Molte persone che vivono in strada hanno esigenze poco comprensibili alla media delle persone.
Un rapporto affettivo stretto con i loro animali o col gruppo dei pari, degli amici di strada.
La necessità di stare vicino a luoghi attorno a cui ruota la loro vita ad esempio il supermercato che "rende" in termini di elemosine.
Il modello di assistenza, invece, è spesso legato ad una offerta di aiuto schiacciata tra la scarsità delle risorse e una filosofia di intervento che cerca di favorire un adeguamento di queste persone ad un ideale di "normalità", che loro, dopo tanti anni in strada, trovano difficile.
Non abbiamo risposte pronte, sarebbe però interessante provare a cambiare approccio.
Noi, intanto, continuiamo a fare del nostro meglio.
Difficoltà nell’accesso ai servizi sociali, un’esistenza ai margini con la sola compagnia della sua cagnetta Rita