Prigionieri del Silenzio

Prigionieri del Silenzio Onlus per la tutela degli italiani detenuti all'estero

La pagina e' creata per raccogliere le idee e dare indicazioni agli associati di Prigionieri del Silenzio
Per gli eventi invece dedicati alla presentazione di Prigionieri dimenticati recarsi sulla pagina del libro
https://www.facebook.com/prigionieridimenticati/?fref=ts
Riceviamo il giovedì via zoom ogni settimana sarà fatto un post con il link di invito

Fulgencio è a casa. È stato faticoso, lungo, complicato ma ci siamo riusciti. Ogni volta che un connazionale rientra in ...
03/09/2026

Fulgencio è a casa. È stato faticoso, lungo, complicato ma ci siamo riusciti. Ogni volta che un connazionale rientra in Italia da una detenzione all’Estero è sempre una gioia, ci sono casi, però, che sono delle vittorie. Fulgencio è uno di questi. Condannato a 59 anni per tentativo di colpo di stato, oggi rientra con un provvedimento di grazia, da uomo libero. Il lavoro diplomatico è stato intenso, proficuo, attento. La nostra Associazione ha sempre lavorato affinché rimanesse alta l’attenzione su questa vicenda, l’attività diplomatica non si fermasse ma, soprattutto, abbiamo lottato affinché Fulgencio rimanesse in vita, sopportando la dura detenzione cui era sottoposto, abbiamo supportato i familiari e fatto tutto ciò che era necessario perché fosse liberato.
Oggi è un giorno di gioia, avanti così.

29/01/2025

Un prigioniero del silenzio da anni in arresto in Guinea Equatoriale . Grazie a rai 3 e a Francesca Carnicelli, avvocato che ci supporta da anni. Noi di Prigionieri del Silenzio, non dimentichiamo

Aiutiamo i diritti umani a vincere il silenzio, condividete
19/01/2025

Aiutiamo i diritti umani a vincere il silenzio, condividete

Alberto Trentini, l'operatore umanitario veneziano arrestato in Venezuela lo scorso 15 novembre è solo l'ultimo caso venuto alla ribalta. Ma in tutto il pianeta sono oltre duemila gli italiani detenuti all'estero. Per l'esattezza 2.182, secondo i dati della Farnesina riferiti al

19/01/2025

Alberto Trentini, l'operatore umanitario veneziano arrestato in Venezuela lo scorso 15 novembre è solo l'ultimo caso venuto alla ribalta. Ma in tutto il pianeta sono oltre duemila gli italiani detenuti all'estero. Per l'esattezza 2.182, secondo i dati della Farnesina riferiti al

Aiutiamo i Diritti umani a vincere, condividete e lasciate un vostro messaggio
19/01/2025

Aiutiamo i Diritti umani a vincere, condividete e lasciate un vostro messaggio

Alberto Trentini, l'operatore umanitario veneziano arrestato in Venezuela lo scorso 15 novembre è solo l'ultimo caso venuto alla ribalta. Ma in tutto il pianeta sono oltre duemila gli italiani detenuti all'estero. Per l'esattezza 2.182, secondo i dati della Farnesina riferiti al

28/08/2024

Nel giardino botanico “Frate Francesco Maria Bono”, nell’ex convento dei Cappuccini a Ceva (CN), dove è in allestimento il Museo del Fungo, si sta svolgendo la quarta edizione della rassegna letteraria e di incontri con gli autori “Un libro ... in giardino”.
Organizzano i volontari del Gruppo Micologico Cebano e dell’associazione “Ceva nella Storia”. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti. il 4 settembre prossimo alle 18 ci sarà anche Prigionieri del Silenzio rappresentata da me, Katia Anedda e la dott.ssa Francesca Carnicelli, legale dell’associazione per presentare il libro Prigionieri dimenticati.
Vi aspettiamo!

01/06/2024

condivido volentieri una email arrivata alla nostra casella di posta sul libro prigionieri dimenticati e il nostro operato. Ringraziando l'autore.
Ieri ###XX mi chiedeva un "giudizio" sul suo libro ma non sono legittimato a esprimerlo - e del resto si sono già espresse in termini lusinghieri persone ben più qualificate di me.
L'ho letto tra la scorsa notte e questa mattina e alcune considerazioni "di getto" mi sentirei però volentieri di condividerle con lei.
Devo dire anzitutto che è un libro molto documentato nel dettaglio giuridico e nella cura espositiva di tutte le vicende illustrate.
Allo stesso tempo, se posso permettermi è anche un libro che rivela in una misura molto garbata il doloroso vissuto all'origine di questo suo impegno civile.
In proposito mi ha molto colpito il passaggio nel quale lei osserva che spesso anche le persone più indignate dimenticano facilmente o comunque sono prese da altri interessi e finiscono per non occuparsi di vicende comunque estranee alle loro vite.
Ho letto questo passaggio con imbarazzo, perché ricordo che all'epoca della vicenda di Carlo Parlanti leggevo periodicamente il suo blog e le sue molto dignitose richieste di sostenere quella causa. Avvertivo tutto il senso di quella ingiustizia macroscopica, ma senza poi fare io stesso nulla di concreto.
Forse le persone sono propense a sostenere le organizzazioni e nel suo caso le onlus, più che i singoli individui (chiedo venia per questa incursione maldestra nella sociologia, che è il suo orizzonte culturale e non il mio)
Proprio per questo motivo credo che sia ancora più nobile quello che lei fa oggi (e di cui sono venuto a conoscenza ascoltando la Radio24 la scorsa settimana), perché la sua "Prigionieri del silenzio" non si limita a una testimonianza ma contribuisce alla formazione di un'opinione pubblica; e allo stesso tempo offre una concreta prospettiva di tutela alle persone che hanno la sfortuna trovarsi detenute all'estero.
In particolare secondo me raggiunge l'opinione pubblica con le note giuste, nel suo libro, il racconto delle condizioni esecutive della detenzione, prima ancora di quello della prospettiva processuale (e "burocratica": ######X!) delle vicende illustrate.
Questo perché a mio avviso gli italiani non hanno, purtroppo, una particolare cultura giuridica del garantismo, ma possiedono senz'altro il senso morale della solidarietà. A fronte di una sentenza o anche semplicemente di un arresto, il riflesso della "presunzione di colpevolezza" è spesso inevitabile. Tutti però, allo stesso tempo, proviamo una forte indignazione al racconto di condizioni detentive, e come si legge nel suo libro addirittura anche ospedaliere e sanitarie, disumane.
Quello che noi diamo per scontato, e cioè che la pena debba avere una funzione non afflittiva ma di reinserimento nella società, non è affatto patrimonio comune di tutti gli ordinamenti giuridici. Il problema è, però, che all'estero è molto più difficile se non impossibile denunciare il detenuto violento, il "poliziotto cattivo", l'ingiustizia e le condizioni fatiscenti (e si è appunto prigionieri del silenzio e dimenticati senza tutele).
Lei si dedica a tutto questo sottraendo tempo alla sua famiglia e ai suoi affetti. Non voglio dunque rubarle altri minuti parlandole...delle mie impressioni sul suo libro!
Ci tenevo però a rappresentarle la mia ammirazione e, se in futuro lo riterrà opportuno, il mio sostegno per la sua azione.
(Katia AneddaChiara GuerraFrancesca CarnicelliFabrizio Giacosa)

Indirizzo

Via Carducci, 28
Grosseto

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