Alla scoperta di Grassano

Alla scoperta di Grassano Vuoi unirti a noi? Contattaci

Pagina di storia e cultura locale, nata con lo scopo di divulgare estratti degli studi svolti dal gruppo spontaneo "Alla Scoperta di Grassano", nato a seguito della realizzazione della diretta su Grassano del format " In viaggio con il Menestrello". Il gruppo Alla scoperta di Grassano è un gruppo di volontari di diversa età, storia e formazione, dispersi in vari luoghi del nostro mondo che hanno

scelto di mettersi insieme per raccontare e salvaguardare “Una storia e luoghi Dimenticati” della piccola comunità Lucana di Grassano, posta "in cima ad un alto colle desolato, come una piccola Gerusalemme immaginaria nella solitudine di un deserto” (Carlo Levi)
Un'esperienza di collaborazione nata per realizzare la puntata "Alla Scoperta di Grassano" del format "In viaggio con il Menestrello" di Domenico Faniello, che rappresentava il premio del contest fotografico "Tra i vicoli dei Paesi" vinto da Rocchina Riviello con la foto "u scalon".

Per la serie Grassano non ha storia.Oggi abbiamo il piacere el'onore di pubblicare un progetto di Rodolfo Garaguso, arge...
12/06/2026

Per la serie Grassano non ha storia.
Oggi abbiamo il piacere el'onore di pubblicare un progetto di Rodolfo Garaguso, argentino di origini grassanesi, nell'ambito del programma di formazione Twinmotions presso la Facoltà di Architettura, Urbanistica e Design (FAPyD) dell'Università Nazionale di Rosario (UNR), Argentina, che consiste nella realizzazione di un modello del Castello Commendale di Grassano dell'Ordine dei Cavalieri di Malta, basato sulla ricostruzione dell'architetto Marcello Corrado, riferita alle informazioni e mappe del castello, contenute nel Cabreo del 1737, tratta dal libro "Le Città dei Cavalieri - Grassano e i suoi Cinti" di A. Pellettieri e M. Corrado ( Collana MenSALe - 2013 ).
Rodolfo, inoltre, basandosi sempre su tale modello, ha realizzato un video molto suggestivo, facendo rivivere, per alcuni ma intensi secondi, una notte del castello Commendale di Grassano del 1737.

Di seguito in maniera integrale pubblichiamo la presentazione inviataci da Rodolfo Garaguso.
"Mi chiamo Rodolfo Garaguso e sono originario della città di Zárate, in Argentina. Attualmente sto preparando la mia tesi di laurea in Architettura presso l'Università Nazionale di Rosario.
Sono discendente di emigrati italiani provenienti da Grassano, giunti in Argentina durante il primo decennio del XX secolo.
Nel corso della mia ricerca familiare, finalizzata alla ricostruzione dell'albero genealogico per il riconoscimento della cittadinanza italiana, mi sono imbattuto in diversi studi sulle origini del paese. Queste ricerche hanno suscitato in me un profondo interesse per l'architettura medievale, particolarmente affascinante per chi, come me, vive in Argentina, dove questo tipo di patrimonio è poco comune.
Ho inoltre avuto il privilegio di ricevere il prezioso aiuto di Domenico Lostrangio, che con grande gentilezza mi ha messo a disposizione materiale straordinario, testimonianza della storia di Grassano. Tra queste importanti testimonianze figurano i disegni originali del Castello del Comandante, sui quali ho realizzato un modello tridimensionale basato sugli studi di A. Pellettieri e M. Corrado, presentati nel loro libro La Città dei Cavalieri.
Spero di avere presto l'opportunità di percorrere le strade di Grassano e di vivere da vicino la cultura dei miei antenati, rafforzando così il legame con le mie radici.
Dall'Argentina, invio a tutti voi un affettuoso saluto e la mia più sincera gratitudine."

Il fatto che un monumento, peraltro andato distrutto nella prima metà dell'800, di un piccolo paese della Basilicata è stato oggetto di un progetto della facoltà di architettura dell' Università Nazionale di Rosario, una delle più importanti dell' Argentina, non può che riempirci di orgoglio, vuol dire che abbiamo seminato bene.
Ringraziamo di cuore per questo suo progetto Rodolfo Garaguso.
Domenico Lostrangio.

