20/03/2026
𝗔𝗣𝗣𝗨𝗡𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗔 𝗧𝗥𝗔 𝗣𝗢𝗖𝗢!
𝗙𝗜𝗖𝗢! 𝗔𝗣𝗦 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗡𝗢
Le associazioni come FICO! APS non nascono e non si strutturano per caso: la prima pietra è sempre, ma proprio sempre rappresentata dall’intento comune a più persone che, in primis, decidono di unirsi per pensare. A qualcosa, a qualcuno, al mondo che li circonda, al futuro prossimo o anteriore che sia. Occuparsi di ciò che è oltre la propria sfera personale, mettere insieme risorse mentali e materiali, contribuire ai necessari adattamenti e cambiamenti che coinvolgono la società di anno in anno, di epoca in epoca. Osservare, analizzare, riflettere, concludere: un processo naturale che può portare, in casi specifici, ad assumere una posizione. E oggi è questo, che accade. FICO! APS, assieme a tante entità del contesto istituzionale e politico del campo progressista, oltre che persone giuridiche e fisiche appartenenti alla società civile, al Terzo Settore, all’ARCI a cui è affiliata, a quel comparto di cittadinanza attiva che si preoccupa di pensare prima di agire, compone il comitato promotore per il NO, per Ginosa e Marina di Ginosa, per l’imminente Referendum del 22 e 23 marzo.
Un NO convinto sin dal principio che, a dire la verità, è stato complicato da gestire non foss’altro per la confusione a livello nazionale dal punto di vista comunicativo: a partire dalle istituzioni, fino alla componente politica che sostiene il Sì, per proseguire con determinato giornalismo nazionale. Se le dichiarazioni improvvide di alcuni protagonisti e la repentina politicizzazione hanno fatto da catalizzatore, certamente il sigillo è stato posto da quelle redazioni che, certamente per poca qualità e tanta leggerezza, hanno parlato di “campagna elettorale” anziché di “campagna referendaria”, seguendo magari a ruota qualche suggerimento improvvido a sua volta.
Un NO che non serve che entri nel merito tecnico della questione, perché ci sono dietrologie di facile lettura che hanno fatto accendere più spie nel pannello di controllo di chi desidera realmente di vivere in un Paese democratico. A partire dall’appioppare addosso ai cittadini la responsabilità di un cambiamento epocale, di una decisione su una materia che va oltre lo scibile della quasi totalità di essi, di mettere “una semplice croce” quando la posto in gioco è in realtà altissima. Per proseguire con l’eccessiva semplificazione di concetti in stile elettorale (appunto), assolutamente non pertinenti alla questione e totalmente fuorvianti e incuranti della campagna di odio reciproco scatenatasi sui social (che, teniamo sempre a ricordare, non sono un giochino ma una rappresentazione digitale di noi tutti, per cui anche lì sono validi Codice Civile e Penale). Un odio sconsiderato, che va persino oltre il tifo da stadio che ormai caratterizza anche il dibattito (diciamo) politico. Un effetto collaterale, nella migliore delle ipotesi, semplicemente non calcolato; nella peggiore, lasciamo perdere.
Un costrutto ideologico irricevibile, che non può assolutamente sostenere una qualunque rivisitazione della nostra Costituzione, che non sarà perfetta e non sarà troppo al passo coi tempi, ma che secerne saggezza e lungimiranza da quando è stata introdotta a carta fondamentale della nostra società, di quel popolo italiano sempre unito dalle divisioni, intero per metà, abusato nella pazienza e ingolosito dalle contraddizioni. Un popolo che è fatto di cittadini e anche di associazioni, di pensatori liberi o di interi movimenti, di chi non si cura della cosa pubblica e di chi la mette davanti a tutto. Nel caso di FICO! APS, un gruppo di volontari, donne e uomini, giovani e adulti, che ne condividono le finalità statutarie, i valori rappresentati e la mission che si basa sulla volontà di progresso e, tra le altre cose, sulla conservazione dello Stato di Diritto e la difesa dei principi costituzionali, almeno quelli legati agli aspetti primari e fondamentali che influiscono sulla natura dello Stato stesso e quindi, per forza di cose, sul suo funzionamento e sulle garanzie per i cittadini tutti. Il senso civico nella sua accezione più elevata, che dimostra che una posizione la si può assumere per davvero, restando “laici” (termine attualmente molto in voga) e fuori da determinati giochi e dietrologie. In un tempo in cui il valore della delega è ai minimi termini, in primis per volontà di chi si prodiga per riceverla, non è cosa da poco.
Votiamo NO dando ragione a quei cittadini che ritengono che la Costituzione vada messa in discussione e ritoccata da bocche e mani degne, votiamo NO dando ragione a chi ha puntualmente mostrato le ragioni tecniche per cui temere l’indebolimento di uno dei tre Poteri dello Stato, votiamo NO dando ragione a chi non vuole che la politica abbia un ruolo così diretto se non definitivo nel destino della magistratura, che avrà i suoi difetti (diciamo così) ma che non può essere vista come una statua da abbattere. Da chi delegittima (eufemismo) gli antifascisti, poi. No, non ci siamo. Per cui: 𝗡𝗢. 😉