WWF Alta Murgia-Terre Peucete O.A. ETS

WWF Alta Murgia-Terre Peucete  O.A. ETS L’associazione
aderisce a tutti gli eventi nazionali e internazionali
del WWF, partecipa ad eventi di
carattere promozionale, culturale emanifestazioni
locali.

ORGANIZZAZIONE AGGREGATA DI SOCI del WWF ITALIA ETS
ORGANIZZAZIONE NON GOVERNATIVA
APARTITICA,ACONFESSIONALE,INDIPENDENTE
Associazione iscritta all'albo delle odv della regione Puglia con DETERMINA 536 del 09.06.2016 numero 1995
Ente terzo settore ETS L'associazione è libera apartitica aconfessionale
Nasce il 20/09/12 da 14 soci
fondatori accomunati dal sentimento e
dall'esigenza di tutelare l'a

mbiente, mira a
valorizzare il territorio attraverso le attività
di promozione, sensibilizzazione ed
educazione. Lo scopo dell’associazione è
garantire un presidio efficiente su ogni
singolo comune di competenza: Acquaviva delle Fonti, Altamura, Adelfia, Binetto, Bitetto, Bitritto, Bitonto, Cassano Murge, Corato, Gioia del Colle, Grumo Appula, Gravina in Puglia , Minervino Murge,Palo del Colle, Poggiorsini, Santeramo in Colle, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari , Spinazzola, Toritto, Terlizzi,Ruvo di Puglia. Organizza:
• Calendario escursioni
• Ciclo escursioni.
• Laboratori per il riutilizzo dei materiali
• Cineforum ambientali itineranti.
• Eventi per il rispetto dell’ambiente
“Mercadante pulita”.
• Eventi per la messa a dimora di
alberi protetti.
• Incontri formativi per i soci.
• Progetti per la pianificazione del
verde pubblico.
• Incontri educativi con le scuole . L’associazione si ispira ai principi di
democraticità e gratuità, non ha scopo
di lucro e persegue esclusivamente
finalità di solidarietà sociale.

Siamo arrivati a un momento decisivo. Oggi siamo in Senato per seguire l’iter di approvazione del DDL caccia. Un disegno...
18/06/2026

Siamo arrivati a un momento decisivo.
Oggi siamo in Senato per seguire l’iter di approvazione del DDL caccia. Un disegno di legge che gli italiani non vogliono, e che mette a rischio la sicurezza di molti per l’interesse di pochi.
Già più di 170mila persone hanno detto NO insieme a noi.
Firma anche tu e chiedi a Giorgia Meloni di ascoltarci
🔗 https://shorturl.at/5IlPQ

17/06/2026

DDL CACCIA, WWF: "DAL MONDO SCIENTIFICO UN APPELLO ALLE PIÙ ALTE CARICHE DELLO STATO. LA RIFORMA RISCHIA DI RIPORTARE INDIETRO DI 30 ANNI LA TUTELA DELLA FAUNA IN ITALIA"

10 società scientifiche, insieme al WWF Italia, scrivono al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai Presidenti di Camera e Senato per chiedere un intervento urgente sul disegno di legge AS 1552

Preoccupazione per il rischio di violazioni del diritto europeo e per la marginalizzazione della scienza nelle decisioni sulla fauna selvatica

Il mondo scientifico italiano lancia un forte segnale di preoccupazione sul disegno di legge AS 1552 di riforma della legge 157/1992 sulla tutela della fauna selvatica. Dieci organizzazioni scientifiche hanno sottoscritto una lettera alle più alte cariche dello Stato denunciando i rischi che la riforma comporta per la biodiversità, il rispetto del diritto europeo e il ruolo della scienza nei processi decisionali.

