05/08/2026
Da quando ho memoria, ho sempre amato le galline.
Ero piccolissima quando le ho conosciute. Mia nonna ne aveva alcune in un pollaio verde, in fondo al giardino, vicino a delle piante con piccoli frutti neri che non ho mai più rivisto da nessun'altra parte. Ogni volta che arrivavo da lei non la salutavo nemmeno: correvo direttamente dalle galline.
Le prendevo in braccio, le stringevo a me, le baciavo sul becco. Per me erano affetto, serenità, casa. Loro mi riconoscevano, io riconoscevo ognuna di loro. Ci capivamo senza bisogno di parole.
Gli adulti mi sgridavano. Mi dicevano che le galline portavano malattie e io prendevo anche degli schiaffi perché continuavo ad abbracciare e a baciarle sul becco. Eppure, le malattie non le ho mai prese da loro. Quelle più profonde, purtroppo, le ho conosciute attraverso gli esseri umani.
In una famiglia complicata e disfunzionale , loro erano il mio rifugio.
Poi un giorno tornai da mia nonna e il pollaio era vuoto. Le mie galline non c'erano più. Ero disperata. Forse non riuscivo ancora a dare un nome a quello che era successo, ma dentro di me lo avevo capito. A pranzo c'era il pollo bollito e ricordo che mia madre si rifiutò di mangiarlo. Quel giorno qualcosa dentro di me cambiò per sempre.
Da quella ferita è nata la mia coscienza animalista. Ho compreso che ogni individuo è una vita, non un prodotto. Un essere senziente che merita rispetto, non sfruttamento, violenza o morte.
Le galline sono animali straordinari. Sanno contare, riconoscono i volti delle persone, hanno una memoria eccellente, comunicano tra loro con richiami complessi e possiedono una ricchissima vita emotiva. Io non conoscevo ancora tutti questi studi scientifici, ma da bambina lo sentivo già: erano intelligenti, sensibili, presenti.
Quel dolore non se ne andrà mai del tutto. Ma grazie a quella br**ta esperienza ho imparato a guardare gli animali come individui e non come cibo.
Ogni volta che incontro una gallina, rivedo quella bambina che correva verso il pollaio con il cuore pieno d'amore.
Per questo vi chiedo una cosa semplice: guardatele davvero. Conoscetele. E poi chiedetevi se un essere così meraviglioso meriti di finire nel nostro piatto.
Le galline non sono cibo. Sono qualcuno.