11/08/2026
‼️ MESSAGGIO IMPORTANTE ‼️
La nostra associazione ha deciso, a maggioranza del Direttivo, di aderire alla presa di posizione promossa dalle Associazioni Unite in Rete per l’Inclusione rispetto al percorso di co-progettazione dei servizi sociali della Zona Sociale n. 7.
Riteniamo importante spiegare ai nostri associati, alle famiglie e a tutte le persone che ci seguono le ragioni di questa scelta.
Nei mesi scorsi abbiamo partecipato, insieme ad altre realtà del territorio, ai tavoli di co-programmazione promossi dal Comune. In quella sede associazioni, famiglie e realtà che conoscono quotidianamente il mondo della disabilità sono state chiamate a portare bisogni, criticità, esperienze e proposte concrete.
Anche noi abbiamo dato il nostro contributo, nella convinzione che quel percorso dovesse proseguire anche nella fase successiva, quella della co-progettazione, nella quale verranno concretamente definiti i servizi dei prossimi quattro anni.
Ed è proprio su questo passaggio che è nata la nostra preoccupazione.
L’avviso pubblicato dal Comune distingue infatti tra gli Enti Attuatori Partner, cioè i soggetti che partecipano direttamente alla co-progettazione e che potranno anche presentarsi in forma associata, e gli Enti Collaboratori, che possono contribuire e collaborare al progetto ma ai quali non viene riconosciuto automaticamente un autonomo diritto di partecipazione ai tavoli di co-progettazione.
La fase vera e propria di co-progettazione si svolgerà infatti tra l’Ufficio di Piano e il soggetto partner che verrà selezionato, attraverso i suoi rappresentanti e referenti.
Questo significa che le associazioni che hanno partecipato direttamente alla precedente fase di co-programmazione non hanno automaticamente la garanzia di poter continuare a sedere ai tavoli anche nella fase in cui verranno concretamente progettati i servizi.
Ed è questo il punto centrale della nostra presa di posizione.
Non contestiamo la necessità di individuare un soggetto che abbia i requisiti organizzativi, tecnici ed economici necessari per assumersi la responsabilità della gestione dei servizi.
Chiediamo però che venga garantito anche alle associazioni del territorio, alle persone con disabilità e alle loro famiglie uno spazio reale e diretto nella fase di co-progettazione, senza che la loro partecipazione dipenda esclusivamente dal ruolo che verrà loro riconosciuto all’interno del soggetto partner selezionato.
Abbiamo partecipato alla co-programmazione perché ci è stato chiesto di portare esperienza, bisogni e proposte. Riteniamo quindi contraddittorio che proprio nel momento in cui quelle indicazioni devono trasformarsi in servizi concreti possa ve**re meno la partecipazione diretta di chi quei bisogni li rappresenta e li vive ogni giorno.
Non chiediamo privilegi, finanziamenti o posti riservati.
Chiediamo semplicemente che il percorso partecipativo iniziato con la co-programmazione non si interrompa proprio nel momento più importante e che venga individuata una modalità che consenta alle associazioni del territorio di continuare a contribuire realmente alle decisioni.
Per trasparenza precisiamo inoltre che il nostro Direttivo ha assunto questa decisione a maggioranza e non all’unanimità, con due astensioni, che riteniamo giusto rispettare e riportare.
Crediamo sia importante informare, ma soprattutto spiegare con chiarezza le ragioni delle nostre scelte.
Di seguito pubblichiamo il comunicato condiviso dalle realtà firmatarie delle Associazioni Unite in Rete per l’Inclusione.