18/06/2026
A rischio l'attività dell'ultimo Presidio della pecora brigasca.
L'allarme lanciato da Aldo Lo Manto, ultimo grande allevatore della razza autoctona delle Alpi liguri e unico produttore della Toma Brigasca, presidio Slow Food simbolo della tradizione pastorale del territorio. La revoca dell'assegnazione del pascolo tra Viozene e le alte terre del Monte Saccarello da parte del Comune di Triora potrebbe compromettere il futuro dell'ultimo numeroso gregge di pecora brigasca rimasto in attività. Il provvedimento, che assegna il lotto a un'allevatrice di bovini sulla base del criterio della residenza, è stato impugnato da Lo Manto con un ricorso presentato dagli avvocati Riccardo Lertora e Susanna Schivo. «Non sono state valutate adeguatamente le caratteristiche del pascolo - afferma Lo Manto - anche una perizia tecnica che abbiamo presentato rileva che i terreni del Monte Saccarello sono particolarmente adatti al pascolo ovi-caprino. Pendenze elevate, rocce affioranti, scarsità di punti d'acqua e conformazione del terreno rendono l'area poco idonea ad animali di grandi dimensioni». La famiglia Lo Manto de Il Boschetto" conduce greggi sui pascoli da circa sessant'anni. «Oggi ho circa un migliaio di pecore, con tutte le difficoltà del caso... Ogni anno faccio la transumanza dalla stalla invernale di Albenga al Saccarello a piedi. Sono rimasto l'ultimo ad allevarle perchè nessuno vuole più fare questo mestiere duro e difficile. Non ci sono domeniche né feste, è una vita di sacrifici e impegno: ci vuole più che passione, diventa quasi una malattia, una ragione di vita - conclude Lo Manto - Se perderò questi pascoli, le pecore andranno al macello e rischia di estinguersi la pecora brigasca ».
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