02/06/2026
MANIFESTO POLITICO LIGURIA PRIDE 26
QUELLA VOLTA CHE LA PAURA ERA DAPPERTUTTO. E CI RIPENSAMMO TEMPESTA
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Il tema che abbiamo scelto per questo Liguria Pride 2026 è lungo e narrativo. Allo stesso modo, il manifesto politico non poteva che essere ampio e articolato. Lo trovate sintetizzato qui di seguito, e nella sua versione integrale a questo link: https://drive.google.com/file/d/1-cKa0a-o1qLpNxckbkeB8Tf6Sc9YYjPt/view
Il MANIFESTO POLITICO è il frutto dell'elaborazione politica sviluppata lungo tutto l'anno dalle persone, le associazioni, i gruppi e le collettive che formano il Coordinamento Liguria Rainbow.
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In questo nostro tempo il destino sembra già scritto. La PAURA è dappertutto, ci attraversa, ci immobilizza. Quindi la nominiamo, la guardiamo negli occhi: per non nasconderci e provare a sentirci meno sole, sol* e soli.
L'ondata delle DESTRE al potere che dilaga. L'ombra nera delle GUERRE che si allunga su di noi. L'orrore del NEOCOLONIALISMO. L'assuefazione davanti alle immagini di popoli martoriati. La normalizzazione della MILITARIZZAZIONE delle nostre vite. L'abitudine quotidiana di sapere che c'è chi perde la vita migrando.
Gli attacchi sistematici ai DIRITTI SOCIALI, CIVILI e AMBIENTALI. Il potere saldo nelle mani di un sistema patriarcale che divide, marginalizza, disciplina. L'egemonia di un capitalismo feroce che si mangia tutto. I tecnocrati delle Big Tech che si intrufolano nelle menti e manipolano miliardi di utenti.
Come comunità LGBTQIAPK+ e come donne eravamo GIÀ IN ALLERTA. Il patriarcato è un sistema millenario che conosciamo bene: i nostri movimenti in questi anni sono cresciuti, i nostri studi e saperi si sono affermati. Così, il sistema ha avuto paura e ha reagito. IL CONTRACCOLPO È ARRIVATO.
Nel decennio scorso sembrava che si fosse SOLLEVATA UNA MAREA che avrebbe portato a un passo in avanti sia culturale che legislativo verso la piena cittadinanza per tutt*. È STATO UN SOGNO DURATO POCHISSIMO.
Già con la legge Cirinnà alle famiglie arcobaleno è stato precluso il riconoscimento alla nascita dei propri figl*, e alla comunità è stato negato il matrimonio, come a dire che la famiglia vera rimaneva quella eterosessuale. Ci siamo svegliat* con le ossa rotte, accorgendoci della marea nera che stava arrivando. E ABBIAMO LANCIATO L’ALLARME.
L’agenda dei provita-noscelta aspirava al potere, con risorse immense e uno strumento di propaganda micidiale: il FANTASMA DEL GENDER. Uscito fuori dal cilindro/triregno del Vaticano, tramandato di Papa in Papa da Wojtyla a Prevost, usando ciò che più di tutto funziona – la PAURA – e ciò che più di tutto paga – L'ODIO.
E quando qualcosa funziona, la vogliono tutti: le persone LGBTQIAPK+ diventano così il NEMICO PUBBLICO attorno cui si compattano gruppi anti-aborto, antifemministi, omolesbobiatransfobici e xenofobi, suprematisti bianchi, fondamentalisti di tutte le religioni.
L'idea è: la PERICOLOSA IDEOLOGIA dei movimenti femministi e LGBTQIAPK+ diffonderà l'omosessualità, il transgenderismo, la perversione sessuale, ribalterà il naturale e divino ordine binario e i suoi ruoli di genere, distruggerà la famiglia tradizionale e i valori cattolici. E IL MONDO, COSÌ COM'È, SARÀ DISTRUTTO.