Secondo i firmatari (Carlo Blasi, Presidente Fondazione per la Flora Italiana; Marco Alberto Bologna, Presidente della Società Entomologica Italiana e Presidente del Comitato Scientifico per la Fauna d'Italia; Rita Cervo, Presidente Società Italiana di Ecologia; Elisa Anna Fano, Presidente Federazione Italiana di Scienze della Natura e dell’Ambiente; Barbara Rosa Ines Manachini, Presidente Società Italiana di Nematologia; Antonella Penna, Presidente Società Italiana Biologia Marina; Lorenzo Peruzzi, Presidente Società Italiana di Biogeografia; Maurizio Sarà, Presidente Centro Italiano Studi Ornitologici; Luca Sineo, Presidente Società Italiana di Antropologia ed Etnologia; Marco Zuffi, Presidente Societas Herpetologica Italica) il provvedimento rappresenta un grave arretramento del sistema di tutela della fauna costruito negli ultimi trent'anni e rischia di compromettere principi fondamentali sanciti dalla Costituzione, dalle normative europee e dalle evidenze scientifiche oggi disponibili.

Nella lettera si evidenzia come il testo presenti due criticità di sistema particolarmente rilevanti. Da un lato, numerose disposizioni appaiono incompatibili con le direttive europee "Uccelli" e "Habitat", esponendo l’Italia al concreto rischio di una nuova procedura d'infrazione. Dall’altro, emerge una progressiva marginalizzazione del contributo scientifico nei processi decisionali che riguardano la gestione e la conservazione della fauna selvatica.

«La tutela della fauna selvatica non è una questione di parte e non riguarda esclusivamente il mondo ambientalista», dichiara Luciano Di Tizio, Presidente del WWF Italia. «Parliamo di un patrimonio indisponibile dello Stato e di un valore costituzionale che deve essere preservato nell'interesse di tutti i cittadini. Per questo è particolarmente importante che oggi sia una parte significativa della comunità scientifica italiana a lanciare un allarme sulle conseguenze di questa riforma.»

Nel documento si ricorda inoltre che nel corso dell'attuale legislatura la legge 157/1992 è stata modificata ben dodici volte attraverso decreti-legge, leggi di bilancio e altri provvedimenti. Il disegno di legge oggi all'esame del Senato rappresenta tuttavia un ulteriore salto di qualità in termini negativi, poiché non interviene su singoli aspetti della normativa, ma punta a ridefinire complessivamente l'equilibrio del sistema, determinando un arretramento della tutela della fauna di oltre trent'anni.

Tra le principali criticità segnalate figurano l'estensione dei periodi di caccia oltre i limiti consentiti dalla normativa europea, l'indebolimento del ruolo dell'ISPRA nella definizione dei calendari venatori, la deregolamentazione dei richiami vivi, l'aumento delle specie cacciabili, la possibilità di ridurre le aree protette ritenute "eccessive", l'estensione dell'attività venatoria nelle aree demaniali e una serie di ulteriori disposizioni che riducono il livello complessivo di protezione della fauna selvatica.



Particolarmente grave, secondo i firmatari, è il progressivo ridimensionamento del ruolo degli organismi tecnico-scientifici. Una scelta che appare incomprensibile alla luce dello stato della biodiversità nel nostro Paese. In Italia il 28% delle specie di vertebrati valutate risulta infatti a rischio di estinzione, mentre tra gli uccelli nidificanti la quota di specie minacciate raggiunge il 26%. A ciò si aggiunge un prelievo venatorio che, secondo i dati ufficiali dell'ISPRA relativi alle stagioni 2017/2018 – 2022/2023, può essere stimato in oltre 32 milioni di uccelli appartenenti alle specie cacciabili.

«In un contesto caratterizzato dalla crisi della biodiversità e dagli impatti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, servono più conoscenza scientifica, più monitoraggio e decisioni fondate sulle evidenze. Indebolire il ruolo della scienza significa indebolire la qualità delle decisioni pubbliche e aumentare il rischio di errori che potrebbero produrre conseguenze irreversibili sugli ecosistemi», prosegue Di Tizio.

