Correva l’anno 2009, quando un gruppo di volontari “nostalgici” desiderosi di ricreare intorno all’Oratorio Parrocchiale un luogo di aggregazione ponte tra la strada e la Chiesa per favorire una sana qualità della vita e di educare alla Fede, decisero di ricostruire il campo sportivo che negli anni ’70 e ’80 rappresentava uno dei punti sportivi nevralgici e di riferimento della comunità Marinese;
tanti ragazzi sono cresciuti in quel campo utilizzato sia per il basket che per il calcetto. Il progetto era ambizioso ma, grazie al consenso ed al sostegno del nuovo Parroco don Renzo, il gruppo di volontari decise di perseguire l’obbiettivo e, sotto la guida di alcuni più esperti ed operanti nel settore edilizio, l’idea si concretizzò. Furono giorni di fatica e sudore ma anche di divertimento durante i quali, chi più e chi meno in funzione della disponibilità, si improvvisò muratore, idraulico, piastrellista, pittore…; una bellissima esperienza che tutti ricordano con piacere. L’opera fu realizzata attraverso e soprattutto l’aiuto di tante imprese del territorio che accettarono la sfida e contribuirono senza veti a fornire i materiali necessari; una vera e propria gara di solidarietà atta a realizzare ciò che alcuni ritenevano inutile ma che la maggior parte della comunità sosteneva con forza. Create le strutture e il campo, ci fu un’esplosione di consensi non solo tra i ragazzi ma anche adulti, non necessariamente genitori, che guardavano con sano ottimismo il crescere della partecipazione generale, magari ricordando le loro stesse gesta di qualche anno prima. L’Oratorio divenne così un centro di aggregazione per tutte le età, per chiunque volesse partecipare e per tutti i volontari che negli anni hanno dato una mano e contribuito a crescere al fianco dei ragazzi stessi; non si può non ricordare in silenzio chi non è più tra noi. I primi tornei, i campionati scaturiti dall’affiliazione all’ANSPI, i vari sport portati avanti con difficoltà ma sempre con lodevole passione; non solo calcio ma basket, volley, calciobalilla e altri…
Una bella storia, che prosegue con don Giuseppe, trainante del movimento, efficace nelle risposte, propositivo negli intenti; una storia in continua espansione che chiede a tutti una mano per scrivere le pagine future affinché, anche solo un’ora tolta alla strada, possa far partecipare e divertire i ragazzi e ragazze ad unirsi a noi tutti lì nel campo, anche solo per uno scambio di idee, anche solo per un sorriso.