Unione Sindacale di Base-USB Liguria

Unione Sindacale di Base-USB Liguria L'Unione Sindacale di Base (USB) è un sindacato indipendente fondato il 23 maggio 2010. Alla confederazione aderiscono in forma associativa anche l'AS.I.A.

L'Unione Sindacale di Base (USB) è un sindacato indipendente fondato il 23 maggio 2010 dalla fusione tra SdL Intercategoriale, RdB e parte della CUB[1]. L'USB nasce con i circa 250.000 iscritti provenienti dalle organizzazioni fondatrici[1] e punta a diffondersi in tutti i settori del mondo del lavoro e in tutto il territorio nazionale; l'obiettivo è costruire un'alternativa di massa ai sindacati

storici. (Associazione per il diritto alla casa) e l'organizzazione dei pensionati. Il sindacato offre anche servizi fiscali, di patronato, uffici vertenze e legali, oltre ad avere vari sportelli per immigrati. L'USB ha una struttura confederale articolata sul territorio nazionale, essendo presente in gran parte delle regioni e delle province. L'organizzazione interna si basa in due macro-aree intercategoriali: il settore pubblico e quello privato. A livello internazionale è affiliata alla Federazione Sindacale Mondiale.

*SALIS E VANNACCI LE STESSE SOLUZIONI: MOBILITIAMOCI CONTRO LA REMIGRAZIONE E IL NUOVO PATTO EUROPEO*Domani  come USB, a...
12/06/2026

*SALIS E VANNACCI LE STESSE SOLUZIONI: MOBILITIAMOCI CONTRO LA REMIGRAZIONE E IL NUOVO PATTO EUROPEO*

Domani come USB, alle ore 10.30 in Piazza Santa Fede a Genova e in molte città d'Italia, saremo in presidio per denunciare il nuovo regolamento europeo sull'immigrazione, l'ennesimo tassello nell'attacco sistematico ai diritti delle persone migranti.

Dietro la retorica della "gestione dei flussi" e della "sicurezza" si nasconde un progetto chiaro: più detenzione amministrativa, più espulsioni, più respingimenti, più sfruttamento della forza lavoro migrante. Un modello che trasforma esseri umani in numeri da selezionare, trattenere o scartare in base alle esigenze del mercato e agli interessi delle classi dominanti. Un presidio che vuole alzare la voce anche per ricordare la strage avvenuta solo pocchi giorni fa ad Amendolara.

Su questi temi cade ogni finta contrapposizione tra destra e sinistra istituzionale. Le differenze di facciata lasciano il posto a una sostanziale convergenza sulle politiche securitarie e repressive. Lo dimostra il dibattito sui CPR, i Centri di Permanenza per il Rimpatrio, veri e propri luoghi di detenzione amministrativa dove migliaia di persone vengono private della libertà senza aver commesso alcun reato.

Da una parte Vannacci e la destra alimentano quotidianamente paura, razzismo e repressione; dall'altra, anche figure che vengono presentate come l'alternativa, come Silvia Salis, finiscono per accettare il terreno imposto dalle politiche emergenziali e securitarie, intervenendo sul tema dei CPR senza mettere realmente in discussione l'impianto complessivo di controllo, detenzione e selezione che caratterizza le politiche migratorie europee.

La verità è che il nuovo Patto europeo sull'immigrazione non rappresenta una rottura con le politiche del passato, ma la loro piena istituzionalizzazione. Un sistema che esternalizza le frontiere, finanzia governi autoritari affinché blocchino le partenze, militarizza il Mediterraneo e criminalizza chi fugge da guerre, fame, devastazione ambientale e sfruttamento.

Rivendichiamo diritto all'accoglienza, chiusura immediata dei CPR, permesso di soggiorno svincolato dal contratto di lavoro e piena uguaglianza di diritti per tutte e tutti.

Invitiamo lavoratrici, lavoratori, studenti, realtà sociali e cittadinanza a partecipare al presidio di domani.

