GNRAC - Gruppo Nazionale per la Ricerca sull'Ambiente Costiero

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GNRAC - Gruppo Nazionale per la Ricerca sull'Ambiente Costiero GNRAC - Gruppo Nazionale per la Ricerca sull'Ambiente Costiero

I promotori dei progetti nazionali di ricerca sulle coste, patrocinati dal Ministero dell’Università e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, hanno costituito, nell’ottobre del 2005, il Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero (GNRAC), la cui prima finalità è quella di promuovere e diffondere gli studi sullo stato dei litorali, sulla loro conservazione e sulla loro gestione. È oppor

tuno, infatti, che al lavoro costantemente svolto sulla fascia costiera sia garantita la continuità, e che i risultati raggiunti trovino la massima diffusione fra tutti i soggetti che, per compito istituzionale o per scelta culturale, si dedicano alla tutela di questo ambiente. I soci fondatori e ordinari del GNRAC sono rappresentativi di studiosi e professionisti che operano nel campo della geologia, ingegneria, geografia, architettura ed ecologia, in quanto molteplici sono le discipline coinvolte nella gestione e protezione della fascia costiera. Ciò costituisce una risposta alla complessità del sistema costiero, sul quale, inoltre, si accentrano interessi spesso conflittuali, come avviene in tutti i paesi industrializzati. Infatti, l’interfaccia terra-mare è caratterizzata da paesaggi di eccezionale valore naturalistico, ma ospita anche una consistente parte delle risorse economiche nazionali, con importanti centri urbani, industriali, infrastrutture viarie ed attività turistiche. L’Associazione si pone come interprete delle problematiche dei litorali con un ampio spettro di potenzialità disciplinari e di esperienze maturate in attività più che trentennali dei suoi aderenti. La rivista Studi costieri, nata nel 1999 per favorire la diffusione dei risultati delle ricerche sulla dinamica e difesa dei litorali e sulla gestione integrata della fascia costiera, si è costituita quale forum nel quale i diversi ricercatori afferenti al GNRAC, ma anche i non soci, possono incontrarsi attraverso la pubblicazione di articoli specialistici.

09/02/2026

𝗖𝗶𝗰𝗹𝗼𝗻𝗲 𝗛𝗮𝗿𝗿𝘆: 𝗹𝗮 𝗱𝗲𝘃𝗮𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗦𝘂𝗱 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗿𝗶𝗻𝘃𝗶𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲

𝗡𝗲𝗴𝗹𝗶 𝘂𝗹𝘁𝗶𝗺𝗶 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗶𝗹 𝗰𝗶𝗰𝗹𝗼𝗻𝗲 “𝗛𝗮𝗿𝗿𝘆” 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗱𝘂𝗿𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮, 𝗖𝗮𝗹𝗮𝗯𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮, con 𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶 𝟭𝟱𝟬 𝗸𝗺/𝗵, piogge torrenziali e 𝗼𝗻𝗱𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗿𝗲𝗴𝗴𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗲 𝘇𝗼𝗻𝗲 𝗵𝗮𝗻𝗻𝗼 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗶 𝟭𝟬 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗶.

Un 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗲𝗺𝗼 che ha provocato 𝗲𝘃𝗮𝗰𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗲𝗻𝘁𝗶𝗻𝗮𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲, 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗶𝗻𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮 𝗶𝗻𝗳𝗿𝗮𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲, 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲, 𝗽𝗼𝗿𝘁𝗶, 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮̀ 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲 𝗲 𝗮𝗯𝗶𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶.

Solo in 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮, le prime stime parlano di 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟭 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗶 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶, tra infrastrutture compromesse e perdite per imprese e settori produttivi; valutazioni analoghe sono in corso per 𝗖𝗮𝗹𝗮𝗯𝗿𝗶𝗮 𝗲 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮. Lo Stato ha dichiarato lo 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 e stanziato i primi fondi per gli interventi urgenti.

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗚𝗡𝗥𝗔𝗖 – 𝗚𝗿𝘂𝗽𝗽𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗥𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗔𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗼, riteniamo che eventi come “Harry” 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗮𝗻𝗼 𝗲𝘃𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹’𝘂𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗲 in: 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮 𝘀𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮, 𝗺𝗼𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗹𝗶𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗶, 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗶𝗲𝗿𝗶 𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗹𝗶𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗶.

Non si tratta più di una scelta differibile, ma di 𝗨𝗡𝗔 𝗡𝗘𝗖𝗘𝗦𝗦𝗜𝗧𝗔̀' 𝗣𝗘𝗥 𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔, 𝗟𝗔 𝗧𝗨𝗧𝗘𝗟𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗔𝗠𝗕𝗜𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗘 𝗟𝗔 𝗧𝗘𝗡𝗨𝗧𝗔 𝗘𝗖𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗜 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜.