Tra le personalità grassanesi più significative del Novecento è da ricordare senza dubbio il medico Mario Garaguso, per ...
27/05/2026

Tra le personalità grassanesi più significative del Novecento è da ricordare senza dubbio il medico Mario Garaguso, per ventisei anni, dal 1930 al 1956, Ufficiale Sanitario del Comune di Grassano, molto apprezzato tanto per le sue capacità professionali, quanto per la profonda umanità e dedizione spese a favore della sua comunità.
Mario Garaguso nasce a Grassano il 10 marzo 1893, figlio del quarantasettenne medico Francesco Paolo Garaguso e della gentildonna Maria Francesca Paola Moles.
Studente brillante, consegue la laurea in medicina e chirurgia presso l’Università di Napoli il 24 luglio 1920, ottenendo il massimo dei voti e la gratificazione della lode (110 e lode).
Approfondì i suoi studi sulla scia degli insegnamenti dell’illustre concittadino, il professor Arcangelo Ilvento, padre della igienistica italiana, ad interessarlo furono soprattutto gli studi sulla tubercolosi, sulla malaria e sulle cause di trasmissione delle malattie infettive. Garaguso condivise con Ilvento il principio che solo attraverso il risanamento igienico e il miglioramento delle condizioni di vita delle masse contadine, fosse possibile avviare un programma di medicina sociale pubblica, e ancora ancora l’idea dell’Ilvento che la lotta alla tubercolosi ed alla malaria dovesse essere una funzione pubblica, esplicata attraverso l’istituzione obbligatoria di dispensari antitubercolari provinciali, destinati a funzioni assistenziali e della assicurazione antitubercolare per i lavoratori.
Nel 1930 Mario Garaguso vince il concorso per Ufficiale Sanitario del comune di Grassano, ed è nominato dal prefetto con decreto del 21 gennaio, assumendo l’ufficio a partire del 1 aprile. L’incarico di Ufficiale Sanitario si rivelerà particolarmente congeniale alle qualità e competenze del Garaguso, che in questa veste sarà uno dei protagonisti della trasformazione urbana e sociale di Grassano. Argomento molto caro al dott. Garaguso, per il quale si è molto battuto, è stato l'approvvigionamento idrico dell'abitato di Grassano, fondamentale per l'igiene dei suoi abitanti.
Tra il 1930 ed il 1933 Mario Garaguso si trova a ricoprire contemporaneamente la carica di Ufficiale Sanitario e di Segretario del Fascio di Grassano. Questo combinato disposto lo porta a potersi confrontare, e spesso anche a scontrare, sia con le principali autorità pubbliche che con i vertici provinciali del Partito Nazionale Fascista.
Alle grandi benemerenze acquisite da Mario Garaguso come ufficiale sanitario bisogna affiancare quelle, forse ancora maggiori, che guadagnò presso le popolazioni lucane nella lotta alla malaria.
Oggi per noi è difficile avere l’esatta percezione del dramma sociale che ha rappresentato la malaria per le masse contadine meridionali e il ruolo da essa giocato nello sfibramento fisico e morale dei contadini lucano. Così Carlo Levi nel suo Cristo si è fermato ad Eboli descrive gli effetti del paludismo: “La malaria è qui un flagello ben peggiore di quanto non si immagini. Colpisce tutti e, mal curata, dura tutta la vita. Mette le persone nello stato di non poter più lavorare, indebolisce ed esaurisce la razza… Sfocia nella miseria più nera, nella schiavitù senza speranza. La malattia nasce dalla miseria, dalle argille disboscate, dai fiumi trascurati, da un’agricoltura senza risorse, e a sua volta genera la miseria in un cerchio infernale”.
Mario Garaguso, fin dalla seconda metà degli anni ’20, è tra quel manipolo di medici lucani illuminati che si impegnano con ogni energia disponibile nella lotta antimalarica. Di più, nel 1932 conseguì presso la Scuola Superiore di Mariologia di Roma il diploma di specializzazione in malarialogia con il lusinghiero voto di cinquantanove sessantesimi, testimone dell’impegno e passione profusi nello studio.
Le competenze acquisite negli studi e l’esperienza maturata sul campo porteranno le autorità sanitarie nazionali ad affidargli la direzione del Centro Antianofelico, la cui sede è istituita a Grassano e nel cui distretto ricadono i comuni di Miglionico, Grottole, Tricarico, Calciano, Garaguso, Oliveto Lucano, San Mauro Forte, Salandra, Ferrandina, Pisticci, Montalbano Ionico e Bernalda. Compito precipuo del Centro Antianofelico è quello di pianificare e attuare annualmente un idoneo programma di profilassi diretta, sia mediante la difesa meccanica delle abitazioni sia attraverso l’adozione di specifiche misure di bonifica e di lotta antilarvale; inoltre sostenne la necessità che ogni comune attrezzasse un ambulatorio antimalarico dove poter garantire ai malati un minimo di terapia ed assistenza.
Nonostante la sua adesione al fascismo, per la sua condotta e le sue competenze, nell’immediato dopoguerra, non solo venne conservato nel suo ruolo di Ufficiale Sanitario, ma rimase figura centrale anche nella lotta antimalarica nel grande piano 1946-1951, dove ebbe tra i collaboratori anche il dott. Rocco Mazzarone di Tricarico.
Ebbe un'alta opinione del Dott. Mario Garaguso anche Carlo Levi che nel suo già citato Cristo si è fermato ad Eboli, volle onorarlo, unico tra tutti i personaggi del romanzo (trasposizione letteraria della sua reale esperienza di confinato politico tra Grassano ed Aliano nel 1935), conservandogli il vero nome.
"Il dottor Zagarella, podestà di Grassano, non amava, a differenza di don Luigino, fare il poliziotto, e lasciava che dei confinati si occupassero i carabinieri. Era un medico serio e colto, e, grazie a lui e a un altro dottore, il dottor Garaguso, che aveva fama di particolare competenza, Grassano era l'unico paese della provincia dove si facesse qualcosa per la lotta antimalarica, e con qualche buon risultato. Questi due medici erano un caso eccezionale e fortunato, in questi paesi dove quasi tutti i loro colleghi assomigliavano, più o meno, ai due medicucci di Gagliano. Appunto perciò, mi ero proposto come uno degli scopi principali del mio viaggio, di visitarli per chiedere consigli alla loro specifica esperienza.
Sia l'uno che l'altro me ne dettero di preziosi, e mi mostrarono le loro statistiche. Da qualche anno si prendevano, a Grassano, misure sistematiche di profilassi; e anche di bonifica, pur senza avere, praticamente, alcun appoggio dalle autorità provinciali, né speciali sussidi. I casi di perniciosa erano quasi scomparsi; e, in questi ultimi due anni, erano enormemente diminuiti i nuovi malati."
Mori il 20-03-1956 all'età di 63 anni.

