AIB Valbisagno Odv

AIB Valbisagno Odv Organizzazione di volontariato impegnata attivamente nei settori Protezione Civile e Antincendio Boschivo.

EDUCARE OGGI PER PROTEGGERE IL DOMANIOggi abbiamo vissuto una bellissima giornata dedicata ai più piccoli, organizzata i...
22/08/2026

EDUCARE OGGI PER PROTEGGERE IL DOMANI

Oggi abbiamo vissuto una bellissima giornata dedicata ai più piccoli, organizzata in collaborazione con i Volontari di Protezione Civile del gruppo Comunale di Bargagli.

Attraverso un’attività didattica abbiamo mostrato le attrezzature che utilizziamo negli interventi AIB e coinvolto i bambini in una simulazione di spegnimento incendio, realizzata con sagome che raffiguravano le fiamme.

Per noi non è stato solo un momento di gioco, ma un’importante occasione per trasmettere un messaggio fondamentale: la tutela del patrimonio boschivo inizia dall’educazione.

Insegnare ai bambini il rispetto per l’ambiente significa seminare, consapevolezza, senso civico e amore per il territorio. Siamo convinti che la prevenzione passi anche da iniziative come questa: ogni bambino che oggi scopre il valore di un bosco sarà un adulto che domani saprà proteggerlo.

Un sincero ringraziamento a tutti i Volontari del gruppo comunale di Bargagli per averci coinvolto in questa iniziativa, alla Croce Rossa Italiana – Comitato di Bargagli, alla Pro Loco di Bargagli e al gruppo Alpini per la calorosa accoglienza, e a tutti i bambini che, con il loro entusiasmo e la loro curiosità, hanno reso questa giornata davvero speciale.

90 minuti di applausi 👏👏👏
09/08/2026

90 minuti di applausi 👏👏👏

CHE RIDERE…

Leggere certi post e certi commenti riguardo gli incendi boschivi che stanno interessando in questo periodo il Piemonte, e non solo, fa veramente ridere.

O forse, più semplicemente, ridiamo per non avere a che discutere con certa gente.

Da settimane gli incendi boschivi stanno mettendo a dura prova il nostro territorio e, soprattutto, le persone che ogni giorno sono impegnate a combatterli, i numerosi operatori: volontari AIB, Vigili del Fuoco e tutti coloro che, a terra e dal cielo, lavorano per contenere le fiamme e proteggere persone, abitazioni, infrastrutture e boschi.

E invece cosa leggiamo al posto di un semplice GRAZIE?

“Perché non riescono a spegnerlo?”

“Se fossero intervenuti prima, adesso non sarebbe così grande.”

“Perché non mandano più Canadair?”

“È tutta una questione di soldi, così le aziende del settore ci guadagnano.”

E potremmo andare avanti per giorni.

La varietà delle teorie è veramente ampia.

Ma proviamo per un attimo a fermarci e a guardare le cose da un’altra prospettiva.

Sapete che c’è gente là in mezzo che rinuncia a ferie programmate per continuare a lavorare su un incendio?

Sapete che ci sono VOLONTARI che sacrificano famiglia, lavoro, impegni personali e ore di riposo per mettersi a disposizione?

Sapete che ci sono Vigili del Fuoco che affrontano turni pesantissimi per garantire una presenza costante sul territorio e proteggere tutti noi?

Probabilmente no.

Perché mentre voi scrivete il vostro commento dal divano di casa, magari sotto un condizionatore che fa fatica a tenere testa alle temperature di questo periodo , c’è qualcuno che va contro al fuoco indossando una tuta che, credete, di “fresca” ha ben poco.

Ci sono persone che lavorano sotto il sole, con temperature elevatissime, circondate dal calore delle fiamme e dal fumo.

Persone che arrivano a dover camminare per ore per raggiungere il fronte dell’incendio.

Ore.

Non cinque minuti.

ORE.

Con l’attrezzatura sulle spalle, su terreni ripidi, sconnessi e spesso difficilmente accessibili.

E magari il fronte si trova in un punto raggiungibile solamente a piedi, il che vuol dire attrezzatura limitata, senza acqua… solo attrezzi manuali, spirito di sacrificio e forza di volontà.

Ma pensateci , se per arrivarci servono due o tre ore di cammino, secondo voi cosa succede nel frattempo?

Che l’incendio aspetta?

Ovviamente no.

Continua a bruciare.

E continua ad avanzare.

E in condizioni come quelle che stiamo vivendo, con vegetazione estremamente secca, terreni aridi, temperature elevate e vento, la situazione può peggiorare molto rapidamente.

