29/09/2026
È giunto al termine il progetto LIFE CLAW per la conservazione dei gamberi di fiume autoctoni (Austropotamobius pallipes), che ha puntato a contrastare il declino della specie nell’area dell’Appennino nordoccidentale delle regioni italiane Emilia-Romagna e Liguria.
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Con le ultime azioni di ripopolamento avvenute il 21 settembre a Corniglio (Emilia-Romagna), il 22 a Monchio (Emillia-Romagna), il 23 a Frignoli (Toscana), il 28 a Fontanigorda (Liguria) sono stati introdotti nei 13 siti ritenuti strategici un totale di circa 10.500 giovani individui (juveniles) riprodotti in ambiente controllato.
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Nei primi 4 cicli di riproduzione erano stati introdotti 7.565 giovani gamberi. A conferma del successo, i monitoraggi notturni post-rilascio e le indagini con eDNA hanno confermato l’acclimatazione e la presenza negli anni successivi ai rilasci. Nel 2025, presso un sito nell’Appenino parmense, è stata anche documentata la nascita in natura della prima nuova generazione prodotta da individui reintrodotti.
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Il progetto, che ha coinvolto dieci partner ed è durato sette anni, ha adottato un approccio integrato combinando la tutela degli habitat, il controllo delle specie invasive, il rafforzamento delle popolazioni e il coinvolgimento di istituzioni, ricercatori e cittadini.
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Diversi gli obiettivi raggiunti in questi sette anni. Grazie al progetto, co-finanziato dallo strumento LIFE dell’Unione Europea, sono state create o adeguate quattro strutture di allevamento ex situ – a Corniglio (PR), Monchio delle Corti (PR), Fontanigorda (GE) e Frignoli (MS) – tutte dotate di vasche esterne con sistemi anti-predazione finalizzate alla reintroduzione e al ripristino delle popolazioni del gambero di fiume autoctono.
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Fondamentali sono state le operazioni di contrasto alla dispersione di gamberi alloctoni invasivi. Tutte e tre le specie presenti nel territorio monitorato sono di origine nordamericana - il gambero rosso della Louisiana Procambarus clarkii, il gambero della California Pacifastacus leniusculus, il gambero americano Faxonius limosus - e rappresentano una grave minaccia per il gambero di fiume autoctono, con cui competono per habitat e risorse, oltre a fungere da vettori della peste del gambero.
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La salvaguardia del gambero autoctono richiede una gestione partecipata e duratura nel tempo con il coinvolgimento delle comunità del territorio e quelle scientifiche. Per questo è stata attivata la collaborazione con enti parco, comunità montane, riserve MAB UNESCO e associazioni di pesca sportiva. Le associazioni piscatorie hanno partecipato attivamente al supporto delle eradicazioni del gambero rosso della Louisiana e al diradamento dei salmonidi, per ridurre i predatori nei siti di rilascio.
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La sensibilizzazione del pubblico e della comunità scientifica è stata una colonna portante di LIFE CLAW, per consentire un’ampia attività di comunicazione, educazione, sensibilizzazione e per avviare scambi di informazioni. L’allestimento di una vasca espositiva presso l’Acquario di Genova; i numerosi eventi organizzati sui territori, tra cui le edizioni annuali della “Notte del Gambero”; il coinvolgimento degli studenti tramite kit didattici, giochi educativi, interventi in classe e laboratori educativi; gli articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali; la partecipazione dei ricercatori a convegni e congressi hanno permesso di raggiungere quasi 26 milioni di persone.
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Il progetto ha prodotto un Patto per la Conservazione del Gambero di Fiume, un documento di governance formale che contiene un’Agenda Locale e le mappe dei bacini idrici prioritari, promosso presso le istituzioni locali per la firma formale e l’istituzione di presidi permanenti di monitoraggio nelle province di Parma, Reggio Emilia e in Liguria.
Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano
Consorzio Bonifica Di Piacenza
Parchi del Ducato
Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie
Acquario di Genova
Parco dell'Antola
Università Cattolica del Sacro Cuore
Università degli studi di Pavia