AME Gubbio

AME Gubbio Associazione ha carattere culturale, non persegue fini di lucro, associa i cultori della micologia e gli interessati al patrimonio naturalistico

A.M.E. - Associazione Micologica Eugubina

L’Associazione ha carattere culturale, non persegue fini di lucro ed associa i cultori della micologia e chiunque abbia interesse alla conoscenza e conservazione del patrimonio botanico, faunistico, ambientale e culturale, accrescendo la diffusione dei valori ambientali. Vogliamo comunicare con tutti gli appassionati del settore e coloro che hanno a cuore

la natura e la cultura. L'aggiornamento continuo permetterà ai soci di prendere visione degli eventi per poter partecipare agli stessi. I contenuti legati alle immagini dei carpofori (funghi) non devono essere prese in considerazione ai fini della determinazione dei funghi. In quanto la determinazione dei funghi spetta soprattutto, ai fini della commestibilità, agli ispettori micologici delle Asl distribuiti sul territorio italiano. Le immagini e i contenuti del sito sono di esclusiva proprietà dell A.M.E. e vengono pubblicate solo a scopo di consultazione per terzi, chi volesse utilizzare tali immagini può farlo riportando la fonte, in caso di richieste per usi particolari contattare l'A.M.E utilizzando l'apposita pagina dei contatti.

*CORSO BASE PER RACCOGLITORI DI FUNGHI*Hai sempre desiderato esplorare il bosco con occhi diversi, imparare a riconoscer...
13/04/2026

*CORSO BASE PER RACCOGLITORI DI FUNGHI*
Hai sempre desiderato esplorare il bosco con occhi diversi, imparare a riconoscere i funghi e raccoglierli in modo responsabile?
Questa è la tua occasione.

L'A.M.E. organizza il Corso Base per Raccoglitori di Funghi, un percorso formativo di 20 ore rivolto a tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla micologia con serietà e consapevolezza.
Quando e dove:

Dal 16 aprile al 18 giugno 2026
Centro Sociale San Pietro – Via di Fonte Avellana, 12 – Gubbio (PG)

Il programma prevede:
• Riconoscimento delle principali specie di funghi
• Normative vigenti sulla raccolta
• Comportamenti sicuri in ambiente boschivo

Per iscriversi o richiedere informazioni è possibile contattare:
A.M.E. – Associazione Micologica Eugubina
Tel. 335 708 3642 (WhatsApp)
[email protected]
Centro Sociale San Pietro – Segreteria
Tel. 075 9220235
[email protected]
Agenzia Le Colibrì
Tel. 075 9220195
[email protected]

W.W.W.collegamenti in Natura! ❤️
30/11/2025

W.W.W.collegamenti in Natura! ❤️

Un bosco maturo può sembrare immobile, ma sotto il suolo accade molto altro.
Gli alberi non sono soli e isolati, ma immersi in una rete di relazioni.

Questa rete sotterranea è stata chiamata Wood Wide Web, una sorta di Internet vegetale.
È costituita da una trama fittissima di radici e funghi micorrizici che collega molti alberi fra loro.

I funghi micorrizici non fanno fotosintesi, ma si legano alle radici in uno scambio reciproco.
Le piante offrono zuccheri e carbonio, i funghi restituiscono acqua, minerali e persino messaggi di avvertimento in caso di pericolo.

Un singolo fungo può estendersi per chilometri sotto terra.
In questo modo mette in contatto dozzine o centinaia di alberi diversi in un’unica rete.

A partire dal 1997 la ricercatrice canadese Suzanne Simard ha studiato questi scambi.
Ha osservato che in una foresta esistono alberi madre e veri e propri alberi hub, connessi a moltissimi altri.

Questi alberi madre, spesso più forti e anziani, inviano zuccheri e minerali agli alberelli giovani.
La preferenza va soprattutto agli individui della stessa specie, che ricevono più nutrienti rispetto ad altre specie.

