COBAS Enti Locali Imola Faenza

COBAS Enti Locali Imola Faenza confederazione dei comitati di base

31/08/2026

COMUNICATO STAMPA COBAS SCUOLA

SOLIDARIETÀ E DIFESA DEL DIRITTO ALLA COMUNICAZIONE: CONTRO LA LISTA NERA DI TRUMP PER AUTISTICI/INVENTATI

I COBAS Scuola, da sempre attivi per la difesa dei diritti di tutte e tutti i lavoratori, esprimono solidarietà al collettivo Autistici/Inventati per l’ingiustificabile e gravissimo atto di accusa subito dall’amministrazione Trump.

La decisione di inserire il collettivo italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche è un atto di intollerabile repressione del dissenso e un pericoloso attacco alla libertà di espressione e ai diritti digitali. Accusare chi fornisce strumenti di comunicazione e autodifesa digitale – come email criptate e blog – di essere complice di terrorismo è un pretesto per mettere a tacere chi si oppone al capitale e alle politiche di guerra. È la stessa logica con cui si bollano come terroristi i movimenti antifascisti, i movimenti antisionisti e le proteste sociali, mentre si protegge l’estrema destra.

Autistici/Inventati è nato dall’incontro di collettivi dell’area antagonista e anticapitalista, con l’obiettivo di offrire a gruppi e attivisti piattaforme per una comunicazione libera dai colossi del web, dal capitalismo della sorveglianza e dall'estrattivismo digitale. Per questo, respingiamo al mittente le infamanti accuse mosse da Washington.
Come il collettivo ha dichiarato: "l’antifascismo e l’anticapitalismo non sono terrorismo. Protestare non è terrorismo. E tutti hanno il diritto di prendere parola e di lottare per tutta l’umanità”.

I COBAS SCUOLA:
-sostengono il collettivo Autistici/Inventati e le realtà colpite da questa deriva repressiva e autoritaria.
-Invitano il governo italiano e le istituzioni europee a prendere una chiara posizione contro queste misure unilaterali e a difendere il principio di neutralità della rete e i diritti civili fondamentali .
-Ribadiscono che la scuola e il mondo dell'istruzione sono luoghi di formazione al pensiero critico e non possono restare in silenzio davanti a questi attacchi alla democrazia e alla libertà di pensiero e di espressione.

SOLIDARIETÀ contro la repressione del dissenso e la criminalizzazione delle lotte sociali

COBAS SCUOLA

Sconcerto e cordoglio per questa tragica notizia
24/06/2026

Sconcerto e cordoglio per questa tragica notizia

01/05/2026
01/05/2026

L’urbanistica del togliere asfalto e cemento ha finalmente un riconoscimento e può diventare il nuovo corso per il governo del territorio. Mai, nella storia della Repubblica, si è visto uno strumento a favor di ambiente, natura e suolo di questa portata. I Comuni obbligati ad applicare il Pnr ad oggi sono “solo” 2.761 su oltre 7.800. Ma qualsiasi amministrazione può aderire. È il momento di una grande campagna per la vera rigenerazione ecologica. L’intervento di Paolo Pileri

https://altreconomia.it/ecco-il-piano-nazionale-di-ripristino-della-natura-unoccasione-storica-per-attuare-la-costituzione/

CASERMA NCIAlcuni rapporti finiscono in modo litigioso (ma in genere quando si litiga ci si crede ancora) altri si esaur...
24/04/2026

CASERMA NCI

Alcuni rapporti finiscono in modo litigioso (ma in genere quando si litiga ci si crede ancora) altri si esauriscono per rassegnazione, perchè dopo aver esperito ogni tentativo, nulla cambia. Il risultato? Disimpegno e fuga.

I dipendenti NCI che riescono si trasferiscono in enti anche molto lontani, anche dopo molti anni di servizio, disposti a rinunciare a tanto pur di trovare un ambiente che sia almeno sufficientemente adeguato nella gestione delle risorse umane.

Dopo le spacconate sui “risultati storici” della contrattazione 2025 che concedeva ZERO sull’incremento del fondo, i finti alibi, le promesse sul 2026 già disattese (niente regolamento servizi conto terzi nei tempi garantiti, impegno generico sul welfare, ecc.), questo sistema autoritario e disfunzionale, che non gratifica economicamente e non riesce a motivare al lavoro, che non ascolta i dipendenti e che si impone spesso in modo non necessario, ha provocato rigetto e disaffezione. Ci sono servizi si trovano a perdere non solo singole unità sparse ma interi uffici.

Come Cobas siamo stati accusati di voler fare politica ma non è così: nel nostro caso l’equivalente del padrone è la politica, quella che fornisce gli indirizzi ai dirigenti e li nomina. Pertanto è alla politica che ci rivolgiamo, quella che però fino ad ora si è nascosta dietro una dirigenza incapace di mediare e capire i veri problemi, a volte di fare concessioni a prezzo zero ma che consentirebbero ai dipendenti di godere di una migliore qualità della vita (ma il dipendente deve temere e stare sottomesso per essere più obbediente!) E’ questo modo di dirigere l’Ente quello che si vuole, da parte di una amministrazione cosiddetta progressista?

E’ questo piglio direzionale accentratore, caratterizzato da inutile intransigenza e, soprattutto, mancanza di equità e di rispetto degli impegni presi (già al massimo ribasso, forse perchè la dirigenza in proporzione assorbe troppe risorse per dimostrare risparmi alla regione) quello che si considera ottimale per la gestione di questo ente così articolato e complesso?

A noi sembra inadeguato persino in una caserma, in cui qualche medaglia almeno viene riconosciuta e, se è disorganizzata, le colpe non vanno immediatamente attribuite ai soldati ma si parte dai vertici. E comunque, nonostante la gerarchizzazione, non esiste un solo capo onnisciente e onnipotente da cui tutto deve filtrare.

Un esercito può resistere anche con molte perdite, ma un generale solo, senza nessuno alle spalle, non va da nessuna parte.

A questo quadro già fortemente critico si aggiunge un ulteriore elemento di grave preoccupazione: il ruolo delle organizzazioni sindacali confederali.

Di fronte a dinamiche così evidenti di impoverimento delle condizioni lavorative, di svuotamento del confronto e di progressiva disaffezione del personale, ci si sarebbe aspettati una presa di posizione chiara, autonoma e determinata.

Al contrario, si registra troppo spesso un atteggiamento rinunciatario, quando non addirittura di silenziosa acquiescenza. Un atteggiamento che, per molti lavoratori, appare riconducibile alla logica delle “tre scimmie”: non vedere, non sentire, non parlare.

Una postura che rischia di essere percepita come funzionale alla conservazione di posizioni consolidate e di spazi di interlocuzione privilegiata, più che alla reale tutela collettiva.

Il risultato è un ulteriore indebolimento della rappresentanza, proprio nel momento in cui i lavoratori avrebbero maggiore bisogno di un presidio forte, libero e non condizionato.

Perché quando anche chi dovrebbe vigilare abbassa la guardia, il sistema si sbilancia definitivamente a sfavore di chi lavora

Indirizzo

SEDE DI IMOLA-FAENZA Via EMILIA 45
Imola
40026

Orario di apertura

17:30 - 19:00

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