Il  Premio di "𝐋𝐚𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐆𝐍𝐑𝐀𝐂 𝟐𝟎𝟐𝟓" è stato vinto da Carmen Leone con la tesi dal titolo: 𝐀𝐍𝐀𝐋𝐈𝐒𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐌𝐏𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐑𝐄𝐆...
30/12/2025

Il Premio di "𝐋𝐚𝐮𝐫𝐞𝐚 𝐆𝐍𝐑𝐀𝐂 𝟐𝟎𝟐𝟓" è stato vinto da Carmen Leone con la tesi dal titolo:

𝐀𝐍𝐀𝐋𝐈𝐒𝐈 𝐃𝐄𝐋𝐋’𝐈𝐌𝐏𝐀𝐓𝐓𝐎 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐌𝐀𝐑𝐄𝐆𝐆𝐈𝐀𝐓𝐀 “𝐌𝐈𝐍𝐄𝐑𝐕𝐀” 𝐒𝐔𝐋𝐋𝐀 𝐂𝐎𝐒𝐓𝐀 𝐑𝐈𝐌𝐈𝐍𝐄𝐒𝐄

🌍 𝐋𝐢𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨. 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚𝐧𝐨. 𝐈𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞.Ieri Martedì 4 novembre a Rimini, all’interno di Ecomondo 20...
05/11/2025

🌍 𝐋𝐢𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨. 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚𝐧𝐨. 𝐈𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞.

Ieri Martedì 4 novembre a Rimini, all’interno di Ecomondo 2025, si è tenuto un importante appuntamento: «La rigenerazione costiera come fattore chiave per l’adattamento ai cambiamenti climatici».

GNRAC, da protagonista, insieme a scienziati, tecnici e decisori, ha esplorato come le nostre coste possano trasformarsi e rispondere all’innalzamento del mare, ai fenomeni di erosione, alle pressioni ambientali.

Abbiamo messo a fuoco:

✅ 𝒄𝒉𝒆 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒔𝒕𝒂𝒏𝒏𝒐 𝒇𝒂𝒄𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒆 𝒑𝒐𝒍𝒊𝒕𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒐𝒈𝒈𝒊;

✅ 𝒒𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒕𝒓𝒖𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒂𝒕𝒕𝒊𝒗𝒊 𝒐 𝒊𝒏 𝒗𝒊𝒂 𝒅𝒊 𝒔𝒗𝒊𝒍𝒖𝒑𝒑𝒐;

✅ 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒍𝒆 𝒄𝒐𝒏𝒐𝒔𝒄𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒆 𝒍’𝒊𝒏𝒏𝒐𝒗𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒂𝒏𝒐 𝒔𝒖𝒑𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒕𝒆𝒓𝒓𝒊𝒕𝒐𝒓𝒊 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒖𝒏𝒊𝒕𝒂̀.

L'evento è stato inoltre occasione per gettare le basi di un manifesto operativo che racconti come intendiamo procedere nei prossimi anni.

👉 𝐓𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐚𝐫𝐜𝐢, 𝐚𝐬𝐜𝐨𝐥𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐞 𝐚𝐠𝐢𝐫𝐞.

🌊 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐚𝐠𝐠𝐞 𝐢𝐧 𝐠𝐡𝐢𝐚𝐢𝐚: 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨 𝐌𝐞𝐝-𝐈𝐫𝐞𝐧Nel corso dell’intervista rilasc...
24/10/2025

🌊 𝐏𝐫𝐨𝐭𝐞𝐠𝐠𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐞 𝐬𝐩𝐢𝐚𝐠𝐠𝐞 𝐢𝐧 𝐠𝐡𝐢𝐚𝐢𝐚: 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐞𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐨 𝐌𝐞𝐝-𝐈𝐫𝐞𝐧

Nel corso dell’intervista rilasciata ad ANSA.it, il professor Lorenzo Cappietti ha illustrato i risultati delle ricerche condotte dal gruppo dell’Università di Firenze e dal GNRAC nell’ambito del progetto europeo Med-Iren, dedicato all’adattamento delle zone costiere ai cambiamenti climatici.

Prendendo come esempio Marina di Pisa, Cappietti spiega come le spiagge in ghiaia possano rappresentare una soluzione naturale e sostenibile per ridurre l’erosione:
più il mare è violento, più queste spiagge si alzano formando una cresta che contrasta la tracimazione e protegge la costa.
Un sistema che, integrato con reef sommersi, si dimostra efficace e più economico rispetto al mantenimento delle tradizionali scogliere artificiali.

Una ricerca che unisce scienza, innovazione e sostenibilità, per costruire coste più resilienti e adattabili agli effetti del cambiamento climatico.

🎥 Guarda l’intervista completa su ANSA:
👉 Cappietti (Unifi): proteggere le coste con spiagge in ghiaia

https://www.ansa.it/europa/notizie/med_iren/videogallery/2025/10/20/cappietti-unifi-proteggere-coste-con-spiagge-in-ghiaia_f367bd85-257b-49b0-97f7-96838af27224.html

L'esperto: 'Con Regione Toscana supporto scientifico al progetto Med-Iren' (ANSA)

𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐖𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐚𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢, 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐑𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 ...
23/10/2025

𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐚 𝐢𝐥 𝐖𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐚𝐝𝐚𝐭𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐨 𝐚𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐥𝐢𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢, 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐑𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐨 (𝐆𝐍𝐑𝐀𝐂) 𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥’𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞.