Un incendio boschivo non è un falò in mezzo a un prato.

Non basta arrivare con una manichetta, aprire l’acqua e aspettare che si spenga.

Ci sono pendenze, vento, vegetazione, accessibilità, focolai che possono rimanere attivi o riaccendersi e fronti che possono svilupparsi in direzioni completamente diverse.

E poi c’è un’altra cosa che forse sfugge.

L’elicottero e il Canadair non sono una bacchetta magica.

L’intervento aereo è fondamentale, ma deve essere coordinato con quello a terra e deve essere effettuato dove e quando può essere realmente efficace.

Un lancio d’acqua può rallentare o abbattere un fronte, ma poi qualcuno deve andare a terra, raggiungere quella zona e lavorare per contenere definitivamente il fuoco, per bonificare.
Le risorse aeree sono limitate, con i fronti attualmente attivi non è possibile avere elicotteri e canadair ovunque, su qualsiasi incendio.

inoltre: un incendio apparentemente spento non significa necessariamente un incendio definitivamente estinto.

Sotto la cenere, nel terreno, nelle radici o nella vegetazione possono rimanere punti caldi capaci di riattivarsi.

Per questo le operazioni possono continuare anche quando, dalle immagini che vediamo sui social, sembra che “non ci sia più niente”.

E allora arriviamo alla teoria che personalmente trovo più assurda.

“Lo fanno durare apposta così guadagnano di più.”

Davvero?

Davvero pensate che un volontario che rinuncia alle proprie ferie, al proprio tempo libero e alla propria famiglia lo faccia per far guadagnare qualcuno?

Davvero pensate che un Vigile del Fuoco preferisca stare ore e ore davanti alle fiamme, rischiando la propria incolumità, invece di vedere quell’incendio spento il prima possibile?

Davvero pensate che chi coordina le operazioni abbia interesse a vedere un incendio diventare più grande?

Un incendio che dura di più significa più territorio bruciato, più danni, più rischio per le persone, più risorse impiegate e soprattutto più pericolo per chi è chiamato a combatterlo.

Non ci guadagna nessuno.

E forse sarebbe il caso di smetterla di giudicare un lavoro che non si conosce.

Prima di scrivere “perché non lo spengono?”, provate a chiedervi dove si trova quell’incendio.

Prima di scrivere “dovevano intervenire prima”, provate a chiedervi come si è sviluppato, quando è stato individuato e quanto è realmente accessibile il punto in cui sta bruciando.

Prima di scrivere “non mandano gli elicotteri”, provate a chiedervi come viene deciso l’impiego dei mezzi aerei e come viene coordinato con chi sta lavorando a terra.

E prima di parlare di soldi, aziende e interessi economici, magari provate a informarvi.

Perché dietro quelle tute arancioni, nere o di qualsiasi altro colore, non ci sono avatar, non ci sono numeri e non ci sono “quelli che vengono pagati per farlo”.

Ci sono persone.

Ci sono volontari.

Ci sono professionisti.

Ci sono uomini e donne che mentre noi siamo a casa, al lavoro, al mare o comodamente seduti sul divano, sono là fuori.

A respirare fumo.

A sopportare temperature assurde.

A camminare per chilometri.

A lavorare per ore.

A rischiare.

E lo fanno per proteggere il territorio di tutti noi.

Quindi sì, criticate pure.

Chiedete spiegazioni.

Fate domande.

È assolutamente legittimo.

Ma prima di trasformare una situazione complessa in una teoria da social, informatevi.

Perché dietro un incendio che vedete in un video di trenta secondi possono esserci decine di persone che stanno combattendo da ore per impedire che quelle fiamme arrivino alle vostre case.

E forse, prima di giudicare il loro lavoro dal divano, sarebbe sufficiente ricordarsi una cosa:

Quelle persone non stanno guardando l’incendio, CI STANNO DENTRO.

🚒🔥🧑🏻‍🚒💚🧡❤️

05/08/2026
In questo momento di immenso dolore ci stringiamo con affetto a tutti i Volontari della Croce Rossa Italiana, ai familia...
28/06/2026

In questo momento di immenso dolore ci stringiamo con affetto a tutti i Volontari della Croce Rossa Italiana, ai familiari, agli amici e ai colleghi, condividendo il loro lutto e augurando una pronta guarigione a tutte le persone coinvolte nel tragico incidente.

Ciao Roberto ❤️

25/06/2026

Nella giornata di oggi si è tenuta una nuova udienza del processo che vede coinvolti, come imputati, sei Vigili del Fuoco e due istruttori per la morte di un giovane canoista sul fiume Entella, nel gennaio 2023, con la testimonianza del Consulente Tecnico che ha redatto una perizia indirizzata a individuare le responsabilità delle persone poi rinviate a giudizio.

