15/08/2026
E fu sera e fu mattinaโ-> 5ยบ giorno di sagra.
Nessuna poesia questa mattinaโฆ lโassalto di ieri sera ci ha lasciati senza parole.
Come i Proci che occuparonono Itaca, cosรฌ i sagristi occuparono ogni centimetro quadrato di suolo calpestabile. Si ammassarono ovunque carichi di vassoi, di bicchieri, di pietanze che avrebbero sfamato un esercito. Venivano attratti dagli stand come il canto delle Sirene, e ne furono affascinati ordinando di tutto: pizze fritte, primi piatti, patatine, bruschette arrosti. Nessuno fu immune al loro richiamo! E come un fiume in piena attraversammo lo stresso, incappando in Scilla e Cariddi, ma noi conducemmo i nostri stand maestosamente fuori dalla morsa! Nessun ferito, nessuna perdita, solo pentoloni vuoti e braci consumate. Fu un assalto inaspettato in una bollente sera dโestate, eppure noi sapemmo combattere come non mai! Sullโonda del โsopporta o cuore: hai sopportato mali peggioriโ, anche ieri sera riuscimmo a traghettare la nostra nave fuori dalla tempesta, e approdammo, finalmente, sulla nostra amata Itaca ( o Gioia che dir si voglia). Ma mentre Ulisse riabbracciรฒ la sua Penelope, noi abbiamo ancora due giorni di combattimento e, ne son sicura, ne usciremo ancora piรน vittoriosi, nonostante le richiesta del soffritto con la pasta, nonostante vogliano la pizza fritta non fritta, nonostante ancora non abbiamo capito la differenza tra abbuono e trippa! Ne usciremo trionfanti, ma con tanta, tanta pazienza in meno!
A stasera miei prodi sagristi!