Per i contenuti di questo post si ringrazia il giornalista Giovanni Spadafino.

Domenico Lostrangio

Giovanni Spadafino

Oggi pubblichiamo questa bellissima foto, di Antonio Latronico Photo, della nostra Chiesa Madre, che rende molto la stor...
15/05/2026

Oggi pubblichiamo questa bellissima foto, di Antonio Latronico Photo, della nostra Chiesa Madre, che rende molto la storicità di tale monumento, facendolo sembrare un luogo immortale.

Scrive l'autore dello scatto:
"Tra le pietre antiche del Duomo di Grassano sembrano ancora riecheggiare storie di cavalieri, misteri e leggende templari. Un luogo dove storia e spiritualità si incontrano, avvolti da un fascino senza tempo.
Il duomo, o Chiesa Madre, di Chiesa Madre di Grassano è intitolato a San Giovanni Battista.
La chiesa risale al XVII secolo ed è uno degli edifici religiosi più importanti del borgo di Grassano. In origine era collegata al castello del Commendatore di Malta, elemento che alimenta anche le tradizioni locali legate ai Cavalieri di Malta e, secondo alcune narrazioni popolari, ai Templari".

Naturalmente noi sappiamo che i Templari a Grassano non ci sono mai stati, ma sappiamo anche che Grassano è stata un'importante Commenda dell'Ordine Gerolosimano, pertanto bisogna lavorare per valorizzare tale aspetto e preservare il più possibile i segni, ancora esistenti, legati alla presenza dei Cavalieri di Malta.