Unione sindacale di base - federazione del sociale

https://www.facebook.com/usbpubblicoimpiego/posts/pfbid02g4ucXNJoYqtQBaT61DqRPX1bZTo8EwSDw62gSYyQf3fm4FNfmVGDiJYYGaSybCM...
09/06/2026

https://www.facebook.com/usbpubblicoimpiego/posts/pfbid02g4ucXNJoYqtQBaT61DqRPX1bZTo8EwSDw62gSYyQf3fm4FNfmVGDiJYYGaSybCMCl

Valutazione complessivamente negativa, questa la sintesi di USB PI sul contratto delle FFCC 2025-2027 appena chiuso.

Dal punto di vista economico, per quanto i dati a triennio in corso siano necessariamente provvisori, tutto lascia presagire un nuovo contratto in perdita, con buona pace del Ministro Zangrillo alla ricerca disperata di qualcosa che dimostri il contrario. In attesa di conoscere i dati definitivi dell’inflazione, ci sembra comunque insufficiente l’introduzione del monitoraggio sulle retribuzioni che rischia di essere una foglia di fico senza nessun effetto sugli aumenti contrattuali, anche in caso di impennata inflazionistica.
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AMIU: RESOCONTO INCONTRO CON SALIS ED AZIENDAAvviato il confronto sul futuro dell’azienda, ma per i lavoratori  nessun m...
09/06/2026

AMIU: RESOCONTO INCONTRO CON SALIS ED AZIENDA

Avviato il confronto sul futuro dell’azienda, ma per i lavoratori nessun miglioramento a breve

Dopo le insistenti richieste di aprire il confronto sul futuro di AMIU, si e’ tenuto oggi l’incontro con la Sindaca , presenti il vice Terrile , l’assessora Pericu ed i vertici aziendali.

Salis ha espresso la volontà dell’amministrazione di avviare un progetto industriale complessivo che dia risposte ai cronici problemi di AMIU ed ha fornito alcune indicazioni importanti sulle intenzioni dell’amministrazione, annunciando al contempo l’avvio di un confronto costante con le oo.ss. sulle scelte che verranno messe in campo, con un nuovo incontro gia’ fissato per meta’ luglio.

I punti piu’ rilevanti riguardano:

• la decisione di far concorrere AMIU alla costruzione di un termovalorizzatore, se il bando della Regione andra’ in porto, insieme a un partner industriale. Una decisione che apre scenari delicati per le ricadute che potrebbe avere sul mantenimento dell’azienda pubblica e sul peso reale che avra’ AMIU in questa operazione;
• l’incremento delle risorse per AMIU , cui verra’ destinato l’ammontare della tassa di soggiorno e, se possibile, della futura tassa sugli imbarchi;
• l’incremento delle azioni per il recupero della TARI non pagata e per rafforzare controlli e sanzioni sull’abbandono dei rifiuti

La Sindaca ha inoltre confermato il regolare pagamento della produttivita’ a luglio a fronte di voci che indicavano difficoltà dovute ai conti aziendali.

Abbiamo infine sentito definire l’operazione dei bilaterali “un fallimento completo”: una amara soddisfazione per noi, unica organizzazione sindacale che critico’ apertamente tale scelta costata decine di milioni di euro ed i cui effetti peseranno molto a lungo su AMIU.

Sono invece mancate risposte alle nostre domande su quali saranno i primi interventi concreti per migliorare da subito la difficile situazione dei lavoratori alle prese con un servizio ed una organizzazione del lavoro mai cosi’ inadeguati come oggi. Questa assenza di indicazioni ci preoccupa molto perche’ significa che al momento non ci saranno miglioramenti visibili per i lavoratori ed il servizio, visto anche la conferma della riduzione dello straordinario e soprattutto del blocco delle assunzioni che penalizza decine di precari in attesa di conferma e causa un aumento della mole di lavoro.

Ancor di piu’ ci preoccupa il silenzio dell’azienda all’incontro: alla Sindaca e all’amministrazione abbiamo fatto presente che non permetteremo che il rilancio dell’azienda avvenga sulla pelle dei lavoratori, come sembrano indicare alcuni progetti aziendali quali la riduzione degli equipaggi da 3 a 2 operatori.

