Centro Culturale Ex Ristorante Orsini

Centro Culturale Ex Ristorante Orsini Spazio finalizzato ad agevolare e ospitare iniziative di carattere culturale e ricreative.

01/01/2026

Le immagini dal campo di Nur Shams. A Gaza il tramonto sulle tende e un 2026 in sabbia (ANSA)

23/11/2025

A Suzzara si sta vivendo una forte preoccupazione: 3.000 lavoratrici e lavoratori Iveco e oltre 5.000 dell’indotto non sanno cosa accadrà tra due anni.

Exor ha venduto Iveco a Tata Motors, con l’ok della Commissione europea. E Iveco non è solo Suzzara, dove c'è il sito più grande: in Italia conta più stabilimenti, migliaia di competenze specialistiche e un vasto ecosistema di fornitori. Quello che accade qui riguarda l’intero sistema produttivo nazionale.

Un gruppo strategico dell’automotive italiano passa sotto controllo estero, con i centri decisionali spostati fuori dal Paese; l’accordo prevede solo una garanzia minima, poi il vuoto. È un passaggio critico: quando la testa se ne va, al primo riassetto dei costi a saltare sono sempre gli stabilimenti italiani, con il rischio concreto di compromettere una catena produttiva costruita in decenni e leve fondamentali nella transizione energetica.

Mentre però altri Paesi europei proteggono le imprese strategiche, il Governo Meloni resta in silenzio: nessun piano industriale, nessuna garanzia per il territorio, nessun confronto con chi sta vivendo questa fase da vicino. Alle amministrazioni locali non arrivano risposte.

I deputati del Partito Democratico Vinicio Peluffo, Antonella Forattini, Alberto Pandolfo, Arturo Scotto e Gian Antonio Girelli hanno già presentato diversi atti ispettivi e seguito in Commissione le audizioni con parti sociali, datoriali e il ministro Urso. Non è emersa alcuna garanzia su stabilimenti, livelli occupazionali o componentistica, e resta concreto il rischio che Tata abbia acquisito Iveco soprattutto per sfruttarne la rete commerciale, senza una reale strategia industriale per l’Italia.

Il 29 novembre, a Suzzara, ci sarà un Consiglio comunale aperto per mantenere alta l’attenzione su un rischio reale per lavoro, indotto e competenze del territorio.

Il Partito Democratico sarà accanto alle lavoratrici, ai lavoratori e alle amministrazioni locali per difendere questa realtà produttiva e il futuro industriale della Lombardia e del Paese.

PD Federazione Mantova

15/11/2025

I giovani di Forza Italia si sono svegliati e hanno denunciato pubblicamente - ohibò - i pari età dei Giovani democratici, rei, secondo loro, di aver fatto il pugno chiuso durante il Congresso Nazionale a Napoli.

Apriti cielo. Scandalo, vergogna, “comunisti”.

Faccio sommessamente notare ai giovani berluschini che, tanto per cominciare, il pugno chiuso non è solo un simbolo comunista ma un gesto internazionale di resistenza e di lotta ovunque ci sia un diritto da difendere.

Ma anche se lo fosse stato? Se anche fosse stato il pugno chiuso comunista? E quindi?

Come se davvero potesse essere paragonato a un saluto romano.

Nella loro sconfortante ignoranza i giovani di Forza Italia ignorano:

1. Che sulla Costituzione italiana c’è anche la firma di Umberto Terracini, fondatore e membro di spicco del Partito Comunista.

2. Che l’Italia non ha mai avuto un regime comunista, mentre per un ventennio è stata soffocata, massacrata e, infine, distrutta da una delle dittature più feroci, razziste e sanguinarie della storia dell’uomo. Per cui fare il saluto romano - quello sì - è illegale, oltreché criminale.

3. Che, al netto di tutte le enormi storture e contraddizioni, il Manifesto di Marx ed Engels su cui poggia il comunismo era un ideale (tradito e forse utopistico) di riscatto ed emancipazione delle classi oppresse, mentre il fascismo e, in particolare il nazismo, si basano sull’idea stessa della superiorità di una razza su un’altra, sulla soppressione dei diritti elementari, sull’eliminazione fisica degli oppositori, degli ebrei, degli “impuri”, dei fragili, dei deboli, degli omosessauli, dei “diversi”.

4. Che, se il fascismo in Italia è stato sconfitto e cancellato, lo dobbiamo anche e soprattutto ai comunisti.

5. Perché, se questo Paese ha leggi e conquiste degne di un Paese civile (dal suffragio universale al divorzio, dall’aborto ai diritti dei lavoratori), lo dobbiamo anche ai comunisti.

6. Perché il fascismo e il nazismo sono durati circa un ventennio e sono inscindibili dai rispettivi regimi e dittatori, mentre il comunismo ha oltre 150 anni di Storia, si è diffuso in tutto il mondo, in Italia è stato per un secolo simbolo di civiltà, progresso, democrazia, uguaglianza, senza mai governare, e l’orrore prodotto dal comunismo al potere non è stata la sua essenza ma una catastrofica - e forse inevitabile - degenerazione.

7. Che l’Italia è il Paese di Gramsci e di Berlinguer.

Per tutte queste ragioni, e anche molto di più, alzare il pugno in Italia non solo non è motivo di vergogna, ma anzi, per milioni di persone, di profondo orgoglio.

Invece che di un pugno chiuso, mi preoccuperei dei vostri alleati che fanno il saluto romano, si fanno ritrarre davanti ai busti del duce e indossano magliette della X Mas.

E non lo dice un comunista, che anche solo per un fatto anagrafico non sono mai stato. Solo uno che ha studiato, conosce e rispetta la Storia.

È ora che lo facciate anche voi. Siete giovani. Non è mai troppo tardi.

15/11/2025
15/11/2025

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Via Mazzini N. 29/b
Grizzo
33086

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