📍 Villa Ruspoli, 21 ottobre 2025
Il workshop, coordinato dal professor Lorenzo Cappietti, si tiene nell’ambito dell’Assemblea Generale del progetto europeo Med-Iren (www.med-iren.eu), che studia e sperimenta azioni innovative di adattamento delle zone costiere ai cambiamenti climatici.

L’incontro riunisce rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni e della ricerca europea, offrendo una panoramica sui progetti e le strategie più avanzate per la resilienza costiera: dalle esperienze dell’EIB, di ISPRA, ENEA e delle Regioni italiane, fino ai modelli di cooperazione sviluppati all’interno del programma Horizon Europe
🎙️ In un’intervista rilasciata all’ANSA, Cappietti ha ricordato come le spiagge in ghiaia rappresentino oggi una delle soluzioni più efficaci per contrastare l’erosione e adattarsi all’innalzamento del mare:

“Abbiamo iniziato un percorso di ricerca sui ripascimenti artificiali in ghiaia. Questo tipo di spiagge ha una morfodinamica particolare: più il mare è violento, più si alzano e formano una cresta che blocca la tracimazione. È un meccanismo naturale che può diventare un alleato nella protezione delle nostre coste.”

“In zone come Marina di Pisa,” ha aggiunto, “la forza del mare è tale che le sole spiagge in ghiaia non bastano: per questo le attuali scogliere sono state trasformate in reef sommersi, capaci di dissipare l’energia del moto ondoso residuo e ridurre l’erosione dei fondali.”

Il workshop conferma la visione del GNRAC: integrare ricerca scientifica, innovazione tecnologica e governance territoriale per costruire un futuro resiliente per le coste mediterranee.

𝐒𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐨 𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐗𝐈𝐗 𝐖𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩 𝐀𝐧𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐑𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐨 (𝐆𝐍𝐑𝐀𝐂), ...
16/10/2025

𝐒𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐩𝐩𝐞𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐨 𝐚 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨 𝐢𝐥 𝐗𝐈𝐗 𝐖𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩 𝐀𝐧𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐆𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐑𝐢𝐜𝐞𝐫𝐜𝐚 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐀𝐦𝐛𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐨 (𝐆𝐍𝐑𝐀𝐂), 𝐨𝐬𝐩𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐃𝐢𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐈𝐧𝐠𝐞𝐠𝐧𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝟏𝟑 𝐚𝐥 𝟏𝟓 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞.

Tre giornate di confronto che hanno coinvolto ricercatori, tecnici e professionisti impegnati nei diversi ambiti della gestione e della tutela delle coste, con una sessione dedicata ai progetti PRIN e una visita tecnica allo Stagnone di Marsala per la presentazione delle attività dei progetti RINASCE e WETWISE

Le attività di ricerca presentate hanno spaziato dai modelli numerici per la progettazione delle opere marittime alle analisi sperimentali sul trasporto di plastiche in ambiente marino-costiero, dalle nuove tecnologie di rilievo batimetrico ai sistemi di allerta per le alluvioni costiere. Un mosaico di esperienze e approcci che conferma il ruolo del GNRAC come punto di incontro tra comunità scientifiche e operative.

A chiusura dei lavori, il presidente Lorenzo Cappietti ha sottolineato il valore strategico di questa sinergia:

“𝐿𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑒 𝑑𝑢𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑑𝑢𝑒 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑎𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖 𝑠𝑢𝑙𝑙'𝑎𝑚𝑏𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑒𝑟𝑜 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑒𝑣𝑖𝑑𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑎 𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑚𝑒𝑧𝑧𝑖 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑑𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒, 𝑖𝑙 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑢𝑙𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑎𝑖 𝑠𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑙 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑜 𝑒 𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑓𝑜𝑟𝑧𝑖 𝑓𝑢𝑡𝑢𝑟𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑡𝑒𝑚𝑖 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒𝑔𝑖𝑐𝑖.

𝐿'𝑖𝑛𝑠𝑖𝑒𝑚𝑒 𝑑𝑖 𝑟𝑒𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑚𝑜𝑛𝑖𝑡𝑜𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑖 𝑑𝑖 𝑠𝑖𝑚𝑢𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑖𝑐𝑎, 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑡𝑖 𝑎 𝑙𝑖𝑣𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑙𝑜𝑐𝑎𝑙𝑒, 𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑒 𝑠𝑜𝑣𝑟𝑎𝑛𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒, 𝑓𝑜𝑟𝑛𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑢𝑛’𝑒𝑛𝑜𝑟𝑚𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑖𝑡𝑎̀ 𝑑𝑖 𝑑𝑎𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 𝑢𝑡𝑖𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑓𝑎𝑐𝑒𝑛𝑑𝑜 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑎𝑖 𝑚𝑒𝑡𝑜𝑑𝑖 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖𝑔𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑟𝑟𝑒 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑖 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑒𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑓𝑒𝑛𝑜𝑚𝑒𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑒.

𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑖 𝑠𝑖𝑠𝑡𝑒𝑚𝑖 𝑒𝑠𝑝𝑒𝑟𝑡𝑖 𝑠𝑣𝑖𝑙𝑢𝑝𝑝𝑎𝑡𝑖 𝑑𝑎𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑠𝑖𝑎 𝑙'𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑡𝑡𝑢𝑎𝑟𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑓𝑒𝑟𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑜𝑠𝑐𝑒𝑛𝑧𝑒 𝑎𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑖𝑠𝑡𝑖 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑎𝑡𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙'𝑎𝑚𝑏𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑒𝑟𝑜.

