04/09/2026
La tragedia di Pietralata fa emergere tutti i limiti di una società che non è più in grado di mettere al centro l’essenziale della nostra esistenza:
la Persona Umana.
Che essa sia perfetta o “imperfetta agli occhi degli altri”, troppo spesso ci dimentichiamo di soffermarci sui piccoli gesti, sulle piccole attenzioni.
Sono proprio quei gesti a renderci vivi: chi li compie, ma soprattutto chi li riceve.
E poi c’è quella frase.
Quella maledettissima frase:
“Da soli non ce la facciamo.”
È devastante.
In quelle poche parole è racchiusa tutta l’impotenza di chi rimane vivo, ma avverte di essere totalmente invisibile agli occhi degli altri.
E, allo stesso tempo, emerge il fallimento di una società civile che non è stata capace di vedere, ascoltare, sostenere.
È una responsabilità che ci richiama tutti, ad ogni livello.
Dalla società civile alle Istituzioni, di ogni ordine e grado.
“Da soli non ce la facciamo.”
Racchiude un significato profondissimo.
Non bastano le parole di circostanza.
Non basta dire “ti sono vicino”, “mi dispiace”, per poi scomparire.
Occorrono atti tangibili, sostegni, presenza, tutele.
Occorre agire con scienza e coscienza.
Ed è proprio quest’ultima che troppo spesso continua a mancare.
Di fronte alla tragedia di Pietralata si possono dire tante cose, ma ciò che dovrebbe prevalere, almeno adesso, è il silenzio.
Il silenzio generato da un dolore profondissimo.
In molti ora tirano fuori “soluzioni” e si ergono a risolutori del “problema”.
Perché, per molti, è questo che siamo: un problema.
È semplice farlo di fronte alle tragedie.
Abbiate, invece, la capacità di fare silenzio e, nel silenzio, di adoperarvi quotidianamente.
Proprio come fanno i Caregiver Familiari, che combattono ogni giorno per garantire respiro vitale al proprio caro.
Senza retorica.
Con atti tangibili.
“Da soli non ce la facciamo.”
Iniziate tutti, da oggi, da domani e per sempre, a non essere indifferenti.
Andate a trovare quell’amico che sta combattendo una battaglia importante
Avvicinatevi alle famiglie di cui conoscete le difficoltà e offrite, semplicemente e umilmente, la vostra disponibilità.
Avvicinatevi a chi vive nel dolore o rischia di rimanerne sopraffatto.
Non vi farà niente.
Anzi, molto spesso vi accoglierà con un sorriso.
Siate attenti alle fragilità.
Ne uscirete migliorati.
E, prima di ogni altra cosa, tornerete a riconoscere quali sono davvero le priorità della vita.
“Da soli non ce la facciamo.
Allora facciamolo insieme.
Insieme rimettiamo al centro la Persona Umana.
La tragedia di Pietralata è una sconfitta per l’intera umanità.
Una sconfitta che deve interrogarci tutti.
Rigettiamo l’apparenza di dover essere perfetti.
Smettiamo di voltarci dall’altra parte.
Torniamo ad essere Umani. Per Bianca, Luca e Valentina ❤