FGU GILDA Grosseto

FGU GILDA Grosseto È nata durante la trattativa contrattuale del 1988 come Gilda dei comitati di base degli insegnanti

04/06/2026
07/05/2026

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05/05/2026

Riforma Tecnici: primo significativo stop.
Ora si apre il tavolo per un primo incontro ministeriale.

14/04/2026

In Alto Adige i professori non hanno urlato. Non hanno fatto scioperi eclatanti che bloccano le strade o riempiono le piazze. Hanno fatto una cosa molto più semplice. E molto più devastante: hanno preso il contratto e lo hanno rispettato alla lettera.
Sono entrati in classe, hanno fatto lezione, hanno corretto i compiti e interrogato. Tutto perfetto, tutto regolare. Ma da quel momento in poi: niente un minuto in più. Niente progetti extra cuciti su misura di notte. Niente gite che tolgono il sonno e il weekend. Niente riunioni fiume fuori orario. Niente "lo faccio lo stesso per il bene dei ragazzi".
Tutto quello che per anni ha tenuto in piedi la scuola italiana, nell'ombra e nel silenzio, è sparito all'improvviso.
E lì il sistema è imploso. Le gite si sono fermate, i progetti sono saltati, le scuole sono andate in affanno. Perché la verità è nuda e cruda: la nostra scuola non si regge sulle leggi dello Stato, si regge sulla generosità gratuita degli insegnanti. Si regge sul loro lavoro regalato.
Quando quella disponibilità è venuta meno, il problema è diventato reale per le famiglie, per i dirigenti e per la politica. Non si poteva più far finta di niente. Risultato? La Provincia autonoma è intervenuta con soldi veri e trattative serie: aumenti fino a circa 400€ lordi al mese.
Nel resto d’Italia, mentre leggiamo questi numeri, il Ministero annuncia trionfalmente circa 163€... all’anno.
La differenza non è solo nel portafoglio. È nella dignità. In Alto Adige hanno smesso di confondere la "missione" con il volontariato non pagato. Hanno capito che un insegnante sfruttato non è un buon esempio di cittadinanza per nessuno. Finché continueremo a regalare il nostro tempo e la nostra professionalità, nessuno sentirà il bisogno di pagarla davvero. La passione non paga le bollette, e la dignità non si compra con le pacche sulle spalle.

Noi del sindacato GILDA condividiamo pienamente.

11/03/2026

👉 Mobilità scuola 2025/2028: la FGU - Gilda degli insegnanti non firma un contratto che cancella alcune deroghe dopo averle già applicate.

La FGU – Federazione Gilda UNAMS non ha sottoscritto il CCNI sulla mobilità del personale docente, educativo e ATA per il triennio 2025/2026 – 2027/2028 perché il testo definitivo introduce un grave arretramento rispetto a quanto previsto nell’ipotesi di contratto e nell’ordinanza ministeriale dell’anno precedente, sulla base delle quali si è già svolta una tornata di mobilità.

In particolare, nell’ipotesi di CCNI e nella relativa ordinanza era stata prevista la deroga al vincolo triennale per i docenti con genitori ultrasessantacinquenni, misura che aveva rappresentato un importante strumento di tutela per il ricongiungimento familiare.

Nel testo definitivo del contratto, invece, questa deroga viene eliminata dopo appena un anno, nonostante molti docenti abbiano fatto affidamento su quella previsione normativa, accettando l’immissione in ruolo anche lontano dalla propria residenza proprio nella prospettiva di poterne beneficiare.

“Non è accettabile cambiare le regole dopo che migliaia di docenti hanno già preso decisioni importanti sulla base di quelle stesse regole”, dichiara Vito Carlo Castellana. “Molti insegnanti hanno accettato il ruolo lontano da casa contando sulla possibilità di utilizzare la deroga per assistere i propri genitori ultrasessantacinquenni. Cancellarla dopo un anno significa tradire un affidamento legittimo dei lavoratori”.

A ciò si aggiunge un’ulteriore penalizzazione: la deroga legata alla presenza di figli minori viene ridotta, abbassando la soglia da 16 a 14 anni. Anche in questo caso si tratta di un arretramento evidente rispetto alle tutele precedentemente riconosciute.

“Sulle condizioni che permettono ai docenti di conciliare lavoro e famiglia non si può arretrare, voglio ricordare che l’obbligo scolastico è previsto fino ai 16 anni e i ragazzi hanno diritto ad avere i genitori accanto in una fase così delicata della propria adolescenza.”, prosegue Castellana. “La scuola italiana ha già migliaia di insegnanti costretti a lavorare a centinaia di chilometri da casa. Ridurre le deroghe significa aggravare ulteriormente una situazione già molto difficile”. Perché con i concorsi su base regionale, il problema della mobilità quasi sempre è all’interno della stessa regione, nonostante all’opinione pubblica si voglia far passare l’idea che ci sia una questione nord-sud.

La Federazione prende atto dello sforzo dichiarato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito di recuperare tali deroghe nel prossimo contratto relativo alle utilizzazioni e alle assegnazioni provvisorie, che rappresenta un passaggio importante per consentire almeno in parte il ricongiungimento familiare.
“Apprezziamo il tentativo di recuperare queste tutele nel contratto sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie”, sottolinea ancora Castellana, “ma resta il fatto che non si possono togliere diritti dopo averli riconosciuti e dopo aver già svolto una procedura di mobilità con quelle regole”.

La FGU – Federazione Gilda UNAMS continuerà a battersi affinché nel prossimo confronto contrattuale vengano ripristinate pienamente le deroghe eliminate e garantita certezza delle regole, nel rispetto dei diritti dei docenti e delle loro famiglie.

19/02/2026

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