09/06/2026
L’accessibilità secondo la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità
La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) è un importante accordo internazionale creato per proteggere e garantire i diritti e le libertà fondamentali di tutte le persone con disabilità.
La Convenzione è stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006 ed è entrata in vigore il 3 maggio 2008. L’Italia l’ha riconosciuta ufficialmente con la Legge n. 18 del 3 marzo 2009, impegnandosi ad adeguare le proprie norme per rispettare i principi stabiliti a livello internazionale.
La Convenzione non crea “nuovi diritti” riservati alle persone con disabilità, ma chiarisce che i diritti già riconosciuti a ogni essere umano devono poter essere realmente esercitati da tutti, senza discriminazioni e con pari opportunità.
Uno dei principi fondamentali della Convenzione è l’accessibilità. Spesso quando si parla di accessibilità si pensa solo all’eliminazione delle barriere architettoniche, come scale o ostacoli fisici, ma in realtà il concetto è molto più ampio.
L’accessibilità significa permettere alle persone con disabilità di partecipare pienamente alla vita quotidiana, eliminando tutti quegli ostacoli che possono impedire l’autonomia, l’inclusione e la partecipazione nella società.
L’articolo 9 della Convenzione ONU è dedicato proprio all’accessibilità e stabilisce che gli Stati devono adottare misure adeguate affinché le persone con disabilità possano accedere, in condizioni di uguaglianza con gli altri, agli ambienti fisici, ai trasporti, alle informazioni, alla comunicazione, alle tecnologie e a tutti i servizi aperti al pubblico.
Questo riguarda edifici, strade, scuole, abitazioni, strutture sanitarie, luoghi di lavoro, servizi digitali, internet, sistemi di comunicazione e servizi di emergenza.
Gli Stati devono inoltre garantire regole e controlli sull’accessibilità, promuovere la formazione delle persone coinvolte, favorire strumenti come il Braille, formati facilmente leggibili, interpreti della lingua dei segni, tecnologie accessibili e ogni forma di supporto utile per superare gli ostacoli.
L’accessibilità quindi non riguarda solo il mondo fisico, ma comprende anche la possibilità di ricevere informazioni comprensibili e utilizzare strumenti adatti alle proprie necessità.
Questo principio è stato ripreso anche in Italia dal Decreto Legislativo n. 222 del 2023, nato nell’ambito della riforma sulla disabilità prevista dalla Legge Delega n. 227 del 2021. Questo decreto punta a migliorare l’accessibilità nelle pubbliche amministrazioni e a garantire una maggiore inclusione delle persone con disabilità.
Per raggiungere una vera accessibilità è necessario eliminare ogni tipo di barriera.
La Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) definisce le barriere come elementi presenti nell’ambiente che possono limitare il funzionamento di una persona e creare una situazione di disabilità.
Le barriere possono essere visibili, come un edificio senza rampe o ascensori, ma possono essere anche invisibili. Per esempio, un’informazione scritta in modo troppo complesso può diventare una barriera per una persona con disabilità intellettiva o con un disturbo del neurosviluppo. Allo stesso modo, la mancanza di strumenti adeguati può creare difficoltà alle persone con disabilità sensoriali.
Questo punto è fondamentale perché oggi la disabilità viene vista come un concetto in evoluzione. Secondo la Convenzione ONU e il Decreto Legislativo n. 62 del 2024, la disabilità nasce dall’interazione tra la persona con una condizione fisica, mentale, intellettiva o sensoriale e le barriere presenti nell’ambiente.
Questo significa che non è solo la condizione della persona a creare difficoltà, ma anche il modo in cui la società è organizzata. Un ambiente pieno di ostacoli limita la partecipazione, mentre un ambiente accessibile permette maggiore autonomia e inclusione.
Il tema dell’accessibilità è presente in molti articoli della Convenzione ONU.
L’articolo 20 parla della mobilità personale e dell’importanza di garantire alle persone con disabilità la possibilità di muoversi nel modo più autonomo possibile.
L’articolo 21 riguarda invece la libertà di espressione, il diritto all’informazione e alla comunicazione. Le persone con disabilità devono poter ricevere, cercare e condividere informazioni utilizzando strumenti e modalità adatte alle proprie esigenze.
La Convenzione riconosce diverse forme di comunicazione accessibile, tra cui la lingua dei segni, il Braille, i testi semplificati, la stampa con caratteri grandi, la comunicazione aumentativa e alternativa, i supporti multimediali accessibili e le tecnologie digitali.
Le informazioni rivolte al pubblico devono essere disponibili in formati comprensibili e accessibili, senza costi aggiuntivi per le persone con disabilità. Anche enti privati, servizi online e mezzi di comunicazione devono impegnarsi per rendere i propri contenuti utilizzabili da tutti.
Un altro aspetto fondamentale è il diritto al lavoro, previsto dall’articolo 27 della Convenzione ONU. Le persone con disabilità hanno diritto a lavorare in condizioni di uguaglianza, scegliendo liberamente la propria occupazione e trovando ambienti lavorativi aperti, inclusivi e accessibili.
Anche in questo settore il Decreto Legislativo n. 222 del 2023 introduce strumenti per migliorare l’inclusione nelle pubbliche amministrazioni, favorendo l’inserimento lavorativo e una migliore organizzazione degli ambienti di lavoro.
Infine, l’articolo 29 tutela la partecipazione alla vita politica e pubblica. Le persone con disabilità devono poter votare, candidarsi ed esercitare i propri diritti politici come tutti gli altri cittadini.
Per questo motivo procedure, strutture e materiali elettorali devono essere accessibili, semplici da comprendere e utilizzare. Quando necessario, deve essere garantita anche la possibilità di ricevere assistenza da una persona scelta liberamente.
L’accessibilità quindi non è un favore o un aiuto speciale, ma è un diritto fondamentale. Significa costruire una società dove ogni persona possa partecipare, comunicare, lavorare, studiare, muoversi e vivere con pari dignità e pari opportunità.
📄 Nel gruppo sarà disponibile anche il PDF completo con tutti gli articoli e i riferimenti della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, per chi desidera approfondire le norme e leggere il testo integrale
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