nata libera

nata libera associazione senza scopo di lucro, rifugio per animali, centro di recupero per fauna selvatica (CRAS)

Nata Libera è una associazione no profit che ha l’obiettivo di dare una speranza agli animali in difficoltà (abbandonati, feriti, o che hanno subito crudeltà), offrendo loro cure specializzate e una possibilità di vita dignitosa. Fondata nel 1998 grazie all’impegno di Angela Revel Chion, l’associazione è intervenuta in molti casi critici, prendendosi cura di animali, anche esotici, spesso provenie

nti da zoo, fattorie, allevamenti sottoposti a chiusura o sequestro. Lo storico rifugio di Scalveis, sulla Serra di Ivrea, ha ospitato negli anni una varietà di animali, sia domestici o da fattoria – capre, pecore, asini, cavalli, conigli, perfino un lama! – sia selvatici: volpi, ricci, ghiri, uccelli rapaci e tanti altri. Dopo la scomparsa della sua fondatrice, Nata Libera ha proseguito l’attività, trasferendo il rifugio in località San Carlo di Graglia, sulle pendici del Mombarone. Qui, nella tranquillità dei boschi e grazie alle cure dei volontari, gli animali trovano un habitat ideale per riprendersi dai traumi subiti e iniziare una nuova vita. Nel 2022 Nata Libera ha ottenuto il riconoscimento ufficiale quale Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS), allo scopo di offrire un punto di riferimento per il soccorso alla fauna selvatica locale; questa istituzione, finora assente nel nostro territorio, va ad inserirsi nella rete dei CRAS regionali.

Sta per ripartire la stagione della caccia e, proprio ora che il grande caldo ci fa ve**re voglia di goderci i boschi in...
28/08/2026

Sta per ripartire la stagione della caccia e, proprio ora che il grande caldo ci fa ve**re voglia di goderci i boschi in pace, ritornano gli spari a due passi da casa. E con loro, immancabile, la solita scia di "incidenti".

La cosa assurda è che provano pure a giustificarsi. Ci dicono che la caccia è uno "sport" o paragonano i morti da fucilata agli incidenti in macchina. Ma che c'entra? L'auto serve per andare a lavorare e purtroppo ci si scontra; il fucile nasce con un solo scopo: sparare e uccidere.

Per non parlare di quando si inventano paroloni come "bioregolatori" per far sembrare una doppietta un'opera di bene ecologica. Negli ultimi tempi, poi, con le nuove leggi in materia, hanno scatenato la solita psicosi contro la fauna selvatica per giustificare la caccia a tutti i costi. Parlano di pericolo continuo, quando poi i numeri reali di aggressioni all'uomo dicono chiaramente una cosa sola: zero morti. Zero.

Insomma, cambiano le parole e le scuse, ma la sostanza resta sempre la stessa

27/08/2026

L uomo si e spesso fatto prendere la mano, usando convinzioni e ideologie come scudo per giustificare la propria sete di controllo.

La natura possiede un equilibrio cosi complesso che molte sue dinamiche ci rimangono inaccessibili. Del resto, se incontriamo difficolta persino nel comprendere le dinamiche familiari piu vicine a noi, risulta del tutto evidente quanto sia presuntuoso pensare di poter dominare l ambiente naturale. La pretensione di avere il controllo su cio che ci circonda finisce cosi per rivelarsi una profonda ipocrisia.

Questa sarebbe la cosa giusta da fare, dovendo tutelare l’ecosistema anzichè la lobby venatoria…
24/08/2026

Questa sarebbe la cosa giusta da fare, dovendo tutelare l’ecosistema anzichè la lobby venatoria…

Il Tavolo Animali e Ambiente chiede alla Regione Piemonte di fermare la stagione venatoria prevista dal 20 settembre.

