Comitato Sao Bernardo ODV

Comitato Sao Bernardo ODV Dal 1989 in Brasile, dal 2002 in Senegal: solidarietà a favore di bambini e donne in difficoltà, azioni di cooperazione internazionale per lo sviluppo

Siamo una ODV che dal 1989 si impegna a sostenere progetti di cooperazione internazionale rivolti prevalentemente ai bambini, alle donne all'ambiente. In Senegal in collaborazione con il COSPE e la Regione Emilia Romagna sosteniamo , questo anno, il progetto: Essere donna". In Senegal, nella regione di Sédhiou, una delle regioni più povere del paese che si estende tra l’enclave del Gambia e la G

uinea Bissau, una regione creata nel 2008 che non dispone ancora dell’insieme delle strutture e dei servizi sanitari previsti a livello regionale. E’ qui che sosteniamo un progetto ESSERE DONNE che si pone l’obiettivo di assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età, con un’attenzione particolare alla salute delle donne e dei bambini. Ci impegniamo ad agire sulle istituzioni per promuovere il rafforzamento delle strutture sanitarie ed il miglioramento di accesso alle stesse e di migliorare la competenza degli operatori e operatrici sanitari. Nel primo anno infatti , sono stati realizzati corsi Corsi di formazione in urgenze NEONATALi E PEDIATRICHE PER OSTETRICHE e INFERMIeRI . La super equipe è composta da formatori della Regione medicale di Sedhiou e Kolda e dal centro SALUTE GLOBALE di FIRENZE Azienda Ospedaliero-Universitaria Meyer con fornitura di strumentazione. Sono state acquistate 3 ambulanze: e un furgone di rianimazione per l’ospedale regionale;
Con l’associazione giuriste senegalesi si sono tenuti corsi su diritti e sanità sessuale e riproduttiva per permettere alle donne una migliore conoscenza del quadro giuridico per sviluppare le loro azioni anche nei confronti delle altre donne. In Brasile , insieme alle suore missionarie, nel grande centro di formazione professionale costruito dal 2002 col contributo dei cittadini imolesi , di diverse aziende imolesi e dell’Amministrazione comunale e della curia, si sono realizzati centinaia corsi di formazione professionale che hanno permesso a molti giovani e donne e disoccupati di acquisire competenze e a riscattarsi attraverso il lavoro da una vita di miseria e povertà. Ora, a seguito della pandemia di Covid e la conseguente chiusura delle scuole , i corsi in presenza, non si sono più potuti realizzare quindi abbiamo contribuito all’acquisto di una piattaforma informatica per realizzare corsi sul web.

08/01/2026
08/01/2026

Imola. La presidente Nadia Bassi: «Una decisione sofferta. Ma gli obiettivi sono stati raggiunti con soddisfazione»

08/01/2026
15/10/2025

Cari amici e amiche, collaboratori e sostenitori grazie per tutta l’attenzione dedicata al lavoro del Comitato, a tutti voi è dedicata questa lettera.
Ci sono momenti nella storia di un’associazione come la nostra in cui è giusto fermarsi, prendersi il tempo di riflettere insieme, fare un bilancio di dove siamo arrivati e guardare avanti, con coraggio e apertura al cambiamento. Il nostro 2024/25 è stato uno di quei momenti. Il mondo intorno a noi è profondamente cambiato. L’irruzione del Covid-19 ha messo a n**o la fragilità del nostro mondo e ci ha fatto precipitare in una crisi che non ha risparmiato nessuna relazione. Sono aumentate la violenza e la negazione dei diritti nei confronti delle donne e delle persone migranti, sono aumentare le disuguaglianze e la povertà, si è aggravata la povertà educativa, si sono ristretti gli spazi di democrazia e di esercizio dei diritti (non ultimo del diritto alla salute), nel quadro di una crisi ambientale e climatica senza precedenti.
Nei 35 anni di vita del Comitato abbiamo abbiamo promosso progetti in Brasile e in Senegal con l’obiettivo di promuovere il dialogo fra le persone e fra i popoli, per un mondo di pace e di accoglienza, con più diritti e democrazia, più equità sociale e sostenibilità ambientale, nel segno della parità fra uomini e donne e della fine di ogni discriminazione.
Abbiamo lavorato per la costruzione di un mondo in cui la diversità sia considerata un valore, dove nell’incontro ci si arricchisca e dove la giustizia sociale passi innanzitutto attraverso l’accesso di tutti a uguali diritti e opportunità.
Dopo 36 anni, anche per noi è tempo di bilanci. Siamo un’organizzazione matura e maturità significa anche consapevolezza, consapevolezza che il mutato scenario globale richieda una presa di coscienza e l’assunzione di scelte coraggiose. Nel 2023-24 abbiamo assistito a cambiamenti epocali, che hanno avuto un impatto sul nostro lavoro e ci hanno messo in discussione nella rilettura di quello che può essere il nostro contributo. Non solo la guerra in Europa e il nazionalismo come ideologia dominante, ma il venir meno dello spirito di solidarietà che aveva innescato la pandemia, così come dell’attenzione alla crisi climatica e ambientale. Mutamenti di scenario si sono avuti anche nei Paesi in cui operiamo, dai cambi di governo, a tentativi di colpi di stato, a nuove sacche di povertà generate dall’aumento dei prezzi e dalla scarsità di materie prime, alla repressione dei movimenti sociali.
Molte sarebbero dunque le sfide che ancora dovremmo affrontare, ma nonostante i numerosi amici, le forze dell’attuale gruppo direttivo sono sempre più deboli per affrontare sfide sempre più impegnative. Non è viltà né mancanza di coraggio, perché in molti di noi la passione e la voglia di dare una mano è ancora forte. Non abbiamo avuto la capacità di coinvolgere giovani generazioni in questo impegno. È quindi con dolore che devo comunicarvi che inizieremo a organizzare le pratiche necessarie per la definitiva chiusura del Comitato a fine 2024. Questa decisione sofferta è però suffragata dalla consapevolezza di aver raggiunto tanti traguardi positivi, di aver dato speranza, consapevolezza e aiuto a molte persone . Gli obiettivi che il Comitato si era dato nel lontano 1989 sono stati raggiunti con onore e grandi soddisfazioni.
Ecco in sintesi cosa abbiamo fatto:
A SÃo Bernardo abbiamo contribuito alla costruzione dei due lotti della scuola di formazione professionale e al sostegno di migliaia di corsi professionalizzanti che hanno dato dignità e lavoro a migliaia di ragazzi, donne e uomini, abbiamo sostenuto gli asili che si sono succeduti nel tempo, da quelli nella favela a quello attuale a fianco del Centro di formazione professionale , sempre più belli e confortevoli, abbiamo contribuito al ripristino dei danni dell’esplosione della gelateria antistante l’asilo, che lo aveva gravemente danneggiato, abbiamo sostenuto la costruzione e l’allestimento di un CENTRO DIURNO PER ANZIANI che dà risposta ai nuovi bisogni degli anziani divenuti più numerosi a seguito di un miglioramento generale delle condizioni di vita che sta funzionando con soddisfazione.