𝐿𝑒 𝑑𝑖𝑛𝑎𝑚𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑡𝑖𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑒𝑔𝑎𝑡𝑒 𝑎 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑣𝑣𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑛𝑒𝑖 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑖 𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑖𝑛 𝑐𝑖𝑎𝑠𝑐𝑢𝑛 𝑎𝑚𝑏𝑖𝑡𝑜 𝑙'𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑛𝑡𝑟𝑜𝑝𝑖𝑐𝑎 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑓𝑓𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑖 𝑐𝑎𝑚𝑏𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑙𝑖𝑚𝑎𝑡𝑖𝑐𝑖 𝑒𝑚𝑒𝑟𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑖 𝑑𝑢𝑒 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑎𝑙𝑖 𝑛𝑒𝑙 𝑑𝑒𝑡𝑒𝑟𝑚𝑖𝑛𝑎𝑟𝑙𝑒.

𝐿𝑒 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑒 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑚𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑖𝑛 𝑙𝑢𝑐𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑓𝑓𝑟𝑜𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒̀ 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑎𝑏𝑜𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑡𝑟𝑎 𝑙𝑒 𝑣𝑎𝑟𝑖𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐ℎ𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑝𝑒𝑟𝑎𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑒𝑟𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑠𝑡𝑖, 𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝐺𝑁𝑅𝐴𝐶 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑖𝑛𝑢𝑎 𝑒 𝑟𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎 𝑖𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑔𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑐𝑎𝑟𝑛𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑜𝑏𝑖𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑙𝑙𝑎𝑏𝑜𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑠𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎𝑙𝑖 𝑡𝑟𝑎 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑠𝑐𝑖𝑒𝑛𝑡𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖, 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑒 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑖.

𝐿'𝑒𝑣𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑃𝑎𝑙𝑒𝑟𝑚𝑜 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑙'𝑒𝑛𝑛𝑒𝑠𝑖𝑚𝑜, 𝑛𝑒𝑖 𝑣𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑡𝑎 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎, 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑜𝑏𝑖𝑒𝑡𝑡𝑖𝑣𝑜. 𝐺𝑟𝑎𝑧𝑖𝑒 𝑎𝑙 𝑐𝑜𝑚𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑃𝑎𝑙𝑒𝑟𝑚𝑜!”. - Lorenzo Cappietti

07/10/2025

𝐗𝐈𝐗 𝐖𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩 𝐀𝐧𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐆𝐍𝐑𝐀𝐂 – 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨, 𝟏𝟑-𝟏𝟓 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟓

Tre giornate di confronto scientifico, tecnico e istituzionale per analizzare i cambiamenti in atto nell’ambiente costiero e condividere strumenti innovativi di ricerca, pianificazione e gestione.

Dal 13 al 15 ottobre, presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo, si terrà il XIX Workshop Annuale del Gruppo Nazionale per la Ricerca sull’Ambiente Costiero (GNRAC), organizzato in collaborazione con il Laboratorio di Ingegneria Marittima – UNIPA.

📚 In programma:

-𝑺𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒔𝒄𝒊𝒆𝒏𝒕𝒊𝒇𝒊𝒄𝒉𝒆 𝒅𝒆𝒅𝒊𝒄𝒂𝒕𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒖𝒎𝒆𝒓𝒊𝒄𝒂, 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒎𝒐𝒓𝒇𝒐𝒅𝒊𝒏𝒂𝒎𝒊𝒄𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒕𝒊𝒆𝒓𝒂, 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒐𝒑𝒆𝒓𝒆 𝒑𝒐𝒓𝒕𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒔𝒕𝒓𝒂𝒕𝒆𝒈𝒊𝒆 𝒅𝒊 𝒂𝒅𝒂𝒕𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐.

-𝑷𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑷𝒊𝒂𝒏𝒐 𝑪𝒐𝒔𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑹𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒆 𝑺𝒊𝒄𝒊𝒍𝒊𝒂𝒏𝒂 𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑷𝒊𝒂𝒏𝒐 𝑫𝑺𝑴𝑹 𝒔𝒖𝒊 𝒅𝒆𝒑𝒐𝒔𝒊𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝒔𝒆𝒅𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒎𝒂𝒓𝒊𝒏𝒊 𝒓𝒆𝒎𝒐𝒕𝒊.

-𝑺𝒆𝒔𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒕𝒆𝒎𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂 𝑷𝑹𝑰𝑵 𝒆 𝒖𝒏𝒂 𝒗𝒊𝒔𝒊𝒕𝒂 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒐 𝑺𝒕𝒂𝒈𝒏𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝑴𝒂𝒓𝒔𝒂𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒏 𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒈𝒆𝒕𝒕𝒊 𝑹𝑰𝑵𝑨𝑺𝑪𝑬 𝒆 𝑾𝑬𝑻𝑾𝑰𝑺𝑬.

