Demining Action Italy

Demining Action Italy Demining Action Italy, Association for Humanitarian Demining NGO

Demining Action Italy, Associazione per lo Sminamento Umanitario ONLUS, viene costituita a Grosseto nel 2007 per iniziativa di alcune persone che da anni operano nel settore dello sminamento partecipando a operazioni di bonifica umanitaria in Afghanistan, Angola, Kosovo, Iraq e Sudan con Organizzazioni Non Governative Italiane e straniere. Proprio questa lunga esperienza ha rafforzato la nostra co

nvinzione che non esiste un reale processo di PACE che consenta alle popolazioni che hanno sofferto i lutti e le miserie che le guerre portano se non si procede alla rimozione di tutti i residuati bellici, siano essi mine o cluster-bomb o altri residuati esplosivi. Se non c’è bonifica umanitaria non possono arrivare gli aiuti internazionali, non si permette alle popolazioni di coltivare, viaggiare, accedere a risorse idriche e a strutture sanitarie. Di fatto la presenza delle mine e in generale dei residuati bellici impedisce il ritorno dei rifugiati e degli sfollati, impedisce un qualsiasi ritorno alla normalità intesa come autosufficienza, crea – se possibile – ancora più povertà e dipendenza da aiuti esterni. Le statistiche affermano che ci sono più di due vittime all’ora (morti o mutilati) per effetto delle mine e dei residuati bellici nel mondo. Per esperienza sappiamo che non tutti i dati sono conosciuti o correttamente comunicati agli organismi di controllo preposti. Con le “forze” attualmente disponibili e ammesso che non ci siano nuovi conflitti le stime parlano di almeno mille anni di lavoro per bonificare tutti i territori contaminati. Nonostante la firma da parte di 156 nazioni del cosiddetto trattato di Ottawa nel 1997 che sancisce la messa al bando delle mine anti-uomo, diversi paesi (39, fra cui Repubblica Popolare Cinese, Cuba, Egitto, Corea del Sud e del Nord, India, Iran, Pakistan, Russia e diverse repubbliche della ex Unione Sovietica e USA) continuano a produrre e a vendere mine anti-uomo. Molti di questi paesi non hanno firmato nemmeno la convenzione del 2008 per la messa al bando delle cluster bomb e continueranno quindi a venderle e utilizzarle. Non esistono convenzioni contro l’uso delle mine anti-carro (che colpiscono non solo i carri armati o i trasporti truppe ma anche macchine e camion civili dopo la fine delle ostilità) e le nazioni continuano a cercare di risolvere i propri problemi attraverso l’uso della forza, con le guerre. Le mine e tutti gli ordigni esplosivi sono “soldati perfetti” che continuano a combattere per sempre, anche dopo la fine delle ostilità, uccidendo e mutilando in modo indiscriminato, specialmente i bambini. Una mina anti-uomo costa pochi euro, per trovarla e distruggerla servono alcune migliaia di euro. Operare in termini di “sminamento umanitario” significa:

1) rimuovere e distruggere tutte le mine e/o i residuati esplosivi, segnalare e delimitare le zone contaminate,

2) educare al rischio mine le popolazioni delle zone interessate,

3) impegnarsi per la disseminazione di informazioni rispetto agli orrori causati dalle mine e dai residuati bellici,

4) aiutare i paesi a distruggere i propri arsenali di mine,

5) assistere le vittime delle mine e garantirne il re-inserimento nella vita sociale ed economica del paese. I nostri progetti

Scuola per operatori di sminamento umanitario a La Spezia

Nel febbraio 2008 abbiamo firmato una convenzione con il Comune e la Provincia di La Spezia per valutare la fattibilità della creazione di una scuola per lo sminamento umanitario utilizzando strutture militari dismesse. Il progetto nasce dalla necessità di formare nuovi operatori, sia civili che militari andando “oltre” la formazione di personale addetto alla bonifica umanitaria, nel senso di costituire un polo di eccellenza per tutto il personale umanitario e non impegnato in zone a rischio (sicurezza, primo soccorso in assenza di strutture sanitarie, rischio mine e residuati, utilizzo di sistemi di comunicazione ecc.). Accordo con Nuba Mountains Mine Action Sudan

Nel luglio 2008 abbiamo firmato un accordo di cooperazione con la Nuba Mountains Mine Action Sudan, una Organizzazione Non Governativa che necessita di fondi e di formazione al proprio personale per poter operare nel Sud del Sudan. Quello che noi sappiamo del Sudan è di fatto tutto collegato alla tragica situazione dei profughi nella regione del Darfour ma pochi sanno che in Sudan una delle maggiori emergenze si chiama “mine” (o comunque residuati bellici).

20 anni di guerre fra il Nord e il Sud hanno lasciato il paese diviso in due e di molte regioni non sono ancora disponibili dati certi relativamente alla disposizione delle mine.

“Adottare” una ONG Sudanese significa quindi aiutare le popolazioni a contribuire direttamente al re-utilizzo del territorio in cui vivono. Per poter operare sul campo bisogna dotarsi di strumenti di ricerca (metal detector e rilevatori di profondità), protezioni personali (giubbotti e visori para-schegge), attrezzi vari (prodder, tool specifici che possono variare in base al terreno sui cui ci si trova a operare), materiale sanitario, mezzi di trasporto e di comunicazione, materiale da campo ……. Per fare funzionare un gruppo di sminamento umanitario per un anno servono diverse centinaia di migliaia di euro e il tuo contributo, anche se piccolo, ci può aiutare a rendere un pezzo di mondo libero da mine e residuati bellici ………

D.A.I.

Indirizzo

Grosseto

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