04/10/2026
La notte del 3 ottobre 2013, a poche centinaia di metri dalla Spiaggia dei Conigli, a Lampedusa, nel disperato tentativo di fuggire dalla Libia e raggiungere l’Europa, morirono 368 persone.
Dal 2016, ogni 3 ottobre si celebra la Giornata nazionale della Memoria e dell’Accoglienza, istituita per promuovere la riflessione e favorire iniziative capaci di evitare che altre stragi si ripetano. Eppure, questa ricorrenza rende ogni anno più evidente quanto le politiche degli Stati e dell’Unione Europea siano andate, in questi anni, esattamente nella direzione opposta.
Il Governo italiano e quelli europei continuano a rendersi complici di tragedie come quella del 3 ottobre di 13 anni fa. Dal 2013, infatti, nel Mediterraneo si contano più di 35 mila morti in mare.
Dal 2017, anno della firma del Memorandum Italia-Libia, almeno 160 mila persone sono state respinte illegittimamente dalla cosiddetta Guardia costiera libica, in nome e per conto dell’Italia e dell’Europa. Dalla firma dell’Accordo Italia-Tunisia, nel luglio 2023, almeno 100 mila persone sono state respinte con l’ausilio della Guardia costiera tunisina.
Intercettazioni e respingimenti che, nella maggior parte dei casi, si sono trasformati in vere e proprie deportazioni o vendita di schiavi, con decine di migliaia di persone trattenute nei l***r finanziati dall’Italia e dall’UE.
Fermare la strage è possibile.
L’Unione Europea e i suoi Stati membri devono sospendere la cooperazione con la Libia e la Tunisia in materia di controllo delle frontiere e puntare alla creazione di un programma pubblico di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale, il mare più pericoloso al mondo.
L’Arci combatte da sempre gli approcci repressivi e gli accordi con regimi autoritari. Da novembre 2024, con il progetto Tutti gli Occhi sul Mediterraneo, realizza missioni di monitoraggio nel Mediterraneo e iniziative di solidarietà e sensibilizzazione in tutto il Paese, dimostrando come la società civile continui a organizzarsi per salvare vite umane in assenza di un sistema pubblico europeo di ricerca e soccorso.
Le vite umane valgono più dei confini.
Salvare vite umane è un obbligo, una scelta politica irrinunciabile.