Non è un gesto casuale.
È un’economia sotterranea in cui il sostegno ai giovani della stessa linea genetica contribuisce alla sopravvivenza dell’intera comunità.

La comunicazione non avviene in un solo modo.
Le piante hanno sviluppato almeno quattro canali diversi per trasmettere informazioni attraverso il Wood Wide Web.

Il primo è chimico.
Quando una pianta viene attaccata da insetti o funghi patogeni, rilascia molecole specifiche che inducono le vicine a produrre sostanze repellenti o tossiche.

Il secondo è elettrico.
Impulsi che attraversano le cellule vegetali coordinano le risposte e viaggiano lungo la rete fungina.

Il terzo riguarda vibrazioni e segnali fisici.
Alcune piante percepiscono persino il fruscio di un bruco che mastica, e attivano subito le difese.

Il quarto è il trasferimento diretto di nutrienti.
Gli alberi madre possono inviare zuccheri e minerali ai giovani collegati dalle ife fungine.

Questa rete non è solo complessa, è anche selettiva.
Piante della stessa famiglia comunicano più rapidamente, e quelle cresciute nella stessa area geografica rispondono con maggiore efficienza.

In più, la velocità e l’intensità dei segnali variano in base al tipo di minaccia.
È come se esistesse una memoria biochimica che permette risposte più adeguate agli attacchi già sperimentati.

Alcuni esempi rendono concreto questo sistema.
Nelle acacie africane, quando iniziano a essere brucate, le foglie diventano in poco tempo amare e tossiche per gli erbivori.

Nel caso del pomodoro, la difesa è ancora più articolata.
La pianta attaccata rilascia sostanze che attirano proprio gli insetti predatori dei parassiti che la stanno danneggiando.

Anche la Mimosa pudica mostra un comportamento che richiama l’idea di apprendimento.
Dopo stimoli ripetuti non pericolosi, smette di chiudere le foglie e mantiene questa risposta modificata per settimane.

Tutti questi processi scorrono in silenzio, sotto la lettiera di foglie e nel buio del terreno.
Là dove le nostre tecnologie vedono solo radici, esiste una rete vegetale che scambia energia, informazioni e difese coordinate.

La nostra Internet, fatta di cavi e server, è nata molto dopo.
Rispetto al Wood Wide Web, appare come una versione recente di qualcosa che la vita vegetale utilizza da milioni di anni per collaborare.

Osservare questa rete sotterranea cambia lo sguardo sulle piante.
Non più semplici comparse del paesaggio, ma protagoniste di una comunità che comunica, si protegge e conserva memoria degli eventi vissuti.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Sotto le foreste esiste una rete di funghi e radici detta Wood Wide Web
👉 Funghi micorrizici e alberi scambiano zuccheri, minerali e messaggi di allarme
👉 Alberi madre e alberi hub sostengono soprattutto i giovani della stessa specie
👉 Le piante usano più tipi di segnali e possiedono una memoria biochimica
👉 Esempi come acacia, pomodoro e Mimosa pudica mostrano difese complesse e coordinate

Ecosistema! Sempre 💗
29/11/2025

Ecosistema! Sempre 💗

APPROCCIO "EGOLOGICO" VS. APPROCCIO "ECOLOGICO" NELLA PIANIFICAZIONE DELLE AREE VERDI: UNA CRITICA COMPARATIVA

La pianificazione delle aree verdi rappresenta una componente fondamentale nella creazione di spazi urbani sostenibili e accoglienti. Tuttavia, l'approccio adottato nella progettazione di queste aree può variare notevolmente. In questa breve riflessione vorrei esaminare, seppur in modo sommario e, forse, anche inesatto, le differenze fra due approcci predominanti: l'approccio "egologico" e quello "ecologico".

