06/05/2026
Il 6 maggio 1976 un sisma devastante colpì duramente 77 comuni, causando quasi mille vittime e decine di migliaia di sfollati, rendendo necessario un intervento straordinario a livello nazionale.
Per fronteggiare la catastrofe venne dichiarato lo stato di calamità e organizzato un sistema centralizzato di coordinamento guidato dal Commissario straordinario, con il coinvolgimento di tutte le forze dello Stato e di aiuti internazionali.
I Vigili del Fuoco furono protagonisti assoluti del soccorso operarondo senza sosta tra le macerie per salvare vite umane, recuperare dispersi e dare assistenza immediata ai superstiti, spesso scavando anche a mani n**e. Con grande spirito di sacrificio, garantirono i primi aiuti vitali, misero in sicurezza le aree colpite, riaprirono le vie di accesso e sostennero concretamente la popolazione rimasta senza tetto. Il loro intervento, esteso e continuo, rappresentò non solo un’azione tecnica ma anche un esempio di straordinaria dedizione e solidarietà umana.
Le attività furono estremamente ampie e complesse: dalla ricerca e soccorso, al ripristino delle infrastrutture, alla distribuzione di aiuti, fino alla tutela del patrimonio e alla riorganizzazione dei servizi essenziali.
I Friulani hanno sentito ed apprezzato il valore umano e lo slancio dei Vigili, tanti che innumerevoli sono stati gli attestati di apprezzamento e gratitudine.
La frase apparsa sulla parete di un edificio diroccato di Gemona è stata la pratica testimonianza di tale umana corrispondenza fra i Vigili del Fuoco e le popolazioni friulane:
«I VIGILI DEL FUOCO
HANNO VISTO,
HANNO PIANTO,
UNO PER TUTTI»