19/06/2026
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Mentre nei palazzi di Strasburgo la destra festeggiava a suon di applausi e sorrisi l’approvazione del nuovo Regolamento Rimpatri legalizzando la detenzione prolungata, le espulsioni di massa e i return hubs nei paesi terzi la realtà della storia risponde con il corpo di chi non ha mai avuto scelta.
Quella sagoma adagiata sulla sabbia, che veste i colori di un’Europa tradita, non è la vittima passiva di una fatalità. È l’atto di accusa più violento e definitivo contro il vostro cinismo.
NON SARÒ MAI COME VOLETE VOI.
È il grido di chi rifiuta la vostra catalogazione, la vostra schedatura, i vostri centri di reclusione camuffati da centri logistici. È il rifiuto radicale di piegarsi a un modello di società fondato sul privilegio di nascita e sulla disumanizzazione del diverso. Preferire la morte alla sottomissione al vostro ordine securitario è la condanna più feroce al vostro fallimento morale.
Non c’è mediazione possibile con chi esulta davanti alle deportazioni. Non ci sono orticelli politici da difendere di fronte al collasso dei valori universali.
Chi si definisce di sinistra ha il dovere di smettere di rincorrere la destra sul terreno della propaganda. Dobbiamo unire le forze, i corpi e le intelligenze comunicative per costruire una controffensiva culturale totale. L’intransigenza sui principi non è più negoziabile.
O siamo l’argine, o siamo complici.