-𝑰𝒍 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝑳𝒐𝒓𝒆𝒏𝒛𝒐 𝑪𝒂𝒑𝒑𝒊𝒆𝒕𝒕𝒊 𝒂𝒑𝒓𝒊𝒓𝒂̀ 𝒊 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒊 𝒊𝒏𝒔𝒊𝒆𝒎𝒆 𝒂𝒍 𝒅𝒊𝒓𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝑫𝒊𝒑𝒂𝒓𝒕𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝑳𝒊𝒗𝒂𝒏 𝑭𝒓𝒂𝒕𝒊𝒏𝒊 𝒆 𝒂𝒍 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒊𝒅𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑶𝒓𝒅𝒊𝒏𝒆 𝑹𝒆𝒈𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒆𝒊 𝑮𝒆𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊 𝒅𝒊 𝑺𝒊𝒄𝒊𝒍𝒊𝒂 𝑷𝒂𝒐𝒍𝒐 𝑴𝒐𝒛𝒛𝒊𝒄𝒂𝒕𝒐.

📍 Università degli Studi di Palermo – Aula G. Capitò, Edificio 7, Viale delle Scienze

🗓️ 13–15 ottobre 2025

🔗 Consulta il programma completo: https://lnkd.in/dU7uQukq

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🏆 𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐆𝟑 – 𝐌𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟓𝐄𝐦𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐞 𝐈𝐧𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐚 – 𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨 / 𝐎𝐆𝐒📍...
07/10/2025

🏆 𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐆𝟑 – 𝐌𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫 𝐏𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐞𝐫𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟓
𝐄𝐦𝐚𝐧𝐮𝐞𝐥𝐞 𝐈𝐧𝐠𝐫𝐚𝐬𝐬𝐢𝐚 – 𝐔𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐒𝐭𝐮𝐝𝐢 𝐝𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨 / 𝐎𝐆𝐒

📍 “𝐶𝑜𝑎𝑠𝑡𝑎𝑙 𝑚𝑜𝑛𝑖𝑡𝑜𝑟𝑖𝑛𝑔 𝑖𝑛 𝑡ℎ𝑒 𝐺𝑢𝑙𝑓 𝑜𝑓 𝑇𝑟𝑖𝑒𝑠𝑡𝑒 𝑡ℎ𝑟𝑜𝑢𝑔ℎ 𝑡ℎ𝑒 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑔𝑟𝑎𝑡𝑖𝑜𝑛 𝑜𝑓 𝑜𝑐𝑒𝑎𝑛𝑜𝑔𝑟𝑎𝑝ℎ𝑖𝑐 𝑖𝑛𝑠𝑡𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑠 𝑑𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑛𝑑 𝑛𝑢𝑚𝑒𝑟𝑖𝑐𝑎𝑙 𝑚𝑜𝑑𝑒𝑙𝑠”

«Il mio lavoro si basa sull’idea di implementare un sistema operativo capace di aumentare l’affidabilità nella misura del moto ondoso», spiega Emanuele Ingrassia, dottorando dell’Università di Palermo e vincitore del Premio G3 al Convegno Nazionale di Studi Costieri 2025.

L’area di studio è il Golfo di Trieste, scelta per la presenza di una rete di strumenti oceanografici avanzati — boe e radar ad alta frequenza — la cui integrazione consente di ottenere misure più affidabili e dettagliate, sia a livello puntuale che spaziale.

«L’obiettivo – prosegue Ingrassia – è incrementare la qualità dei modelli numerici e previsionali, migliorando la loro efficacia nelle decisioni che riguardano la gestione delle aree costiere».

Un aspetto innovativo del lavoro è l’uso combinato di strumentazioni in situ e modelli numerici, che permette di calibrare i dati del Copernicus Marine Service, spesso sottostimati nelle zone costiere. «Questa sinergia – spiega – rende i modelli più precisi anche in prossimità della riva, dove le simulazioni presentano maggiori difficoltà».

L’utilizzo del sistema HFR (High Frequency Radar) offre inoltre la possibilità di misurare il moto ondoso con un dettaglio spaziale di circa 1,5 km², restituendo un quadro quasi in tempo reale: «Un vantaggio enorme rispetto alle boe, che forniscono dati solo puntuali. Il radar costiero permette di avere una visione d’insieme utile per la previsione e la gestione dei fenomeni meteomarini».

Secondo Ingrassia, questa metodologia può essere replicata su altri tratti di costa, a patto che siano presenti una boa e un radar costiero: «Abbiamo già applicato lo stesso approccio nel Canale di Sicilia, ottenendo risultati molto positivi in termini di affidabilità».

Fondamentale, sottolinea, è la dimensione collaborativa e interdisciplinare del progetto, che coinvolge Università, OGS e ISPRA: «La ricerca sui fenomeni costieri ha una ricaduta nazionale. Lavorare insieme consente di integrare strumenti, dati e competenze diverse, con un beneficio diretto per la gestione e la sicurezza delle nostre coste».

Partecipare al GNRAC – conclude – «è stato un momento di grande crescita. Confrontarsi con professionisti e ricercatori di ambiti diversi permette di comprendere meglio la complessità dei sistemi costieri e di arricchire la propria prospettiva scientifica e umana».

📸 Intervista realizzata al Convegno Nazionale di Studi Costieri – Ferrara, settembre 2025.

𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐆𝟑: 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐈𝐦𝐛𝐨̀Al Convegno Nazionale di Studi Costieri, nell’ambito della XVI edizio...
26/09/2025

𝐏𝐫𝐞𝐦𝐢𝐨 𝐆𝟑: 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐚𝐥 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐈𝐦𝐛𝐨̀

Al Convegno Nazionale di Studi Costieri, nell’ambito della XVI edizione del Premio G3 – Miglior Presentazione di Studi Costieri, è stato premiato 𝐥’𝐢𝐧𝐠. 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐈𝐦𝐛𝐨̀, 𝐝𝐨𝐭𝐭𝐨𝐫𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐥 𝐏𝐨𝐥𝐢𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐢 𝐁𝐚𝐫𝐢, 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 “𝐃𝐞𝐬𝐢𝐠𝐧-𝐎𝐫𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞𝐝 𝐇𝐲𝐝𝐫𝐨𝐝𝐲𝐧𝐚𝐦𝐢𝐜 𝐌𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐠 𝐨𝐟 𝐅𝐥𝐨𝐚𝐭𝐢𝐧𝐠 𝐎𝐟𝐟𝐬𝐡𝐨𝐫𝐞 𝐖𝐢𝐧𝐝 𝐏𝐥𝐚𝐭𝐟𝐨𝐫𝐦 𝐃𝐢𝐬𝐩𝐥𝐚𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐬”.

Il Premio G3, istituito dal GNRAC, valorizza la capacità di divulgazione scientifica e tecnica attraverso presentazioni di ricerca innovative in ambito costiero. Oltre al riconoscimento in denaro, offre la possibilità di pubblicare un articolo sulla rivista Studi Costieri dopo peer review, contribuendo così a diffondere i risultati della ricerca e a rafforzare il dialogo tra comunità accademica, istituzioni e mondo produttivo.

Lo abbiamo intervistato per approfondire i contenuti della sua ricerca e il valore di questo riconoscimento.

𝑵𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒖𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒆𝒏𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒉𝒂 𝒔𝒐𝒕𝒕𝒐𝒍𝒊𝒏𝒆𝒂𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒍𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒇𝒐𝒏𝒅𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒆𝒊 𝒎𝒂𝒓𝒊 𝒆𝒖𝒓𝒐𝒑𝒆𝒊 𝒆 𝒊𝒕𝒂𝒍𝒊𝒂𝒏𝒊 𝒓𝒆𝒏𝒅𝒂 𝒏𝒆𝒄𝒆𝒔𝒔𝒂𝒓𝒊𝒆 𝒔𝒐𝒍𝒖𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒈𝒂𝒍𝒍𝒆𝒈𝒈𝒊𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒑𝒆𝒓 𝒍’𝒆𝒐𝒍𝒊𝒄𝒐 𝒐𝒇𝒇𝒔𝒉𝒐𝒓𝒆. 𝑸𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒐𝒈𝒈𝒊 𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒏𝒄𝒊𝒑𝒂𝒍𝒊 𝒐𝒔𝒕𝒂𝒄𝒐𝒍𝒊 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒊𝒄𝒊 𝒆𝒅 𝒆𝒄𝒐𝒏𝒐𝒎𝒊𝒄𝒊 𝒂𝒍𝒍𝒂 𝒅𝒊𝒇𝒇𝒖𝒔𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒆 𝒕𝒆𝒄𝒏𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒆 𝒏𝒆𝒍 𝑴𝒆𝒅𝒊𝒕𝒆𝒓𝒓𝒂𝒏𝒆𝒐?

I principali ostacoli sono soprattutto tecnici. Gran parte delle realtà europee e mondiali ha una consolidata tradizione nella progettazione e costruzione di piattaforme a fondazione fissa, mentre passare a tipologie galleggianti è una sfida innovativa. Il problema principale riguarda i movimenti della struttura: non è semplice garantire stabilità e continuità di produzione. Negli ultimi dieci anni, però, grazie all’impegno della comunità scientifica e industriale, si stanno sviluppando soluzioni capaci di resistere agli spostamenti con sistemi di ancoraggio più prestanti e materiali sempre più performanti. Resta rilevante l’aspetto economico: materiali e installazioni a grandi profondità hanno costi elevati, e questo limita la diffusione.

𝑰𝒍 𝒔𝒖𝒐 𝒍𝒂𝒗𝒐𝒓𝒐 𝒔𝒊 𝒆̀ 𝒇𝒐𝒏𝒅𝒂𝒕𝒐 𝒔𝒖 𝒖𝒏 𝒂𝒑𝒑𝒓𝒐𝒄𝒄𝒊𝒐 𝒅𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒈𝒆𝒕𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒎𝒖𝒍𝒕𝒊𝒍𝒊𝒗𝒆𝒍𝒍𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒈𝒓𝒂 𝒂𝒏𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 𝒊𝒅𝒓𝒐𝒔𝒕𝒂𝒕𝒊𝒄𝒂, 𝒊𝒅𝒓𝒐𝒅𝒊𝒏𝒂𝒎𝒊𝒄𝒂 𝒆 𝒔𝒆𝒓𝒗𝒐-𝒊𝒅𝒓𝒐-𝒆𝒍𝒂𝒔𝒕𝒊𝒄𝒂. 𝑰𝒏 𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒊𝒔𝒖𝒓𝒂 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒈𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐𝒓𝒂 𝒍’𝒂𝒄𝒄𝒖𝒓𝒂𝒕𝒆𝒛𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒓𝒆𝒗𝒊𝒔𝒊𝒐𝒏𝒊 𝒅𝒊 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐 𝒂𝒊 𝒎𝒆𝒕𝒐𝒅𝒊 𝒕𝒓𝒂𝒅𝒊𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒊?

