21/08/2026
⚫️ SECONDO INFORTUNIO MORTALE A IMOLA IN DUE MESI
A soli due mesi dall'infortunio mortale di giugno, in cui un operaio di 55 anni è precipitato dal tetto di un’azienda meccanica di Imola, un altro lavoratore, trentaduenne imprenditore edile, ha perso la vita in un'azienda imolese. Alla sua famiglia vanno le condoglianze della Camera del Lavoro territoriale.
«Pur non entrando nei dettagli dell'incidente, la cui dinamica è attualmente al vaglio delle autorità competenti e della Medicina del Lavoro dell'Ausl di Imola, ribadiamo con fermezza che è inaccettabile morire lavorando – affermano Andrea Berti, segretario generale Fillea Cgil Imola e Stefano Moni, segretario generale Camera del Lavoro di Imola –. Quello accaduto è l'ennesimo caso in Italia nel settore dell'edilizia e del movimento terra, in cui gli infortuni legati ai mezzi pesanti, alle manovre di cantiere e alle cadute dall'alto costituiscono una piaga costante. È evidente la necessità inderogabile di una formazione adeguata, di manutenzioni rigorose effettuate con attrezzature di supporto idonee e dell'adozione di presidi di protezione adeguati. Allo stesso tempo, è un dovere far rispettare tutti i protocolli di sicurezza e incrementare i controlli degli organi ispettivi sui luoghi di lavoro.
Come Fillea e Cgil continueremo la nostra mobilitazione per pretendere che imprese, istituzioni e parti sociali facciano della sicurezza una priorità non negoziabile. Fino a quando la sicurezza sarà considerata solo un costo su cui risparmiare, il numero degli infortuni purtroppo non diminuirà. Per noi la tutela delle persone viene prima di tutto: per tutta l'estate, infatti, abbiamo segnalato i cantieri che violavano l'ordinanza regionale sul caldo estremo, facendo lavorare gli operai anche nelle fasce orarie non consentite nei giorno ad alto rischio».