La lettera richiama inoltre la riforma costituzionale del 2022 che ha inserito la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi tra i principi fondamentali della Repubblica. Un principio che, secondo WWF Italia e la comunità scientifica, dovrebbe guidare qualsiasi intervento legislativo in materia di fauna selvatica.

Per queste ragioni i firmatari chiedono un autorevole intervento affinché il confronto parlamentare possa essere ricondotto entro un quadro di legalità, coerenza con il diritto europeo e rispetto del principio scientifico, evitando l'approvazione di una riforma che rischia di compromettere in modo grave e duraturo il patrimonio naturale del nostro Paese.

Roma, 17 giugno 2026

I contenuti multimediali abbinati a questo comunicato possono essere utilizzati solo ed esclusivamente in relazione a esso. In caso di altro utilizzo contattare l'ufficio stampa WWF.

E' stato ritrovato sul territorio di Toritto, un rondone.  E' buona norma quando si rinviene un selvatico in difficoltà ...
06/06/2026

E' stato ritrovato sul territorio di Toritto, un rondone. E' buona norma quando si rinviene un selvatico in difficoltà che necessita soccorso, se impossibilitati a recarsi personalmente presso l'Osservatorio Faunistico, contattare la Polizia locale.

Come esponenti del WWF Alta Murgia Terre Peucete, volevamo ringraziare la cittadina che ci ha segnalato la presenza del volatile in difficoltà, consegnandolo ai nostri attivisti e i vigili urbani che lo hanno trasportato e consegnato all'Osservatorio Faunistico di Bitetto.

22/05/2026

CRIMINI AMBIENTALI, WWF: RECEPIMENTO INCOMPLETO DELLA DIRETTIVA UE,

FAUNA SELVATICA TRASCURATA

L'ITALIA RISCHIA INFRAZIONE

Il WWF chiede un intervento correttivo urgente


In questi giorni gli Stati membri sono chiamati al recepimento della Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente. L’Italia lo ha fatto attraverso il DL 81. “Ma solo formalmente", sottolinea il WWF, che esprime una valutazione critica sul decreto legislativo n. 81/2026 di recepimento, recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento contiene alcuni elementi positivi. In particolare, il rafforzamento di alcuni delitti contro l’ambiente nel Codice penale, attraverso l’estensione della tutela anche agli habitat, l’introduzione di nuove aggravanti e di un reato sul commercio di prodotti inquinanti che amplia la responsabilità lungo la filiera. Importanti sono la formalizzazione di un Sistema nazionale di coordinamento delle procure ambientali e la futura adozione di una strategia nazionale contro i crimini ambientali: strumenti attesi da anni dagli operatori del settore.

Tuttavia, il decreto presenta lacune rilevanti che ne compromettono il pieno allineamento alla Direttiva europea, soprattutto nel settore dei crimini contro la fauna selvatica.

Proprio su questo fronte, che la Direttiva individua tra le priorità, il testo italiano non introduce le modifiche alla normativa penale necessarie a colpire in modo efficace il bracconaggio, il traffico e la commercializzazione illegale di specie protette. La scelta di concentrare l’intervento sul delitto di inquinamento ambientale, oltre a non rispettare le indicazioni della direttiva, si rivela insufficiente perché si tratta di una norma che opera solo nei casi più gravi, mentre gran parte dei reati contro la fauna richiede strumenti repressivi specifici e autonomi.

Resta infatti immutato il quadro delle leggi speciali, a partire dalla legge 157/1992 e dalla legge 150/1992, che continuano a prevedere un sistema sanzionatorio incentrato su contravvenzioni, facilmente eludibili e prive di reale efficacia deterrente. In altri termini, nonostante la nuova direttiva preveda strumenti nuovi ed efficaci, in Italia per la lotta contro bracconieri e trafficanti di animali selvatici non cambierà nulla. questo modo, l’Italia non recepisce gli standard europei che richiedono sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive.