Al sistema patriarcale, al capitalismo, all'ideologia bellicista serve un nemico per catalizzare attenzione e consenso, per distrarre, dividere, controllare: CHI MEGLIO DELLE PERSONE LGBTQIAPK+?
Quindi, altro che favola, la distopia diventa realtà. Perché i diritti non sono per sempre, la storia ce lo ha insegnato e lo stiamo scoprendo di nuovo. C’È PUZZA DI FASCISMO, SOTTO LA FACCIATA DELLE DEMOCRAZIE.
L’american dream si rivela per l'incubo che è: dall’attacco all’aborto alla cancellazione dei programmi DEI, fino alle restrizioni alle persone trans*. In Europa si restringono diritti, per la gioia di J. K. Rowling. Nel mondo si vietano le competizioni olimpiche alle atlete trans*. Quasi ovunque le TORTURE CHIAMATE “TERAPIE DI CONVERSIONE” per aggiustare l'orientamento sessuale e l'identità di genere delle persone rimangono legali e praticabili.
E IN ITALIA? La GPA (Gestazioni per altri) diventa un fantomatico reato universale, colpendo bambini e bambine. Il DDL Schillaci-Roccella prova a restringere le possibilità di trattamento per la disforia di genere per le persone trans* minori. Il DDL Valditara tiene fuori l'educazione sessuo-affettiva e tutto ciò che odora di transfemminismo e q***rness dalle scuole.
IL RISULTATO? Deumanizzazione. Sdoganamento di posizioni sessiste e discriminatorie. La maschilità tossica che alimenta la manosphere e il terrorismo di genere. Divisioni nella nostra stessa comunità, dove c'è chi per paura e per opportunismo vuole conformarsi, accettando di fare il gay a casa propria e di lasciare indietro tutte le altre soggettività. La FRATTURA SOCIALE che si è generata è ormai ENORME.
Davanti a questo scenario, ci sentiamo schiacciare dal senso di impotenza. Proviamo disillusione, assuefazione, stanchezza, apatia, solitudine. La paura è dappertutto. Ma se guardiamo attentamente, qualche LUCE IN QUESTO BUIO riusciamo già a scorgerla.
Questo non è il mondo migliore possibile. Questo non è l'unico mondo possibile. E non sarà di certo questo stesso sistema a salvarci. Ma se ci sono campi di battaglia, ci sono anche CAMPI CHE POSSIAMO COLTIVARE. Questo nostro tempo assomiglia a una lunga notte: eppure, a ben guardare, vediamo qualche stella che brilla. SONO I NOSTRI DESIDERI.
Non è facile dare spazio ai desideri per ritrovare slancio ed entusiasmo nella lotta che portiamo avanti ogni giorno. Ma è necessario riaccendere la POTENZA DEI NOSTRI IMMAGINARI per ridare forza alle nostre azioni. Perché quelle stelle si moltiplichino e illuminino il cammino.
RIUSCIAMO A IMMAGINARLO?
Un futuro in cui gli esseri umani si autodeterminano, e semplicemente sono ciò che sono. Un mondo in cui esistono tanti modelli quante persone abitano il pianeta. Un futuro in cui i corpi e le idee delle donne e della comunità LGBTQIAPK+ non sono marginalizzati. In cui esistono moltitudini di corpi e NESSUNO di questi VIENE GIUDICATO.
Un futuro in cui le persone trans* non sono il capro espiatorio di ogni male. In cui abbiamo smantellato il binarismo di genere e CIASCUN* SI AUTODETERMINA. In cui non esiste una sola forma di famiglia ma ne esistono milioni.
Un futuro in cui L* BAMBIN* CRESCONO LIBER* E CONSAPEVOLI delle infinite possibilità davanti a loro, dove hanno il pieno diritto di conoscersi, di esplorare, capire, provare, cambiare o rimanere l* stess*.