In conclusione, possiamo dire che a un anno di distanza dall’insediamento della giunta Salis, ci aspettavamo di piu’ e ci sembra si sia perso tempo. Apprezziamo comunque la disponibilità al confronto con il sindacato così come abbiamo apprezzato le parole della Sindaca sulle inaccettabili ricadute negative sui dipendenti dei disservizi dell’azienda.

Ora pero’ servono segnali immediati per migliorare le condizioni di lavoro e dimostrare che non si tratta di parole o promesse come ne abbiamo sentite tante in questi anni. In caso contrario la nostra disponibilità al dialogo ed al confronto si esaurira’ rapidamente.

Genova , 8/6/2026 Usb Lp Genova / Usb Lp AMIU

CIAO ENZOEnzo Corrente ci ha lasciato. Un’altro pezzo della storia di classe in questa città se n'è andato.Da sempre isc...
04/06/2026

CIAO ENZO
Enzo Corrente ci ha lasciato. Un’altro pezzo della storia di classe in questa città se n'è andato.
Da sempre iscritto prima in RdB e poi in USB.
Da sempre in prima fila.
Da sempre presente a tutte le manifestazioni, fino all'ultimo momento, anche già malato.
Ti salutiamo a pugni chiusi, Enzo, con le bandiere al vento, come piaceva a te.
Non dimenticheremo i tuoi insegnamenti.
Il dolore della tua famiglia è il nostro dolore.
Ciao Enzino.

La cerimonia sarà sabato 6 alle 12 al Tempio Laico cimitero di Staglieno
USB Liguria

https://liguria.usb.it/leggi-notizia/enzo-corrente-ci-ha-lasciato-unaltro-pezzo-della-storia-di-classe-in-questa-citta-se-ne-andato-1232.html

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01/06/2026

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+++ATTENZIONE+++

DICHIARAZIONE CONGIUNTA dei portuali di:
Francia - Grecia - Paesi Baschi - Turchia - Marocco - Italia

riuniti nel 3° Incontro Internazionale dei Sindacati dei Lavoratori Portuali - Istanbul - 18-19 maggio 2026

I lavoratori portuali non diventeranno un anello della catena delle loro guerre!

Noi, i sindacati dei lavoratori portuali di oltre 35 porti in Europa e nel Mediterraneo, riuniti a Istanbul in occasione del 3° Incontro Internazionale, rivolgiamo un appello militante comune ai nostri compagni di lavoro in ogni porto, in ogni paese.

Il nostro incontro si svolge in un momento in cui gli eventi stanno confermando drammaticamente ciò che abbiamo già dichiarato: i porti, le rotte marittime, le ferrovie, i magazzini, la logistica, l’intera catena dei trasporti, si stanno trasformando sempre più apertamente in infrastrutture di guerra.

I governi, gli Stati Uniti sotto Trump, la NATO, l’UE e i monopoli vogliono rendere i lavoratori complici nel trasporto di armi e materiale militare destinati al massacro dei popoli.
Non faremo loro questo favore!

Non partiamo da zero. Abbiamo già esperienza, decisioni comuni, eredità preziose e legami forgiati nella lotta. Lo sciopero e la giornata internazionale di azione che abbiamo organizzato il 6 febbraio in 7 paesi e 20 porti è stata una pietra miliare storica. I lavoratori portuali hanno lanciato un messaggio potente: non lavorano per le guerre degli imperialisti.

Hanno dimostrato che il coordinamento non è solo uno slogan. Può diventare azione. Può estendersi dal Pireo a Genova, Marsiglia, Le Havre, Tangeri, Mersin, Livorno, Bilbao, Pasaia, Trieste, fino a ogni porto dove i lavoratori alzano la testa.

Oggi, tuttavia, gli sviluppi richiedono che continuiamo con ancora maggiore determinazione ciò che abbiamo iniziato.
L'aggressione imperialista in Medio Oriente si sta espandendo. Il genocidio del popolo palestinese da parte dello Stato assassino di Israele continua con il sostegno degli USA, della NATO e dell'UE.