Soccorrere un animale selvatico in difficoltà non è un semplice atto di compassione individuale né una concessione riser...
23/08/2026

Soccorrere un animale selvatico in difficoltà non è un semplice atto di compassione individuale né una concessione riservata alle sole specie rare o maestose. È la massima espressione di una comunità che riconosce il valore intrinseco di ogni forma di vita. Troppo spesso la sensibilità umana tende a cedere alla trappola delle gerarchie estetiche o utili: ci commuoviamo di fronte alla maestosità di un cervo o al volo solenne di un’aquila, ma rischiamo di rimanere indifferenti dinanzi a un piccolo ghiro o a un comune piccione ferito sul marciapiede. Un sistema di soccorso autenticamente civile deve abbattere questa classificazione arbitraria.

Soccorrere un animale selvatico in difficoltà non è un semplice atto di compassione individuale né una concessione riser...
23/08/2026

Soccorrere un animale selvatico in difficoltà non è un semplice atto di compassione individuale né una concessione riservata alle sole specie rare o maestose. È la massima espressione di una comunità che riconosce il valore intrinseco di ogni forma di vita. Troppo spesso la sensibilità umana tende a cedere alla trappola delle gerarchie estetiche o utili: ci commuoviamo di fronte alla maestosità di un cervo o al volo solenne di un'aquila, ma rischiamo di rimanere indifferenti dinanzi a un piccolo ghiro o a un comune piccione ferito sul marciapiede. Un sistema di soccorso autenticamente civile deve abbattere questa classificazione arbitraria.

Dal punto di vista etico e biologico, il diritto alla vita e al rispetto non ammette una scala di merito. La capacità di provare dolore e la spinta profonda alla sopravvivenza sono esattamente le stesse in ogni creatura. Il battito d'ali sofferto di un piccione condivide la medesima dignità del volo dell'aquila; la vulnerabilità di un ghiro sorpreso nel suo rifugio non è inferiore a quella di un imponente cervo nel bosco. Ridurre la protezione degli animali a una selezione basata sull'interesse venatorio, sulla rarità ecologica o sull'attrattiva visiva significa tradire il principio stesso dell'empatia.

Anche il quadro normativo, quando interpretato nella sua essenza, mira alla tutela della vita in sé. Le norme sulla prevenzione dei maltrattamenti e l'obbligo di intervento in caso di incidente non stabiliscono serie A o serie B: la sofferenza inflitta o ignorata è una violazione etica e giuridica a prescindere dalla stazza o dalla reputazione dell'animale coinvolto.

Costruire e finanziare un sistema di soccorso capillare, capace di accogliere e curare ogni specie senza distinzioni, è l'unico modo per dimostrare una maturità ecologica profonda. La vera civiltà di una società non si misura da come celebra la natura spettacolare, ma da come sa chinarsi a proteggere la vita più umile e invisibile nel momento del bisogno.

22/08/2026

NON TUTTI I CACCIATORI SONO BRACCONIERI

Ci mancherebbe altro.
Sarebbe scorretto e anche piuttosto stupido sostenerlo.
Però, leggendo questa notizia del Corpo Forestale del Trentino, una piccola riflessione ci è venuta.

Due uomini sono stati sorpresi a cacciare in periodo di divieto assoluto. Non due misteriosi individui arrivati nottetempo da chissà dove: secondo il comunicato ufficiale erano due cacciatori del posto.

Uno dei fucili era dotato di silenziatore. Nelle successive perquisizioni ne è stato trovato un secondo, anch'esso con silenziatore e dotato di visore notturno, oltre a materiale utilizzabile per la caccia notturna e trofei di camoscio e capriolo che il comunicato indica come di provenienza illecita.

Quindi no: non tutti i cacciatori sono bracconieri.
Ma almeno in questo caso i presunti bracconieri erano cacciatori.

E qui nasce una domanda che ci facciamo da un po'.
👉Come mai i bracconieri sembrano essere scoperti quasi sempre dai Carabinieri Forestali, dai Corpi forestali, dalla Polizia provinciale, dalle guardie venatorie o, qualche volta, da semplici cittadini?
Possibile che non li incontri mai un cacciatore?

La domanda ci incuriosisce soprattutto perché, quando si parla di fauna selvatica, ci viene spesso ricordato che “chi vive il territorio” conosce il bosco come nessun altro.
Conosce i sentieri.
Riconosce le impronte.
Sa dove passa il capriolo, dove si ferma il cinghiale, dove si muove il lupo.
Conosce appostamenti, carraie e piste forestali.
Quasi quasi, annusando l'aria, sa dirti chi è passato mezz'ora prima.

