19/08/2026
🌳Monitoraggio della flora dei laghi dei Castelli Romani: la sofferenza idrica è visibile anche nello spettro
💦 La crisi idrica dei laghi dei Castelli Romani non riguarda soltanto il livello dell'acqua. Quando la disponibilità idrica del suolo e della falda diminuisce, a soffrire sono anche gli ecosistemi che dipendono direttamente da questa risorsa.
🌿 Durante il monitoraggio della vegetazione ripariale stiamo osservando segnali sempre più evidenti di stress idrico negli alberi e negli arbusti delle rive. Tra i fenomeni più facilmente osservabili c'è la perdita precoce delle foglie nei salici, una risposta che può essere associata a condizioni di forte deficit idrico e alla conseguente riduzione dell'attività fisiologica della pianta.
Ma oggi possiamo andare oltre ciò che osserviamo semplicemente con gli occhi.
Attraverso lo spettrometro stiamo analizzando la firma spettrale della vegetazione. La luce riflessa dalle foglie contiene infatti informazioni sulla loro struttura, sulla quantità di pigmenti fotosintetici e sul contenuto d'acqua.
Nella regione del visibile, la clorofilla presenta forti bande di assorbimento, in particolare intorno ai 680 nm. Quando la pianta entra in condizioni di stress, possono diminuire la concentrazione dei pigmenti e l'efficienza fotosintetica, modificando la forma e la profondità dell'assorbimento. Anche il red edge, la rapida transizione tra rosso e vicino infrarosso intorno a 700–750 nm, è un importante indicatore dello stato fisiologico della vegetazione.
Ancora più interessante è la risposta nel vicino infrarosso (NIR) e, quando disponibile nello strumento, nel SWIR. Il segnale in queste regioni è influenzato dalla struttura interna delle foglie e soprattutto dall'acqua contenuta nei tessuti; le bande intorno a 1.400 e 1.900 nm sono particolarmente sensibili al contenuto idrico.
Questo tipo di analisi permette quindi di trasformare quello che vediamo sul campo — foglie che ingialliscono, perdita della chioma, riduzione della vitalità — in parametri quantitativi misurabili, confrontabili nel tempo e tra diverse specie e aree delle rive.
Non stiamo semplicemente osservando alberi in sofferenza.
Stiamo cercando di misurare la risposta fisiologica della vegetazione alla crisi idrica del territorio.
E il segnale più preoccupante è che la sofferenza della vegetazione ripariale può diventare un ulteriore indicatore dello squilibrio del sistema idrologico dei nostri laghi.
La ricerca sul telerilevamento prossimale ha già dimostrato l'efficacia dell'analisi spettrale anche sul salice bianco (Salix alba), mostrando come le variazioni nella risposta spettrale possano essere utilizzate per individuare condizioni di stress della pianta.
**Monitorare il lago significa quindi monitorare anche ciò che vive intorno al lago.
Perché quando l'acqua viene meno, la prima risposta dell'ecosistema può essere scritta anche nella luce riflessa dalle sue foglie.**