24/07/2026
📢 Quanto sta accadendo sulla TARI è inaccettabile sia nel merito sia nel metodo. La Giunta comunale ha varato un aumento medio del 5,7%, ha presentato pubblicamente come raggiunto un accordo con CGIL, CISL e UIL che non è mai stato sottoscritto e ha convocato le organizzazioni sindacali soltanto dopo aver assunto e comunicato le proprie decisioni. La UIL non è disponibile a essere utilizzata come elemento di legittimazione di scelte già compiute
🔷Lo dichiara Giovanni Bizzarro segretario confederale UIL Liguria con delega alla fiscalità locale, dopo l’approvazione in Giunta delle nuove tariffe TARI e la ricezione, il 22 luglio, della bozza di protocollo d’intesa predisposta dal Comune di Genova.
Il confronto con l’Amministrazione comunale si è articolato, fino a oggi, in due soli incontri: il primo il 29 giugno, durante il quale è stata consegnata la documentazione relativa al Bonus sociale rifiuti ARERA e al contributo comunale; il secondo il 10 luglio, quando CGIL, CISL e UIL hanno avanzato precise proposte per evitare disuguaglianze tra i cittadini.
«Avevamo evidenziato che il Bonus ARERA, pari al 25% della TARI dovuta, può essere più favorevole del contributo comunale in alcuni casi e meno favorevole in altri. Per questo avevamo proposto una quota differenziale comunale che consentisse almeno di raggiungere i precedenti importi di 100 euro per i pensionati e 150 euro per le famiglie. Avevamo inoltre chiesto di valutare un contributo comunale pari al 25% della TARI, così da uniformare i due sistemi. Dopo che il Comune ci ha rappresentato l’impossibilità tecnica di applicare una percentuale, abbiamo proposto la piena cumulabilità delle due misure, proprio per impedire che alcuni nuclei ricevessero meno rispetto al passato».
La bozza trasmessa il 22 luglio, però, non recepisce adeguatamente queste richieste. Il rapporto tra Bonus ARERA e contributo comunale viene richiamato soltanto nelle premesse, senza essere disciplinato nella parte operativa; non è prevista alcuna quota differenziale; la soglia ISEE rimane ferma a 20 mila euro, nonostante la richiesta sindacale di innalzarla almeno a 25 mila; lo stanziamento di 1,2 milioni viene definito soltanto come importo massimo indicativo e subordinato alle risorse disponibili. Soprattutto, il contributo per le famiglie con figli viene ridotto dai precedenti 150 euro a 100 euro, equiparandolo a quello dei pensionati.
🚨 «Non siamo quindi di fronte a un accordo ampliato, come dichiarato dall’Amministrazione, ma a una bozza che, allo stato attuale, restringe e indebolisce la misura. Non aumenta la soglia ISEE, non amplia realmente la platea, non garantisce integralmente le risorse e riduce di 50 euro il contributo destinato alle famiglie. È un evidente passo indietro rispetto all’impianto precedente e rispetto alle proposte presentate dalle organizzazioni sindacali». Nel 2025 il contributo era infatti pari a 100 euro per i pensionati e 150 euro per le famiglie.
A rendere ancora più grave la situazione è stata la comunicazione diffusa il 22 luglio, nella quale il Comune ha parlato di un lavoro proseguito «in questi mesi» con CGIL, CISL e UIL, della proroga e dell’ampliamento dell’accordo e di un abbattimento della TARI superiore al 50% grazie alla cumulabilità dei due bonus. Ma il protocollo non è stato firmato: la sua eventuale sottoscrizione sarebbe prevista per il 28 luglio e le organizzazioni sindacali hanno ricevuto la prima bozza soltanto il 22 luglio.
📢 «Non è accettabile vendere pubblicamente come acquisito il risultato di una trattativa ancora aperta, attribuendo alle organizzazioni sindacali la condivisione di contenuti che non abbiamo approvato. Due incontri non possono essere raccontati come un confronto sviluppato per mesi e una bozza non sottoscritta non può essere presentata ai cittadini come un accordo già raggiunto».
Anche l’affermazione secondo cui la cumulabilità garantirebbe un abbattimento superiore al 50% non è corretta come risultato generalizzato. Lo dimostrano gli stessi esempi forniti dal Comune: per un nucleo numeroso con una base TARI di 724,18 euro, il Bonus ARERA ammonterebbe a 181 euro. Sommando il precedente contributo comunale di 150 euro, la riduzione complessiva sarebbe di circa il 45,7%, non superiore al 50%. Con il contributo ridotto a 100 euro previsto dalla nuova bozza, l’abbattimento scenderebbe addirittura a circa il 38,8%.
🚨 Nel frattempo, la Giunta ha varato l’aumento medio della TARI del 5,7%, destinato a incidere maggiormente sulle utenze domestiche. Secondo le simulazioni comunali riportate dalla stampa, una famiglia di due persone in un’abitazione di 80 metri quadrati pagherebbe 18,43 euro in più, mentre una famiglia di quattro persone in 100 metri quadrati avrebbe un aggravio di 28,19 euro. La proposta dovrà ora passare all’esame del Consiglio comunale.
«Prima abbiamo appreso dai giornali l’ipotesi dell’aumento, poi abbiamo ricevuto una bozza peggiorativa e, infine, abbiamo visto l’Amministrazione annunciare pubblicamente un accordo non ancora firmato. Solo dopo tutto questo siamo stati convocati dal vicesindaco Terrile per il 23 luglio alle ore 15. Questa non è concertazione: è il tentativo di chiedere alle organizzazioni sindacali di ratificare decisioni già prese».
🤝 Per queste ragioni, UIL Liguria non parteciperà all’incontro convocato per il 23 luglio e non darà la propria disponibilità a sottoscrivere il protocollo nella formulazione attuale.
«Non si tratta di sottrarsi al confronto, ma di restituire dignità al confronto stesso. La UIL non farà da comparsa e non apporrà il proprio timbro su una decisione già assunta. Un protocollo destinato ad alleggerire la fiscalità locale non può essere utilizzato per rendere più accettabile un contestuale aumento della TARI, perché il beneficio rischierebbe di essere assorbito dal rincaro, trasformandosi in un sostegno soltanto nominale».
La UIL resta disponibile a riaprire una discussione seria a condizione che il Comune confermi integralmente lo stanziamento di 1,2 milioni di euro, ripristini almeno i 150 euro per le famiglie, innalzi la soglia ISEE ad almeno 25 mila euro, disciplini espressamente la cumulabilità con il Bonus ARERA, introduca una clausola differenziale che impedisca a qualsiasi beneficiario di ricevere meno rispetto al precedente sistema e rafforzi le misure alla luce dell’aumento tariffario deliberato.
«Quando l’Amministrazione sarà pronta ad ascoltare realmente le nostre istanze e a costruire misure concrete, condivise e vantaggiose per pensionati, lavoratori e famiglie, troverà la UIL disponibile al confronto. Fino ad allora non presteremo il fianco a operazioni propagandistiche: le relazioni sindacali richiedono trasparenza, rispetto e risultati concreti, non annunci fatti prima degli accordi».