Il mio approccio è stato prettamente numerico e finalizzato all’ottimizzazione di parametri specifici, a valle della progettazione di un prototipo già definito. Non ho utilizzato le sole equazioni tradizionali di galleggiamento o di Morison, ma un approccio più avanzato che, pur richiedendo tempi computazionali elevati, offre grande affidabilità per affinare singoli parametri.

𝑳𝒆𝒊 𝒉𝒂 𝒖𝒕𝒊𝒍𝒊𝒛𝒛𝒂𝒕𝒐 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒍𝒍𝒊 𝒇𝒊𝒔𝒊𝒄𝒊 𝒊𝒏 𝒗𝒂𝒔𝒄𝒂 3𝑫 𝒆 𝒔𝒊𝒎𝒖𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒊 𝑪𝑭𝑫 𝒄𝒐𝒏 𝑶𝒑𝒆𝒏𝑭𝑶𝑨𝑴 𝒆 𝑶𝒗𝒆𝒓𝒔𝒆𝒕 𝑴𝒆𝒔𝒉. 𝑪𝒐𝒎𝒆 𝒗𝒂𝒍𝒖𝒕𝒂 𝒍𝒂 𝒄𝒐𝒎𝒑𝒍𝒆𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒓𝒊𝒆𝒕𝒂̀ 𝒕𝒓𝒂 𝒎𝒐𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒏𝒖𝒎𝒆𝒓𝒊𝒄𝒂 𝒆 𝒕𝒆𝒔𝒕 𝒔𝒑𝒆𝒓𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒂𝒍𝒊?

Oggi non è possibile lavorare con un solo approccio. La combinazione tra modello fisico e modello numerico è fondamentale, soprattutto in campi complessi e costosi. Ho validato i miei modelli numerici con dati sperimentali di letteratura, e questo mi ha consentito di esplorare nuove configurazioni progettuali con maggiore affidabilità.

𝑼𝒏𝒐 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒐𝒖𝒕𝒑𝒖𝒕 𝒅𝒆𝒍 𝒔𝒖𝒐 𝒔𝒕𝒖𝒅𝒊𝒐 𝒆̀ 𝒄𝒉𝒆 𝒍𝒂 𝒔𝒕𝒂𝒃𝒊𝒍𝒊𝒕𝒂̀ 𝒅𝒊 𝒖𝒏𝒂 𝒑𝒊𝒂𝒕𝒕𝒂𝒇𝒐𝒓𝒎𝒂 𝑺𝑷𝑨𝑹 𝒎𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐𝒓𝒂 𝒓𝒊𝒅𝒖𝒄𝒆𝒏𝒅𝒐 𝒍𝒂 𝒅𝒊𝒔𝒕𝒂𝒏𝒛𝒂 𝒕𝒓𝒂 𝒄𝒆𝒏𝒕𝒓𝒐 𝒅𝒊 𝒎𝒂𝒔𝒔𝒂 𝒆 𝒑𝒖𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒊 𝒈𝒂𝒍𝒍𝒆𝒈𝒈𝒊𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐. 𝑸𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒊𝒏𝒄𝒊𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒒𝒖𝒆𝒔𝒕𝒐 𝒓𝒊𝒔𝒖𝒍𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒇𝒖𝒕𝒖𝒓𝒆 𝒍𝒊𝒏𝒆𝒆 𝒈𝒖𝒊𝒅𝒂 𝒑𝒓𝒐𝒈𝒆𝒕𝒕𝒖𝒂𝒍𝒊?

Si tratta di un risultato preliminare, circoscritto a un parametro specifico. Non è sufficiente a scrivere linee guida complete, ma può rappresentare un punto di partenza per ottimizzare geometria, distribuzione dei pesi e configurazione degli ormeggi.

Il Numerical Wave Tank che lei ha utilizzato viene presentato come strumento utile ed economico. Quale impatto può avere sul design industriale delle piattaforme?
Può rappresentare un grande vantaggio nella fase preliminare di progettazione. Permette di simulare rapidamente diverse configurazioni, riducendo tempi e costi rispetto ai test fisici in laboratorio. Le aziende possono così condurre campagne numeriche ampie per ottimizzare la configurazione strutturale prima di passare alla produzione.

𝑻𝒓𝒂 𝒈𝒍𝒊 𝒔𝒗𝒊𝒍𝒖𝒑𝒑𝒊 𝒇𝒖𝒕𝒖𝒓𝒊 𝒄𝒊𝒕𝒂 𝒍’𝒐𝒕𝒕𝒊𝒎𝒊𝒛𝒛𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒐𝒓𝒎𝒆𝒈𝒈𝒊 𝒆 𝒍’𝒖𝒔𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝑶𝒗𝒆𝒓𝒔𝒆𝒕 𝒑𝒆𝒓 𝒄𝒂𝒓𝒊𝒄𝒉𝒊 𝒎𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐𝒓𝒊. 𝑸𝒖𝒂𝒍𝒊 𝒑𝒓𝒐𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒊𝒏𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒅𝒆?