Sappiamo inoltre che la Chiesa Madre di Grassano, inizialmente intitolata a San Marco, era sotto il patronato del sacro Ordine di San Giovanni Battista di Gerusalemme, detto di Rodi, detto di Malta e viene ben descritta nella relazione della visita pastorale del vescovo Santonio di Tricarico avvenuta nel 1588. Poi successivamente a metà del 1600 passa sotto il patronato dell'Universitas (del popolo di Grassano) e i lavori di ampliamento della stessa da una a tre navate vengono conclusi a fine '700.

Domenico Lostrangio

Per la serie Grassano non ha Storia.Oggi facciamo i complimenti al nostro Simone Ritunnano che il mese scorso si è laure...
29/04/2026

Per la serie Grassano non ha Storia.
Oggi facciamo i complimenti al nostro Simone Ritunnano che il mese scorso si è laureato nel CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN ARCHEOLOGIA E CULTURE DEL MONDO ANTICO, presso l'Università di Bologna, con la tesi dal titolo "ARCHEOLOGIA DEL PAESAGGIO TRA LE MEDIE VALLI DEL BRADANO E DEL BASENTO: IL TERRITORIO DI GRASSANO (MT)".
Pertanto grazie a tale importante lavoro di Simone, per la prima volta si parla in maniera scientifica e articolata di archeologia nel territorio di Grassano (BUCK J.R., 1975, p.113_articolo di Bolettieri Giuseppe Arcangelo – Sansone Alfredo, “Un’inedita iscrizione funeraria da Grassano MT”, in Aiônos - Miscellanea di Studi Storici, vol. 26, 2023), la cui collina tra le valli dei fiumi Basento e Bradano si inserisce nelle dinamiche abitative antiche del comprensorio.

Di seguito proponiamo un estratto delle conclusione di tale lavoro di Tesi, buona lettura.

Alla luce dei dati ricavati dallo studio del paesaggio della media val Basento, il territorio di Grassano si configura come un’area ad alto potenziale archeologico, inserita pienamente nelle dinamiche insediative dei siti sul versante settentrionale del Basento.
In età lucana si assiste alla diffusione del modello della fattoria ellenistica, fenomeno segnalato soprattutto dalla presenza di ceramica da mensa a vernice nera, rinvenuta anche sui terrazzi a valle di Grassano (Piano di Croce/ Piano di spine). Non è chiaro a quale centro abitato lucano questi impianti facessero riferimento ma è indubbio che Serra del Cedro e Civita costituirono due grandi punti di riferimento all’interno della media val Basento, vista la loro posizione a controllo della principale via di comunicazione la SP7.
Il declino dei grandi centri lucani segna la fine del modello della fattoria ellenistica, basato sullo sfruttamento agricolo integrato a un vicino centro urbano. Prende avvio un nuovo tipo di organizzazione produttiva, ovvero quello della villa schiavistica. Se in località S. Martino l’impianto rurale non supererà il I a.C., per Sant’Agata (Calciano) e per Calle (Tricarico) abbiamo un utilizzo di lunga durata che proseguirà fino al VI d.C.
La presenza in questi siti, di impianti per la produzione ceramica a larga distribuzione (“ceramica di Calle”) evidenzia come le direttrici viarie su cui si vengono a collocare – la Via Appia lucana (attuale SP7) e l’asse Venusia/Heracleia – mantengono ancora in età tardo imperiale e tardoantica un ruolo commerciale di primo piano.
Queste dinamiche insediative trovano riscontro nei siti di Piano di Spine e Piano di Croci (versante sud di Grassano), dove sono presenti frammenti di ceramica da mensa a vernice nera e a pasta grigia che attestano una frequentazione tra il IV e il II/I a.C., mentre le fasi più tarde trovano riscontro nel rinvenimento dell’epigrafe di IV d.C. in località Jazzo e dal frammento di ceramica di Calle rinvenuto a M. S. Angelo.
Nel complesso, il territorio di Grassano appare strettamente connesso alle dinamiche insediative e produttive del versante nord della val Basento, fortemente influenzato dalla viabilità di crinale che lo collegava sia alla piana ionica che all’entroterra lucano. Le trasformazioni osservate non rappresentano dunque fenomeni isolati, ma si inseriscono a processi più ampi di riorganizzazione territoriale, economica e sociale che caratterizzano l’intera area delle medie valli del Bradano e del Basento tra protostoria e tarda antichità.