L'approccio "egologico" alla pianificazione delle aree verdi si basa principalmente sulle esigenze e le preferenze umane. Questo modello considera l'ambiente naturale come uno sfondo estetico per il benessere umano. Le caratteristiche principali di questo approccio includono:
1. Estetica e Design Umano-Centrici: Le decisioni progettuali sono basate principalmente su criteri estetici e sulle preferenze umane. Gli elementi naturali sono plasmati per soddisfare le aspettative estetiche della società.
2. Fornire Spazi per il Tempo Libero Umano: Le aree verdi vengono progettate principalmente per scopi ricreativi e di svago umano. La priorità è data a spazi per il relax, giochi, sport e attività sociali.
3. Pianificazione Centrata sull'Accessibilità Umana: Le aree verdi vengono posizionate in base alla loro comodità per gli esseri umani, spesso in prossimità di zone residenziali o commerciali. La facilità di accesso è prioritaria.

Nonostante i suoi evidenti vantaggi, l'approccio "egologico" è soggetto a critiche. La focalizzazione esclusiva sulle esigenze umane potrebbe trascurare importanti considerazioni ecologiche, portando a:
1. Perdita di Biodiversità: La concentrazione sul design umano può portare alla rimozione di habitat naturali e alla riduzione della biodiversità, con effetti negativi sull'ecosistema locale.
2. Consumo Eccessivo di Risorse: La progettazione centrata sull'estetica umana può portare a un uso eccessivo di risorse come l'acqua e l'energia, contribuendo al degrado ambientale.
3. Mancanza di Resilienza Ecologica: La mancanza di considerazioni ecologiche potrebbe rendere le aree verdi vulnerabili a cambiamenti ambientali, come il cambiamento climatico o l'inquinamento.

Contrariamente all'approccio "egologico", l'approccio "ecologico" pone l'accento sulle interazioni e sul benessere dell'ecosistema naturale. Le sue caratteristiche principali includono:
1. Conservazione e Ripristino Ambientale: L'obiettivo primario è la conservazione e, se necessario, il ripristino degli ecosistemi naturali. Le aree verdi sono considerate come parte integrante dell'ecosistema locale.
2. Promozione della Biodiversità: La progettazione mira a preservare la biodiversità attraverso la creazione di habitat adatti per la fauna e la flora locali.
3. Sostenibilità Ambientale: L'approccio "ecologico" mira a ridurre l'impatto ambientale attraverso la progettazione sostenibile, il risparmio idrico, l'uso di energie rinnovabili e materiali ecocompatibili.

Tuttavia, anche l'approccio "ecologico" non è immune da critiche. La sua focalizzazione esclusiva sull'ambiente naturale potrebbe trascurare le esigenze umane e sociali, portando a:
1. Mancanza di Spazi Ricreativi “Umani”: Una progettazione puramente ecologica potrebbe non soddisfare adeguatamente le esigenze umane di spazi ricreativi e sociali.
2. Possibile Isolamento Sociale: La posizione remota delle aree verdi ecologiche potrebbe ridurre la loro accessibilità e isolare tali spazi dalla comunità.

In conclusione, la scelta tra un approccio "egologico" e uno "ecologico" alla pianificazione delle aree verdi deve essere bilanciata attentamente. Un approccio integrato, che tenga conto sia delle esigenze umane che della salute ecologica, potrebbe rappresentare la soluzione ottimale per garantire la sostenibilità a lungo termine delle aree verdi urbane. La sfida consiste nel trovare un equilibrio che promuova il benessere umano senza compromettere l'integrità ecologica.

Albero fantastico! ❤️🌳
24/11/2025

Albero fantastico! ❤️🌳

20/11/2025

Amare un Pianeta con azioni concrete! ❤️🌍🌎🌏 La sfida riguarda tutti.

La fauna, un patrimonio incommensurabile per l' Uomo! ❤️🦔" Costruiamo insieme cultura per la natura"
18/11/2025

La fauna, un patrimonio incommensurabile per l' Uomo! ❤️🦔
" Costruiamo insieme cultura per la natura"

Se durante i mesi freddi trovi un riccio “morto”, non seppellirlo e non buttarlo nella spazzatura…

Nessuno vuole vedere un animale morto nel proprio giardino o lungo la strada, ma potrebbe trattarsi di un riccio in ibernazione, da novembre a marzo.

