Le Cornate di Gerfalco

Le Cornate di Gerfalco Opera per il rilancio delle Colline Metallifere dell’Alta Maremma e per la valorizzazione del turismo e dei prodotti di nicchia della zona

15/02/2023

Per lo sviluppo della Riserva Naturale delle Cornate e Fosini è stata sottoscritta una convenzione tra Regione Toscana, Comune di Montieri e Parco Nazional...

La festa dell’AscensioneQuaranta giorni dopo la Pasqua si celebrava la festa dell’Ascensione ed in quel giorno tutte le ...
29/05/2022

La festa dell’Ascensione

Quaranta giorni dopo la Pasqua si celebrava la festa dell’Ascensione ed in quel giorno tutte le attività agricole, che stavano procedendo a ritmo serrato, venivano accantonate.
Era festa solenne, nessuno lavorava, addirittura si diceva che tutti, compresi gli animali rispettavano il precetto festivo, tanto che gli uccelli non portavano neanche cibo al nido (Pe’ l’Ascensione manco l’uccelli portano l’imbeccata a’ figli!).
Si diceva anche che, se per caso si fosse fatto il formaggio, questo si sarebbe bacato, ed allora era uso che i pastori, o almeno la maggior parte di essi, regalassero tutto il latte munto.
La sera precedente la festa ma anche al mattino molto presto, ragazzi e ragazze, con in mano una tazza, facevano il giro delle case dei pastori, ringraziando con frasi di buon augurio quelli che donavano il latte (sant’Antonio te le protegga!) e augurando agli altri le peggiori cose per il latte negato (vi si bacasse tutto! Vi pigliasse il pedicello!)
La mattina dopo, festa dell’Ascensione, in alcune case gli uomini bevevano un uovo crudo, ritenendolo di buon auspicio e si consumava il latte crudo, o bollito come un voto, una benedizione. In altre case, utilizzando uova, zucchero ed il latte avuto in dono la sera prima, si preparava, una crema che, aromatizzata con le giovani foglie di pesco, aveva un gusto tutto suo.
I pastori, la sera della vigilia erano anche soliti regalare, avviluppata tra le verdi e smerlettate foglie di felce, il raveggiolo o la bianchissima giuncata, costituita da latte cagliato sistemato in un cestello di giunchi intrecciati a mano (da qui il nome giuncata) dal quale si la
scia sgocciolare il siero.
Quando poi le campane suonavano a festa si era soliti farsi sull’uscio di casa e gridare ai vicini: “Che è domani?”, ottenendo in risposta: “L’Ascensione, che Dio ci dia una buona granagione!”. La voce girava di casa in casa creando una rete sempre più estesa perché era credenza che dove arrivava la voce non sarebbe caduta la grandine che, specie in quel periodo, avrebbe causato danni ingentissimi ai coltivi. In alcuni paesi della zona, inoltre, si “metteva la chioccia” affidandole le uova da covare, ed il primo gallo che sarebbe nato per il Corpus Domini era lasciato in vita per un anno intero perché, fin dove arrivava il suo chicchirichì, non sarebbe passata la grandine.
L’Ascensione è stata quindi da sempre un grande evento per lavcomunità , Gerfalchina , una festa da santificare nel migliore dei modi, tanto che si sosteneva che “il lavoro dell’Ascensione va tutto in perdizione”. Esiste anche un detto legato al tempo: “se piove pe’ l’Ascensione ogni topo ne fa ‘n milione”.
Nei miei ricordi mi rivedo con Delia, con Luana e mi sembra anche con Severa andare al Castelluccio dall’amica Marialuisa Persiani e rivivo oggi con grande emozione ricevere L’accoglienza festosa e gioiosa di Marialuisa E della sua cara Mamma Malia che ricordo con tenerezza e grande affetto.

27/04/2022

Il fantasma del castello di Fosini
Come ogni antico castello che si rispetti, anche quello di Fosini ha il suo leggendario fantasma. Si narra infatti che Ilario Brandani, noto come negromante, conoscitore di antiche formule per evocare i morti, abbia vissuto al castello intorno al 1400, proprio negli anni in cui un'epidemia di "morbo oscuro" colpi' gran parte dell'Italia Centrale. Pare che fosse stato l'unico a riuscire a scampare al malanno e si dice che avesse ostinatamente continuato a sopravvivere da solo al castello in preda alla pazzia, in mezzo a decine di cadaveri. Si racconta che, dopo la morte, il suo fantasma, rimasto imprigionato tra le mura del maniero, abbia a lungo vagato in quei luoghi inquietanti e che ancora oggi continui ad aleggiare condannato all'eterna ricerca dei suoi compagni

Indirizzo

Via Barlettai Arduino, 14
Gerfalco
58026

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