L'attacco statunitense-israeliano contro l'Iran, la fiammata di guerra nello Stretto di Hormuz, gli attacchi alle navi, i blocchi, la militarizzazione dei passaggi marittimi, tutto ciò dimostra che i popoli e i lavoratori vengono spinti sempre più in profondità nell'abisso della guerra.

I nostri stessi porti sono in prima linea in questo conflitto. Vogliono che le nostre mani carichino armi, per servire i loro eserciti. Vogliono che le infrastrutture costruite con il sudore dei lavoratori diventino basi per interventi, blocchi, genocidi e attacchi contro i popoli. I governi parlano di “sicurezza”, “stabilità” e “libertà di navigazione”. Ma la verità è diversa. Dietro queste parole si nascondono le rivalità per il controllo delle rotte energetiche, delle rotte commerciali, dei porti, delle materie prime e dei mercati.
Dietro di esse si nasconde il conflitto tra potenti Stati capitalisti su chi dominerà nel sistema imperialista. Questo non ha nulla a che vedere con gli interessi o la sicurezza dei popoli.

Di fronte a questa realtà, i lavoratori non possono riporre la loro fiducia in quelle forze sindacali che accettano gli obiettivi dell’“economia di guerra, attraverso il compromesso”, che presentano il coinvolgimento nelle guerre come “sviluppo”, “posti di lavoro” o “interesse nazionale”, che invitano i lavoratori a fare sacrifici per i profitti e le guerre, a schierarsi dietro le esigenze dei governi, degli armatori, dei monopoli e delle alleanze imperialiste.

Mentre miliardi vengono spesi in armamenti, i lavoratori portuali lavorano in condizioni di intensificazione, orari estenuanti, rapporti di lavoro flessibili, subappalto, salari bassi e mancanza di misure di salute e sicurezza. Subiscono le conseguenze della guerra, che porta inflazione e aumento dei prezzi di cibo, carburante e beni di prima necessità.

Sacrificano le nostre vite per i loro profitti in tempo di pace, e ora vogliono sacrificarle in guerra. Il costo delle loro guerre ricade sempre sulle stesse spalle: i popoli, i lavoratori, i marittimi, i portuali, i rifugiati.

Chiediamo:
1. La fine immediata del genocidio del popolo palestinese e l'apertura di un corridoio sicuro per gli aiuti umanitari. La fine della colonizzazione, dell'occupazione e dell'apartheid imposte al popolo palestinese e il riconoscimento di uno Stato palestinese indipendente, riconosciuto dalla comunità internazionale, entro i confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale.
2. La fine della guerra in Medio Oriente, così come di tutti i blocchi e i conflitti in tutto il mondo. Nessun sostegno, nessuna facilitazione, nessuna partecipazione all’aggressione statunitense-israeliana contro l’Iran, il Libano o qualsiasi altro intervento imperialista. Flotte e basi militari fuori dalla regione. Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai popoli di Cuba e del Venezuela, minacciati dall’imperialismo statunitense, e del Sudan. Chiediamo la difesa della sovranità dei popoli, delle risorse, dell’integrità territoriale, della pace con giustizia e del diritto alla resistenza per l’autodeterminazione.
3. I porti non devono essere utilizzati per il trasporto di armi, munizioni, equipaggiamento militare e truppe. Chiediamo ai sindacati di rafforzare la vigilanza, di informare i lavoratori, di smascherare i carichi bellici e di organizzare una resistenza collettiva di massa con tutti i mezzi legittimi a nostra disposizione e con la nostra lotta.
4. Rifiutiamo il piano di militarizzazione dei porti e delle infrastrutture critiche. I porti appartengono ai popoli e ai lavoratori. Non sono basi per la NATO, gli Stati Uniti o l'UE, né strumenti degli armatori e dei gruppi monopolistici.
5. No all’economia di guerra e agli armamenti. Il denaro deve essere utilizzato per i salari, i contratti collettivi, la sanità, l’istruzione, i bisogni sociali e la tutela della vita e della sicurezza sul lavoro.
6. Misure di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nessun altro lavoratore morto per il profitto. Basta con l’intensificazione del lavoro, il subappalto, le condizioni pericolose e l’arbitrarietà dei datori di lavoro.
7. Contratti collettivi con aumenti salariali reali, posti di lavoro stabili con diritti, una politica pensionistica con pensioni migliori e una riduzione dell’orario di lavoro. Gli sviluppi tecnologici, la meccanizzazione, l’automazione e l’uso dell’intelligenza artificiale devono essere contrastati affinché non portino alla perdita di posti di lavoro.