Un futuro in cui ciascun* ha accesso a una sanità pubblica e pienamente gratuita, formata e preparata alle diversità. Un mondo SENZA STIGMA per chi vive con HIV, per le persone disabili e neurodivergenti, per i corpi grassi e non conformi. Un mondo in cui ci si prende cura della salute mentale di tutt*.
Un mondo di GIUSTIZIA SOCIALE, in cui la ricchezza è ridistribuita. In cui il lavoro ci permette di vivere una vita soddisfacente, e non è sfruttamento per arricchire i padroni. Un futuro in cui non viviamo in società militarizzate, repressive. In cui non esistono confini. In cui non importa dove si è nat*, il colore della pelle, la forma degli occhi, la fede religiosa.
Un futuro in cui la politica ha come obiettivo il BENESSERE delle persone. In cui il fascismo è solo una fase oscura della storia che ci ha insegnato quali errori non fare più. Un mondo in cui viviamo in armonia con la Terra, rispettandone i cicli, le biodiversità e tutte le forme di vita che la abitano accanto a noi.
Ma se il tempo non è lineare, come ci insegnano la fisica e la storia, QUESTO FUTURO NON POTREBBE FORSE ESSERE GIÀ QUI E ORA?
Il futuro che abbiamo sognato, e che a molt* sarà sembrato irraggiungibile, in realtà vive già nelle nostre pratiche quotidiane. Sappiamo già come COSTRUIRE SPAZI IN CUI POSSIAMO ESSERE CIÒ CHE SIAMO: ce lo hanno insegnato prima il femminismo poi i movimenti q***r.
IL PRIDE È UNO DI QUESTI: finalmente liber*, ci riprendiamo le strade e, nel solco storico della rivolta e della denuncia, mostriamo con orgoglio ciò che siamo e il nostro modo di fare comunità.
Sappiamo abitare questi spazi con identità molteplici, mettere al centro le emozioni, trasformare la RABBIA in slancio e forza generativa, rendendola COLLETTIVA invece di demonizzarla. Conosciamo già come esercitare la CURA come responsabilità condivisa.
CON LE NOSTRE AZIONI ABBIAMO GIÀ INCRINATO L’ORDINE COSTITUITO: il cambiamento è in atto nei corpi e nelle scelte di tante persone che si autodeterminano. Nelle SCUOLE il binarismo di genere è messo in discussione dalle giovani generazioni. E abbiamo creato reti e saperi senza pregiudizi.
Nella società italiana la FAMIGLIA “tradizionale” non supera oggi il 30% delle famiglie esistenti. Nella SANITÀ abbiamo costruito servizi e consultorie, nelle città dato vita a spazi safer, fuori dalle logiche del profitto, luoghi di sosta e rifugio.
Nelle COMUNITÀ attiviamo il mutuoaiuto e la difesa delle persone più a rischio. La SOLIDARIETÀ si è messa in moto anche per alleviare le sofferenze di popolazioni lontane, come per Gaza.
Nella CULTURA e nelle arti abbiamo tramandato saperi e dato visibilità alle nostre istanze. Nel linguaggio abbiamo corroso l’egemonia del maschile sovraesteso e diffuso il LINGUAGGIO AMPIO; parole nostre, come femminicidio, sono entrate nell’uso comune.
La paura è dappertutto, ma SIAMO DAPPERTUTTO ANCHE NOI, PIÙ NUMEROS* DI QUANTO CREDIAMO. Abbiamo le conoscenze, le prassi, le forze per cambiare lo status quo perché lo abbiamo già fatto, perché lo stiamo facendo.
Quando ci riconosciamo, quando lottiamo fianco a fianco, QUANDO SIAMO COLLETTIVITÀ, SIAMO ENERGIA RIVOLUZIONARIA. Non stiamo aspettando il futuro: lo stiamo già costruendo, con la nostra lente transfemminista, q***r e antifascista.
RIPENSIAMOCI TEMPESTA, INSIEME.
E, FINALMENTE, SARÀ L’ALBA.