Di solito scavano buche per restare al sicuro, ma oggi ci sono sempre meno aree verdi, cespugli o zone boscose, e diventa sempre più difficile per loro trovare un posto sicuro dove trascorrere l’inverno dormendo.

Alcuni possono rifugiarsi nei nostri giardini in cerca di calore e sicurezza per ibernarsi; altri, esausti dalla ricerca, finiscono per addormentarsi nei luoghi più strani, come ai bordi delle strade o persino sui marciapiedi.

Durante l’ibernazione, il battito cardiaco e le funzioni vitali rallentano notevolmente per risparmiare energia, il che può far sembrare che il riccio sia morto.

Se vedi un riccio immobile, assicurati che si trovi in un luogo sicuro e caldo, dove possa sopravvivere per cinque mesi.

Se ne trovi uno nel tuo giardino o per strada, prepara una scatola di cartone con un buco, sistemala in un posto asciutto, sicuro e tranquillo, così potrà trascorrere lì i mesi freddi.

I ricci sono una specie a rischio di estinzione, sono completamente innocui e molto importanti per il nostro ecosistema: si nutrono di coleotteri, lumache, rane, lucertole, serpenti (anche velenosi) e distruggono i nidi dei topi.

Non temono api né vespe: un riccio può facilmente distruggere un nido di calabroni e mangiarne gli abitanti ignorando le punture.

Gli scienziati hanno da tempo notato la resistenza dei ricci ai veleni più forti, incluse le punture di insetti. Questo fenomeno di antidoto naturale non è ancora del tutto spiegato.

Fai attenzione quando vedi un riccio durante i mesi freddi. Aiutare una creatura così fragile non costa nulla.

Sii gentile con gli animali!

Crediti: All Animals

La Natura attira, ma prima bisogna conoscerla,un arbusto meraviglioso ma allo stesso tempo letale per gli uomini e per g...
18/11/2025

La Natura attira, ma prima bisogna conoscerla,
un arbusto meraviglioso ma allo stesso tempo letale per gli uomini e per gli animali.
Eppure ha molteplici vantaggi!
Tra cui il miglior carboncino per disegnare.

Alcune specie hanno la capacità di rigenerare i suoli e ripulire l'aria da radiazioni.La Natura aiuta l'uomo e l'uomo ai...
17/11/2025

Alcune specie hanno la capacità di rigenerare i suoli e ripulire l'aria da radiazioni.
La Natura aiuta l'uomo e l'uomo aiuta la Natura? ❤️🌻

I girasoli non sono solo belli da vedere, ma hanno anche un ruolo importante per l’ambiente.

Non tutti sanno che questo fiore può aiutare davvero a pulire il Pianeta.

Il girasole è originario del Nord e Centro America e i suoi benefici sono stati scoperti di recente.

Secondo alcune ricerche, il girasole riesce a ridurre l’impatto delle radiazioni sull’ambiente fino al 95%.

Può ripulire acqua e terreno da sostanze pericolose in pochi giorni.

Dopo l’incidente di Chernobyl nel 1986, sono stati piantati dei girasoli nella zona contaminata.

Il risultato è stato sorprendente: “l’impatto ambientale di quelle radiazioni è diminuito di un numero davvero elevato e cioè, il 95%”.

La radice del girasole è molto resistente e può assorbire metalli pesanti come arsenico e piombo, ma anche elementi radioattivi come uranio e stronzio-90.

Quest’ultimo è particolarmente pericoloso per la salute.

Ora, in Giappone, a Fukushima, stanno piantando girasoli per aiutare a ripulire la zona dalle sostanze tossiche.

Un fiore semplice che può fare molto più di quanto immaginiamo.

Indirizzo

Via Di Fonte Avellana, 12
Gubbio
06024

Orario di apertura

Lunedì 17:00 - 19:00

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