07/04/2026
LA PRESENZA DI GESÙ' DENTRO UN'URNA IL GIOVEDÌ SANTO
La presenza di Gesù dentro un'urna il Giovedì Santo è un elemento tipico di alcune tradizioni popolari e processionali, in particolare in Sicilia, che anticipa simbolicamente la deposizione e la sepoltura, che liturgicamente avvengono il Venerdì Santo.
• Significato e Tradizioni: In diverse località siciliane (come Trapani o Erice e Grotte), la figura di Gesù morto nell'urna, spesso accompagnata dall'Addolorata, viene portata in processione o venerata già il Giovedì Santo, unendo il momento dell'Ultima Cena alla premonizione della morte.
• "Scinnute" e Riti: Queste manifestazioni fanno parte delle antiche tradizioni della Settimana Santa, come le "Scinnute" (discese) in cui i gruppi sacri vengono portati dalle chiese ai luoghi di culto principali.
• I Sepolcri (Altari della Reposizione): Più in generale, la sera del Giovedì Santo, dopo la Messa in Coena Domini, Gesù Eucaristia viene riposto negli "Altari della Reposizione" (popolarmente detti "Sepolcri"), che vengono visitati dai fedeli.
• Contesto Liturgico: Sebbene la liturgia ufficiale preveda l'adorazione della Croce e la deposizione nel sepolcro il Venerdì Santo, la devozione popolare anticipa il lutto per il "morto Gesù" già dal giovedì sera.
• Queste usanze evidenziano il profondo legame tra la fede liturgica e la pietà popolare, che vive le ore della Passione con intensità drammatica e devozionale.
• Chi critica questa tradizione lo fa solitamente per una questione di rigore liturgico. Dal loro punto di vista, "anticipare" la morte di Gesù al Giovedì Santo è un errore cronologico e teologico, perché:
La cronologia: Il Giovedì Santo celebra l'Istituzione dell'Eucaristia (la vita). Gesù è vivo, a tavola con i suoi. La morte avviene il Venerdì alle tre del pomeriggio.
Il significato dei "Sepolcri": Tecnicamente, quelli che visitiamo il giovedì sera sono Altari della Reposizione. Servono a custodire l'Eucaristia per la comunione del giorno dopo (quando non si celebra messa). Chiamarli "sepolcri" e metterci dentro un simulacro di Gesù morto è considerato da molti un'imprecisione che confonde i fedeli.
• Però, c'è un "ma" fondamentale:
La Chiesa stessa, nel Direttorio su Pietà Popolare e Liturgia, riconosce che il popolo vive il Triduo come un unico evento. Per la sensibilità popolare, dal momento in cui Gesù viene arrestato nel Getsemani (giovedì notte), Egli è già "preso", è già vittima.
• In breve, chi dice "è sbagliato" guarda il calendario liturgico; chi lo fa guarda al sentimento della Passione, che non segue l'orologio ma l'emozione del lutto che inizia.
• Una cosa è certa, il giovedì è il giorno dell’umanità di Cristo, della sua fragilità. I tempi che viviamo avrebbero bisogno di tanti Giovedì per riflettere sui mali del mondo e dell’uomo, che più lo si faccia portando in processione il simulacro per poi vegliarlo tutta la notte è solo un’occasione in più per ricongiungerci con le pagine evangeliche dedicate al Getsemani.