La ricerca è in costante evoluzione. Le tecniche numeriche come l’Overset consentono di analizzare carichi complessi e condizioni estreme che i metodi classici non riescono a descrivere con precisione. Questo potrà aprire la strada a prototipi innovativi, anche se è difficile prevedere con esattezza il futuro dell’eolico galleggiante nei prossimi dieci anni.

𝑸𝒖𝒂𝒏𝒕𝒐 𝒓𝒊𝒕𝒊𝒆𝒏𝒆 𝒊𝒎𝒑𝒐𝒓𝒕𝒂𝒏𝒕𝒊 𝒊𝒏𝒊𝒛𝒊𝒂𝒕𝒊𝒗𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒆 𝒊𝒍 𝑷𝒓𝒆𝒎𝒊𝒐 𝑮3 𝒅𝒆𝒍 𝑪𝒐𝒏𝒗𝒆𝒈𝒏𝒐 𝑵𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒂𝒍𝒆 𝒅𝒊 𝑺𝒕𝒖𝒅𝒊 𝑪𝒐𝒔𝒕𝒊𝒆𝒓𝒊?

Sono fondamentali. Un ingegnere ricercatore deve sempre puntare ad applicazioni concrete del proprio lavoro. Iniziative come questa creano un ponte tra ricerca accademica, industria e istituzioni. Inoltre, valorizzano la divulgazione, spesso trascurata a favore della sola pubblicazione scientifica, ma che resta un elemento essenziale della nostra attività.

🌊 Insieme per il futuro delle nostre coste 🌊Venerdì 19 Settembre, nell’ambito di RemTech Expo 2025 a Ferrara, si è svolt...
20/09/2025

🌊 Insieme per il futuro delle nostre coste 🌊

Venerdì 19 Settembre, nell’ambito di RemTech Expo 2025 a Ferrara, si è svolto il Convegno Nazionale di Studi Costieri del GNRAC.

Un appuntamento che ha riunito esperti, ricercatori e istituzioni per discutere delle grandi sfide che i cambiamenti climatici pongono al nostro ambiente costiero, a partire dall’innalzamento del livello del mare.

Il presidente Lorenzo Cappietti ha aperto i lavori ricordando che:

“È urgente una programmazione politica che consideri i diversi scenari di cambiamento climatico e definisca strategie di adattamento chiare, con le risorse economiche e finanziarie necessarie a renderle possibili”.

📖 Durante il convegno si sono susseguiti interventi di grande valore tecnico-scientifico: dall’ENEA alla Regione Toscana, dalle Università di Genova, Firenze, Bologna, Palermo, Venezia e Bari, fino alle voci della divulgazione.

🤝 L’obiettivo è creare un forum culturale nazionale in grado di dare stabilità, conoscenza e strumenti alle comunità costiere e al Paese intero.

📣 𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐖𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩 𝐆𝐍𝐑𝐀𝐂!🗓 13-14 ottobre 2025📍 Università degli Studi di Palermo – Dipartime...
11/08/2025

📣 𝐓𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐥’𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐖𝐨𝐫𝐤𝐬𝐡𝐨𝐩 𝐆𝐍𝐑𝐀𝐂!

🗓 13-14 ottobre 2025

📍 Università degli Studi di Palermo – Dipartimento di Ingegneria, Aula G. Capitò – Edificio 7, Viale delle Scienze

🔬 Il XIX° Workshop Annuale GNRAC sarà dedicato alla presentazione di memorie scientifiche e tecniche sul tema dell’ambiente costiero e del rischio connesso ai cambiamenti climatici. Un’occasione per approfondire le dinamiche in atto, confrontarsi tra studiosi e professionisti e valorizzare le sinergie tra discipline come:

🌊 geologia, geografia, ingegneria, clima, energia, ecologia, chimica, economia, giurisprudenza, turismo e molto altro.

🧭 Il programma prevede due sessioni suddivise in quattro sotto-sessioni tematiche:

Storm surges e allagamenti costieri

Eventi estremi e cambiamento climatico

Dinamiche litoranee ed erosione

Gestione del rischio, resilienza e pianificazione

🎯 Spazio anche ai progetti di ricerca PRIN ARCHIMEDE e MITICO, con una sessione dedicata agli studi sviluppati nel canale 2D del laboratorio di Ingegneria Marittima di UNIPA.

📌 Calendario

13 ottobre: registrazione ore 13:00, apertura lavori ore 14:00

14 ottobre: sessioni scientifiche e Assemblea dei Soci GNRAC (ore 17:30)

🖊 Call for papers aperta fino al 20 settembre 2025: invia il tuo abstract sul sito 👉 www.gnrac.it
🆓 La partecipazione è gratuita, ma è richiesta l’iscrizione tramite modulo online.

📬 Per info: [email protected]

🌐 Segui gli aggiornamenti su www.gnrac.it

Indirizzo

Corso Europa 26
Genova
16132

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