Domenico Lostrangio

14/04/2026

Anche su Grassano, grazie alla web cam collegata alla stazione meteo Grassano Sud, di Antonio Conelli, è stato immortalato il corpo luminoso, avvistato in tutto il sud Italia lunedì 13 Aprile 2026 alle 05:40 circa (il fenomeno è durato diversi minuti). Dopo vari controlli incrociati, alcuni esperti sono risaliti al rientro del secondo stadio del razzo cinese Kinetika 2.

Antonio Conelli

Si avvicina la santa Pasqua e le strade di Grassano si inondano di profumi legati alla cottura dei Calzoni con il salame...
30/03/2026

Si avvicina la santa Pasqua e le strade di Grassano si inondano di profumi legati alla cottura dei Calzoni con il salame e con la cipolla (sp'nzal), tradizione culinaria antica immortalata, dal pittore pugliese di scuola napoletana Riccardo Alvese, nell' affresco Ex refettorio convento Francescano di Grassano, attuale sala del Sindaco e Assessori, "Le Nozze di Cana" (metà '700).

In tale opera si vedono sulla tavola i calzoni con il salame di forma rotonda e dietro, portato da una donna, il calzone con la cipolla " sp'nzal" a forma di mezza luna.

Per i contenuti di questo post si ringrazia Francesco Albanese.

Domenico Lostrangio

La giornata FAI del 21 marzo 2026 dedicata al ‘Geosito dei Cinti di Grassano’, è stata importante per conoscere il ruolo...
25/03/2026

La giornata FAI del 21 marzo 2026 dedicata al ‘Geosito dei Cinti di Grassano’, è stata importante per conoscere il ruolo determinante della geologia nello sviluppo delle architetture rupestri.
I visitatori, guidati dagli apprendisti ciceroni, attraverso una passeggiata lungo il sentiero del Geosito dei Cinti, hanno potuto osservare i depositi quaternari e le principali peculiarità geologiche del paesaggio circostante, approfondire l’evoluzione geologica del territorio di Grassano e conoscere la storia legata alla presenza dei Cavalieri di Malta e delle grotte/cantine scavate all’interno di tale geosito visitandone alcune.
Per ultimo, ma non meno importante, la cultura della vinificazione con visita alla Grotta/Cantina Didattica della famiglia Santoro.

Per l'organizzazione e lo svolgimento di tale importante evento, che ha visto di nuovo protagonista la nostra Grassano e nello specifico il geosito dei Cinti, si ringraziano:
- Il referente FAI di Grassano Ing. Antonio Linsalata;
- il dirigente dell’Istituto Comprensivo Grassano-Miglionico, la referente della scuola secondaria di primo grado Grassano Cinzia Vizzuso, i docenti Maria Dezio, Anna Antonietta Lafiosca, Luciano Zasa, gli apprendisti Ciceroni delle classi 2A, 2B, 3B, 3B, 3C, e i loro genitori;
- tutti i volontari FAI 2026 di Grassano;
- i proprietari delle grotte/cantine, Francesco e Maria Teresa Santoro, Pietro Rizzo, Ida Bonelli;
- l’Amministrazione Comunale di Grassano, la Polizia Locale e la Stazione dei Carabinieri.

Di seguito alcune foto relative a tale giornata.

Delegazione FAI di Tricarico e della Lucania interna Antonio Linsalata Francesco Santoro Maria Teresa Santoro

Dove la terra racconta il mare. I Cinti di Grassano (Matera) sono protagonisti delle Giornate FAI di Sabato 21 marzo 202...
19/03/2026

Dove la terra racconta il mare. I Cinti di Grassano (Matera) sono protagonisti delle Giornate FAI di Sabato 21 marzo 2026, dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, dove i volontari e 26 studenti dell’Istituto Comprensivo di Grassano, delle classi 2A, 2B, 3A, 3B e 3C, accompagneranno i visitatori come apprendisti ciceroni, tra antiche cantine storie di cavalieri di Malta, conchiglie e fossili, davanti ai suggestivi resti geologici dell’antica spiaggia divenuta foce di un fiume preistorico, su cui si innalza la collina di Grassano. Al termine del percorso un itinerario sulla vinificazione antica nella restaurata Cantina Santoro. Un itinerario che continua anche su https://cintidellamemoria.wordpress.com/ Non mancare ti aspettiamo

Durante la Giornata FAI, il percorso di visita offrirà l’opportunità di approfondire l’evoluzione geologica del territor...
13/03/2026

