26/07/2026
Una descrizione dell'Infiorata del 1830, dai ricordi di Henry Crabb Robinson (1775-1867, scrittore e studioso inglese, rinomato diarista e famoso soprattutto per la sua corrispondenza con importanti figure letterarie del Romanticismo, tra cui Samuel Taylor Coleridge, Charles Lamb, William Blake e William Wordsworth), pubblicati dall'editore Macmillan nel 1860
Il 17 e il 18 di giugno [1830] ho fatto un'escursione di grande interesse con un giovane artista tedesco, siamo andati a Genzano a vedere la Festa dei Fiori. È una delle feste più primitive, semplici e idilliache che abbia mai visto in Italia. Genzano, come vedrete nel mio resoconto del mio viaggio a Napoli, è una delle città di montagna che si trovano dopo Albano, e sotto Monte Cavo. Si tratta di un'antica città latina. La sua posizione è romantica. Sono andato il primo giorno ad Aricia, che è pure un delizioso paese di montagna, dove ho soggiornato insieme a persone eccellenti, dal cuore semplice. Abbiamo trascorso il giorno successivo passeggiando in una romantica campagna, e alla sera siamo andati alla festa. Due lunghe strade erano lastricate di fiori. L'intero terreno era ai lati decorato con rami di bosso, mentre il centro era stato addobbato con il più ricco tappeto di petali di fiori che si possa immaginare. Le figure floreali avevano forma di templi, altari, croci, e altri simboli sacri. Nello stesso modo erano formati anche gli stemmi austriaci, francesi e papali, "come gesso su pavimenti di ricchi" [cit. da un sonetto di Wordsworth]. I petali di papavero, ad esempio, producevano un rosso brillante, che formava il bordo di tutti gli intrecci floreali o quadri; e vari fiori di intense tinte gialle, azzurre, ecc... erano stati utilizzati per realizzare gli appropriati colori araldici. La processione, ovviamente, non era confrontabile con quella effettuata da Papa e cardinali durante il Corpus Domini, ma era comunque piacevole. Bambini sfarzosamente vestiti, con le ali d'oro come gli angeli, portavano le insegne della Passione; preti e monaci in abbondanza; stendardi, croci; e, sostenuto da un vescovo abbigliato in p***a magna, l'Ostensorio, davanti a cui si inginocchiavano tutti, eccetto pochi stranieri.