16/02/2026
Oggi suona paradossale ma solo all’inizio del secolo scorso si scoprì che il sangue non era tutto uguale ma di ben 4 gruppi sanguigni. Da questa scoperta derivò una drastica riduzione dei decessi per trasfusione, che era comunque esercitata perché il sangue è davvero un elemento salvavita, e l’avvio di un florido mercato, a pagamento, del sangue. Tutto però cambiò negli anni ’20 grazie ad un giovane medico, Vittorio Formentano. Costui era una sorta di eroe ottocentesco, animato di valori risorgimentali quali un forte senso di giustizia e di impegno sociale. Allo scoppio della I guerra mondiale vi partecipa quale Ufficiale degli Alpini. Ferito, viene destinato all’addestramento di alpini sciatori ma nel 1917 (a 22 anni) decide di lasciare la carriera militare (nell’Esercito resterà comunque fino al 1921, degradato a sergente della Sanità) per riprendere gli studi di medicina, che completerà nello stesso ‘21 con la laurea in Ematologia. Una notte di novembre del 1926 viene chiamato al capezzale di una giovane partoriente, in pericolo di vita per una grave emorragia. Il giovane medico si prodiga tutta la notte, valuta i fratelli e i parenti della giovane ma nessuno ha un sangue compatibile e la ragazza muore. Colpito da questo fatto Vittorio Formentano nei giorni successivi pubblica su un quotidiano un appello che si fonda su 3 precisi punti: 1) creare un gruppo di persone disposte a donare per far fronte alla crescente necessità di sangue, contribuendo così a salvare vite; 2) composto da volontari, già controllati e pronti ad intervenire; 3) disposti a donare il proprio sangue gratuitamente. All’appello risposero 17 persone, il primo nucleo di quello che nel 1927 diventerà l’AVIS, Associazione Volontari Italiani del Sangue. Agli iniziali requisiti di Volontarietà, Periodicità e Gratuità nei decenni successivi e grazie alle nuove tecniche di conservazione del sangue si aggiunse quello dell’Anonimato. E, a distanza di 100 anni, è ancora questo meraviglioso modo di vivere la propria vita, condividendola con gli altri, che spinge, quasi ogni giorno, avisini di Gorle a recarsi ai vari punti di raccolta AVIS della zona per donare una parte di sé agli altri.