Durante la Giornata FAI, il percorso di visita offrirà l’opportunità di approfondire l’evoluzione geologica del territorio di Grassano, comprendere l’origine delle rocce dei Cinti e il ruolo determinante della geologia nello sviluppo delle architetture rupestri. Il racconto guiderà i visitatori attraverso una passeggiata lungo il sentiero dei Cinti, dedicata all’osservazione diretta dei depositi quaternari e alla lettura delle principali peculiarità geologiche del paesaggio circostante. Il percorso si concluderà con una sosta alla Grotta-Cantina Santoro, eccezionalmente aperta al pubblico, che conserva intatta la struttura originaria e gli ambienti destinati alla lavorazione e alla conservazione del vino. Gli strumenti e gli spazi testimoniano pratiche contadine tramandate fino al Novecento, offrendo un’esperienza autentica in cui geologia, lavoro umano e cultura agricola si intrecciano in modo unico e irripetibile. La "Grotta Cantina Santoro" vuole essere un segno contemporaneo che introduce a un luogo di memoria, dove architettura rupestre, legame profondo tra ambiente naturale e attivita' umane, cultura locale e identita' familiare si incontrano.

Scrive Maria Teresa D’Amico, nella prefazione a "Grassano: poetica di un abitare antico" che «Qualche tempo fa ho incont...
03/03/2026

Scrive Maria Teresa D’Amico, nella prefazione a "Grassano: poetica di un abitare antico" che «Qualche tempo fa ho incontrato per strada il mio amico Tonino Linsalata, il quale portava sottobraccio un volume rosso, di ignota origine. Dopo che con Tonino ho condiviso nel passato studi e interessi riguardo più che altro alla storia di Grassano, ho cercato di sondare il terreno e mi ha comunicato che si trattava della tesi di dottorato del genere, l’architetto-sociologo messicano Paulino Alvarado Pizaña. Spinta dalla curiosità gli ho chiesto di farmi dare un’occhiata al volume in questione e mi sono affrettata a tornare a casa col maltolto.
Si trattava di una ricerca sui modi abitativi di Grassano, Matera e il Mezzogiorno d’Italia in generale, confrontato con realtà similari dell’America Latina. Il lavoro era scritto in spagnolo, ma in una forma abbastanza fluida e comprensibile, malgrado la naturale presenza di termini specialistici e di costrutti più adatti ad architetti e sociologi che a comuni mortali. Però, però… è stato amore a prima vista!
Un lavoro profondo, appassionato, documentato, con una ricchissima documentazione fotografica e riferimenti precisi e verificati. Ho chiesto ed ottenuto il permesso di tradurre il testo e ho così intrapreso un viaggio esaltante dentro l’habitat grassanese. Naturalmente in seguito ho pensato bene di interessarmi anche della sezione riguardante Matera e il Mezzogiorno, ed ho potuto prendere visione di realtà vicine ma non abbastanza conosciute.
Dopo un certo periodo di gestazione l'autore del lavoro, coadiuvato dalla moglie Lucia, ha trovato il tempo e il modo di correggere la traduzione della sezione riguardante Grassano, per cui possiamo ora renderla fruibile a chi volesse approfondire l’argomento. Sarà un’avventura memorabile, lo garantisco, e malgrado la profondità e specificità di alcuni passaggi il concetto generale risulta chiaro ed evidente".

Le 173 pagine del libro di Paulino Alvarado Pizaña, "Grassano: poetica di un abitare antico", traduzione di Maria Teresa D’Amico (Nino Nanco Edizioni, 2025) ci guidano in un viaggio dentro i luoghi e le storie urbane di Grassano, storie di un piccolo comune del Mezzogiorno, sconosciute anche ai suoi stessi abitanti

Un libro per chi ama la memoria dei luoghi e del loro divenire che può essere preso in prestito o consultato nella Biblioteca pubblica parrocchiale “Rotunno” di Grassano, che ha al suo attivo circa 3500 volumi, di cui 500 testi dedicati ai ragazzi. La biblioteca, gestita da volontari, è accessibile a tutti dal lunedì al venerdì, dalle 15.30 alle 18.30.
Per informazioni: [email protected]

Indirizzo

Grassano

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Alla scoperta di Grassano pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a Alla scoperta di Grassano:

Condividi