30/05/2026
🏛️ Un reperto romano di duemila anni entra nel Castello di Gesualdo
Dopo secoli di silenzio in un campo dell’agro gesualdino, il leone funerario romano rinvenuto in contrada Muliniello ha finalmente trovato la sua casa: è stato trasferito nel Castello di Gesualdo, dove ci auguriamo sarà custodito e valorizzato in un’area appositamente dedicata alla conservazione dei reperti del nostro territorio.
Un risultato importante, che restituisce alla comunità un pezzo straordinario della sua storia più antica.
🦁 Chi era questo leone e quando visse?
La scultura, scolpita in pietra calcarea locale, risale alla tarda età repubblicana o alla prima età imperiale — pressappoco tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. Appartiene a una classe di leoni funerari romani diffusi in tutta Italia, prodotti da botteghe artigiane locali per ornare le tombe monumentali di famiglie abbienti. Lo studio di Luigi Todisco (I leoni funerari romani di Benevento e dell’Irpinia, 2018) lo ha catalogato come esemplare del tutto inedito, uno dei ventiquattro censiti nell’intera area beneventano-irpina.
📍 Il territorio di Gesualdo in epoca romana
Il leone non è un reperto isolato. Il territorio gesualdino era, duemila anni fa, costellato di ville rustiche e necropoli: i rinvenimenti documentati nelle contrade San Barbato, Paolino, Volpito e via Pastene testimoniano una presenza romana diffusa e strutturata. Gesualdo ricadeva nell’orbita di Aeclanum — l’odierna Mirabella Eclano — nodo fondamentale sulla via Appia e capitale naturale dell’Irpinia sannito-romana. Il nostro agro era parte di quel sistema di fundi e piccoli insediamenti che, in età augustea, raggiunsero il loro massimo sviluppo.
Il proprietario della tomba era probabilmente un notabile locale romanizzato — un proprietario terriero o un liberto arricchito — che volle segnare la sua sepoltura con il simbolo di forza e prestigio per eccellenza del mondo romano.
Adesso l’auspicio è che anche gli altri due importanti reperti di epoca romana presenti nel territorio di GESUALDO, ovvero due cippi funerari collocati per secoli nei pressi della cava di onice, possano andare ad arricchire un possibile museo civico da creare a GESUALDO.