Per rafforzare il coordinamento internazionale tra i sindacati dei lavoratori portuali e dei lavoratori del settore marittimo, è impegno comune lo scambio di informazioni tra i sindacati per un’azione comune, mobilitazioni simultanee e iniziative di sciopero a sostegno del blocco contro la guerra e le armi, nonché la solidarietà con ogni sindacato sotto attacco da parte di governi, datori di lavoro e meccanismi repressivi.
In questo incontro, i sindacati partecipanti hanno concordato, firmando questa dichiarazione, di indire una seconda giornata di lotta internazionale dei lavoratori portuali nel prossimo ottobre 2026.

Da Istanbul inviamo il messaggio:

I lavoratori portuali non si sacrificheranno per i loro profitti e le loro guerre.
Non carichiamo la morte.
Non trasportiamo proiettili, bombe e missili per uccidere i bambini.
Non accettiamo che i nostri porti vengano trasformati in basi militari.

I lavoratori non pagheranno per l’economia di guerra, l’inflazione, gli armamenti e i profitti dei monopoli.

La nostra forza sta nell’organizzazione. Sta nei nostri sindacati, nelle assemblee generali, nelle decisioni collettive, nella solidarietà tra lavoratori di diversi paesi.

Noi, i lavoratori dei porti, sappiamo molto bene che senza di noi nulla si muove. Senza le nostre mani, i container restano fermi, le navi non vengono caricate, le macchine da guerra sono bloccate.

Chiediamo a tutti i sindacati dei lavoratori portuali di discutere questa dichiarazione, di rafforzare le nostre azioni comuni e di organizzare azioni congiunte, per rafforzare i legami di solidarietà tra i porti.

La storica mobilitazione del 6 febbraio ha indicato la strada, la prossima farà un passo avanti!

I lavoratori portuali non lavorano per la guerra!
Porti dei popoli e della pace - non basi degli imperialisti!

Firmato dai seguenti sindacati:
CGT Port and Docks - Francia
Enedep - Grecia
LAB - Paesi Baschi
LIman-Is - Turchia
ODT - Marocco
USB - Italia

Adesione
Orsa Porti Gioia Tauro - Italia

SFRATTO ANNULLATO Grazie alla mobilitazione e alla pressione sindacale, siamo riusciti a ottenere un tavolo di confronto...
27/05/2026

SFRATTO ANNULLATO

Grazie alla mobilitazione e alla pressione sindacale, siamo riusciti a ottenere un tavolo di confronto con il Direttore Amministrativo di ARTE e il Dirigente delle Politiche della Casa del Comune di Genova.

L'incontro ha portato a un accordo positivo che:

· annulla lo sfratto della signora,
· le consente di rientrare nella morosità maturata con un piano sostenibile, come già previsto dalla legge regionale 10/2004.

La signora, inquilina dal 1994, potrà restare nella sua casa.

Il picchetto previsto per giovedì 28 maggio in via 2 Dicembre è quindi ANNULLATO.

Ringraziamo tutte e tutti per la solidarietà dimostrata. La mobilitazione ha funzionato: la casa è un diritto, e quando ci si unisce lo si difende davvero.

ASIA-USB – Associazione Inquilini e Abitanti

26/05/2026

Indirizzo

Via A. Cantore 29-2 Scala A
Genova
16149

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

010416934

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