Noi, è risaputo, invece siamo ambientalisti da salotto.
Viviamo tutti al quarto o quinto piano di qualche grattacielo, usciamo raramente dalla circonvallazione e distinguiamo a fatica un faggio da un lampione.

Eppure, nelle nostre modeste passeggiate metropolitane, ci capita persino di trovare punti di foraggiamento con mais destinati ai cinghiali e di segnalarli a chi di competenza.

E allora la curiosità aumenta.
Com'è possibile che chi conosce ogni metro del territorio non veda mai queste cose?
Non vede chi caccia quando la caccia è chiusa.
Non vede certe attrezzature.
Non vede certi comportamenti.
Non vede i punti di alimentazione abusivi.
Non gli capita mai nemmeno di sentire certi racconti, certe confidenze, certe “bravate” che, immaginiamo, qualche volta circoleranno anche tra loro?
O magari qualcosa vede e qualcosa sente, ma non lo segnala. Chissà perché.

Perché se davvero — come speriamo — la grande maggioranza dei cacciatori rispetta le regole, allora dovrebbe essere proprio il mondo venatorio ad avere più interesse di chiunque altro a isolare e denunciare chi quelle regole le viola.

Non soltanto perché il bracconaggio danneggia la fauna.
Ma perché ogni bracconiere lasciato agire indisturbato getta inevitabilmente un'ombra anche su tutti i cacciatori onesti.
E quella, forse, dovrebbe dare fastidio soprattutto a loro.

Fonte: Ufficio Stampa della Provincia autonoma di Trento, 19 agosto 2026.
Nel primo commento il link all’articolo

06/08/2026

E il vecchio diceva, guardando lontano:
Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori.
E in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell'uomo e delle stagioni.

F.G.

26/07/2026

Oggi è tornata libera una Cicogna che avevamo recuperato lo scorso 30
Giugno in provincia di Biella, e che avevamo deciso di affidare al Centro Cicogne e Anatidi di Racconigi (CN) affinché potesse ricevere le cure migliori. È stata anche una bella occasione di incontro tra volontari dei CRAS.

24/07/2026
🦅 HO SALVATO UN SELVATICO: E ADESSO?Dopo il soccorso e la consegna al CRAS, sorgono spesso dubbi. Facciamo chiarezza con...
06/05/2026

🦅 HO SALVATO UN SELVATICO: E ADESSO?

Dopo il soccorso e la consegna al CRAS, sorgono spesso dubbi. Facciamo chiarezza con 3 punti fondamentali:

1️⃣ È PATRIMONIO DI TUTTI 🇮🇹
La fauna selvatica è, per legge, Patrimonio Indisponibile dello Stato. Nessuno può vantarne la proprietà. Il nostro compito è curarla per restituirla alla collettività e alla natura.

2️⃣ FIDUCIA NELLO STAFF 🏥
Gestiamo centinaia di emergenze. Ogni chiamata per un aggiornamento è tempo prezioso tolto alle cure. Se non rispondiamo subito, è perché siamo in sala operatoria o in corsia a salvare vite. Il silenzio è segno di lavoro costante!

3️⃣ OBIETTIVO: LIBERTÀ 🌿
Il selvatico non deve essere umanizzato. Il contatto con l’uomo è ridotto al minimo per non compromettere il rilascio. Puntiamo alla guarigione clinica, evitando l’accanimento se l’animale non può più tornare a vivere con dignità in natura.

🙏 COSA PUOI FARE TU?
Non scriverci per info sui singoli, ma sostieni le spese mediche con una donazione. Ogni successo è merito del tuo soccorso e del nostro lavoro di squadra!

📌 L’Associazione Born Free Italia – Nata Libera OdV ETS opera per la tutela del benessere animale e la salvaguardia dell’ambiente.

NatureLovers Volontariato Biodiversità

Indirizzo

Regione San Carlo
Graglia
13895

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