09/08/2025
C’è che stanotte mi pesa l’anima …
Sono da sola a casa, sul poggiolo col portatile e, dall’alto del sesto piano guardo Cornigliano che, col passare dei minuti va spegnendosi, accoccolandosi nella notte, calda esattamente come la temperatura di questo 9 agosto che volge al termine.
Difficile riuscire a distogliere il pensiero dal fatto che persone autorizzate dallo Stato a decidere per tutti hanno stabilito o stanno per stabilire per questo povero quartiere e per chi vi risiede, senza considerare che un nuovo impianto altamente inquinante a Cornigliano sarebbe deleterio per la salute di tutto il ponente genovese e causa di grave svalutazione degli immobili, ma giustamente, che ti importa di vendere a un terzo del suo valore il tuo appartamento se sopravvivi con la spada di Damocle del cancro che ti dondola sulla testa?
Cinquant’anni di dolore, spesi fra le esalazioni mortali del forno a caldo non sono bastati, non sono bastate le migliaia di persone che si sono ammalate gravemente e sono morte e quelle che si scoprono ammalate ancora oggi a distanza di ventennio dallo spegnimento definivo del forno a caldo; la sofferenza e la vita degli abitanti del ponente genovese e non solo, non importa, per loro contano solo dei miseri posti di lavoro (pochi) e i residenti, invece, considerati carne da macello, sacrificabili forse per salvare dall’agonia un sindacato che col tempo si e’ autodistrutto?
Dovrebbe tornare di moda la coscienza …
Nessuno pensa ai bambini, nessuno si preoccupa della loro salute; eppure, quando li senti parlare sembra l’esatto contrario e probabilmente non hanno ben compreso che la gente, ha imparato a combattere usando il senno, senza perdere le staffe, senza cedere alle provocazioni e stavolta non si arrendera’ all’ennesima servitu’ nociva alla salute, imposta.
Un concetto deve essere chiarissimo: la salute degli abitanti, soprattutto dei bambini di Cornigliano e del ponente genovese e’ importante e non e’ sacrificabile per niente e nessun motivo, lavoro compreso; piuttosto, pensate a bonificare l’ex centrale elettrica ILVA che contiene tonnellate di amianto praticamente a cielo aperto e che e’ da anni un grave pericolo per la salute pubblica!
Cornigliano, dopo tutto quello che ha subito, merita di rinascere proiettandosi nel lavoro in maniera sana e dignitosa, merita, dopo tante sofferenze, una riscossa green, il ponente genovese non e’ la vostra discarica!
Lo dobbiamo alle nuove generazioni e lo dobbiamo alla memoria di chi ci ha lasciato prematuramente a causa dell’inquinamento industriale.
Paola Ardito Marenco