Queste scelte tradiscono anche gli impegni assunti dallo stesso Governo nel documento “Azioni prioritarie per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici 2025‑2030”, che individuava proprio nel recepimento della Direttiva lo strumento per rafforzare la risposta al bracconaggio.

Il tema assume un rilievo ancora più attuale alla luce del disegno di legge sulla caccia (AS 1552) attualmente in discussione al Senato. Le modifiche proposte alle sanzioni contro il bracconaggio, presentate dal Governo come “particolarmente severe”, intervengono infatti solo marginalmente sugli importi delle pene pecuniarie, lasciando invariata la natura contravvenzionale dei reati e la possibilità di applicare istituti come l’oblazione o la particolare tenuità del fatto. Si tratta di un modello che non risponde agli standard della Direttiva e che rischia di segnare una prima, concreta disapplicazione dei principi europei appena recepiti.

A ciò si aggiunge una criticità di natura tecnico-giuridica. La Direttiva stabilisce che una condotta deve essere considerata penalmente illecita anche quando avvenga sulla base di un’autorizzazione che violi in modo evidente la normativa ambientale. Il decreto italiano, invece, limita questa nozione ai casi di autorizzazioni ottenute fraudolentemente, senza includere le ipotesi di “illegittimità sostanziale”. Il rischio concreto è quello di rafforzare nuovamente il cosiddetto “scudo autorizzatorio” e di consentire a condotte gravemente lesive dell’ambiente di sottrarsi alla sanzione penale.

“L’Europa chiede un rafforzamento reale della tutela penale dell’ambiente attraverso un sistema organico di misure concrete ma l’Italia con questo decreto legislativo ha tradito l’impianto generale e gli obiettivi della nuova norma ripercorrendo lo stesso errore compiuto con la precedente direttiva, senza dare seguito a quanto abbiamo segnalato nel corso delle nostre audizioni parlamentari” sottolinea il WWF Italia. “Così si perde un’occasione storica per contrastare efficacemente fenomeni sempre più pervasivi come il bracconaggio e il traffico di animali selvatici e si espone il Paese al rischio concreto di una procedura di infrazione”.

Il WWF chiede quindi un intervento correttivo urgente per adeguare il quadro normativo agli standard europei per garantire una tutela effettiva della biodiversità e il coinvolgimento degli organi tecnico-scientifici e delle associazioni di protezione ambientale nell’elaborazione della strategia nazionale contro i crimini ambientali.

Roma, 22 maggio 2026

I contenuti multimediali abbinati a questo comunicato possono essere utilizzati solo ed esclusivamente in relazione a esso. In caso di altro utilizzo contattare l'ufficio stampa WWF.

Tornano gli appuntamenti del WWF Alta Murgia Terre Peucete in occasione di Primavera delle OASI WWFDomenica 24 maggio vi...
18/05/2026

Tornano gli appuntamenti del WWF Alta Murgia Terre Peucete in occasione di Primavera delle OASI WWF

Domenica 24 maggio visite guidate presso l'OASI WWF di Bosco Romanazzi a Gioia del Colle.

- Primo turno ore: 10,00 (POSTI ESAURITI)
- Secondo turno ore: 17,00

Attività gratuite a numero chiuso e con obbligo di prenotazione entro venerdì alle ore 23,00

Per info e prenotazioni: [email protected]

18/05/2026

Siete pronti per un'altra giornata di primavera nelle OASI WWF?
DOMENICA 24 MAGGIO SI REPLICA Oasi WWF Bosco Romanazzi A GIOIA DEL COLLE

17/05/2026
Vi ricordiamo l'appuntamento con la "Primavera delle Oasi 2026", per informazioni, dettagli e prenotazioni inviare una m...
12/05/2026

Vi ricordiamo l'appuntamento con la "Primavera delle Oasi 2026", per informazioni, dettagli e prenotazioni inviare una mail a:
[email protected]

Vi aspettiamo!🐼

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Via Notaio Pietro Antonelli Sc/Fraz Mellitto
Grumo Appula
70025

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