Abbiamo sostenuto un’attività sociale di sostegno e di accompagnamento a bambini e adolescenti emarginati, a rischio di malavita e alle loro famiglie, spesso disgregate, mono parentali e ed economicamente e socialmente povere.

Dal 2001 ci siamo impegnati in partenariato con l’ONG COSPE, a realizzare progetti in Africa, precisamente in Senegal- Casamance, una terra martoriata fin dal 1981 da una guerriglia di cui nessuno parla e che ha prodotto migliaia di famiglie sfollate ai margini della capitale Ziguinchor, con bambini mai denunciati all’anagrafe e quindi privi di qualsiasi diritto di cittadinanza. Abbiamo costruito scuole alternative , recuperato attraverso il tribunale più di 800 certificati di nascita, formato centinaia di donne a piccole attività ( batik, pittura su stoffa , preparazione succhi con i frutti della foresta, preparazione del sapone ecc..) centinaia di donne che hanno in questo modo ottenuto un piccolo reddito per la famiglia. Ci siamo occupati anche di migliorare la produzione di manghi e agrumi nonché l’ apicultura di un gruppo di piccoli agricoltori ( l’APAD) che sono diventati così bravi che, certificati Faitrade, sono riusciti ad esportare i manghi fino in Italia ed a costruire un grande magazzino dove hanno trovato lavoro numerose donne impegnate nella lavorazione della frutta, nella trasformazione in succhi, confetture, essicazione… Hanno affrontato la vendita dei loro prodotti direttamente , baipassando i mediatori sfruttatori-truffatori di mestiere che per pochi denari acquistavano tutta la produzione.


Abbiamo lavorato molti anni alla presa di coscienza dei diritti e a combattere la malnutrizione infantile.
Si è concluso da poco, il progetto ESSERE DONNA realizzato per tre anni in Casamance, a Sédhiou una delle regioni al più basso tasso di povertà, di violenza sulla donne e di basso tasso di scolarizzazione. Sono proprio la povertà, la mancanza di educazione sessuale e la promiscuità alcuni dei fattori che Josephine Ndao avvocata e coordinatrice della ”Boutique de Droits di Sedhiou” attribuisce all’alto numero di gravidanze e matrimoni precoci e l’estensione della pratica delle mutilazioni genitali femminili nell’area. Abbiamo fatto un grosso lavoro in tema di conoscenza dei propri diritti , di miglioramento delle strutture sanitarie e degli operatori sanitari . Medici, ostetriche infermiere del’ospedale Mayer di Firenze hanno tenuto corsi di aggiornamento su emergenze neonatali agli operatori locali . Abbiamo acquistato quattro ambulanze e numerose attrezzature mediche. Dato aiuto, consapevolezza e speranza.
L’ultimo progetto
RIGENERAZIONE – SVILUPPO TERRITORIALE E RIQUALIFICAZIONE AMBIENTALE IN BASSA CASAMANCE .
Il progetto RigenerAzione si propone di sostenere gli Enti Territoriali senegalesi nella realizzazione di programma di sviluppo relativi alla gestione sostenibile del territorio e delle sue risorse, attraverso un approccio partecipativo e inclusivo. Abbiamo inteso promuovere la rigenerazione urbana e territoriale del Municipio di Kafountine, valorizzando le buone pratiche e l’innovazione in materia di ambiente e gestione partecipata e inclusiva del territorio al fine di contribuire a ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici o di aumentare la capacità di adattamento presso i gruppi sociali più vulnerabili. Il progetto ha come target principale i gruppi socio-economicamente più vulnerabili quali donne, giovani, migranti di ritorno e persone con disabilità, coinvolgendo direttamente l’Amministrazione Comunale e la società civile locale (comitati cittadini, associazioni di donne, giovani, migranti, etc.).
Parlando di cittadinanza attiva e governance territoriale si è voluto intraprendere un discorso partecipativo dal basso dove sono i comuni con la popolazione stessa a essere i primi portatori di cambiamento e crescita.

Indirizzo

Via Emilia 69
Imola
40026

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
Martedì 09:00 - 12:00

Telefono

+39054227129

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