Si rammenta che ai Vigili del Fuoco viene sostanzialmente contestato di avere ritardato l’operazione di estrazione, che questo ha comportato una lunga permanenza in acqua del canoista e, per la conseguente ipotermia, un arresto cardiaco, poi ripreso ma in condizioni che poi, pochi giorni dopo, lo hanno portato alla morte.

Il Consulente, nel dibattimento, ha confermato in parte quanto espresso nella perizia, in parte modificato, in parte qualcosa di molto più articolato, oltre a fornire informazioni generali di notevole interesse:
- rispetto alla perizia, il Consulente ha enfatizzato la gravità dell’assenza di protezione termica da parte dei canoisti, sia istruttori che allievi. Nonostante rendano difficili i movimenti, in una attività invernale in fiume, l’incidente non è da escludere e la protezione termica avrebbe ritardato gli effetti raffreddanti dell’acqua sia verso l’allievo incastrato nell’incidente che per chi doveva soccorrerlo nell’immediatezza (l’istruttore):
- ha affermato che lui non avrebbe organizzato una attività con quelle modalità per la difficoltà di gestire una ipotetica emergenza;
- ha affermato che un Vigile del Fuoco non può sapere tutto in termini di tecniche di soccorso;
- sulla perizia ha più volte evidenziato come ideale la tecnica del “doppio imbraco” per i Vigili del Fuoco, per riconoscere, in dibattimento, che non era una manovra utile;
- non ha calcolato la velocità della corrente di quel giorno, neanche ipotizzandola;
- non ha calcolato la pressione esercitata sulla canoa da parte dell’acqua;
- ha ipotizzato la profondità dell’acqua a 1,20 m guardando di quanto emergeva un Sommozzatore VF ipotizzando la sua altezza e che, con i piedi, poggiasse sul fondo (esiste una attività di indagine della polizia Scientifica che forniva tutte le misurazioni di profondità reale);
- non ha individuato marca, modello della canoa dell’incidente e, di conseguenza, non ne conosceva dimensioni, materiali costruttivi, definiti sommariamente vetroresina quando vetroresina NON è, dimensioni del pozzetto ovvero l’apertura dello scafo da cui il canoista si infila per potersi sedere e, evidentemente, uscire.
Anche realizzando una simulazione a secco utilizzando, per la ricostruzione, una canoa totalmente diversa per materiali, dimensioni e soprattutto con un pozzetto significativamente più grande di quello della canoa dell’incidente;
- ha ipotizzato una cronologia degli eventi (ora dell’incidente e dell’arrivo dei soccorsi) totalmente sbagliata rispetto alle evidenze degli atti e della ricostruzione, agli atti, del Commissariato di Polizia di Chiavari;
- la cosa forse più grave emersa oggi: SENZA AVERE MAI FATTO UN SOPRALLUOGO SUL LUOGO DELL’INCIDENTE, basando tutte le sue ipotesi di intervento e operatività di chi c’era, sulla base dei video agli atti;
- in conseguenza a questo, ad esempio, non ha saputo dire con certezza, cosa di notevole importanza, su che tipo di terreno avrebbero appoggiato le scarpe di chi avrebbe dovuto ti**re la fune per liberare il canoista (non si pensi sia di poco conto. Una superficie scivolosa può ridurre la possibilità di tiro anche del 50% rispetto a una superficie aderente);
- che nella sua attività di formatore per i Vigili del Fuoco altoatesini e Vigili del Fuoco volontari trentini, la procedura per questo tipo di scenari, di estricazione, non viene insegnata;
- che non ha considerato che la piegatura della canoa ha ridotto sensibilmente lo spazio del pozzetto e, su questo, ha cambiato opinione dopo aver visto il video chiarificatore in aula ovvero che l’estrazione del corpo del ragazzo dalla canoa si è potuta realizzare SOLO quando la canoa è stata riportata verso la forma originaria;
- in sostanza il Consulente ha fatto una elencazione di ipotesi di intervento sulle quali, per nessuna, si sente di dire con certezza che sarebbe stata efficace. “Io non so se l’avrei tirato fuori”.

Ora, in tutto questo, un solo elemento colpisce come un pugno al volto.
Ci sono otto persone che sono state rinviate a giudizio sulla base di una Consulenza Tecnica redatta da chi NON è neanche andato sul posto a vedere di che cosa stava scrivendo.

E questo è abbastanza devastante.

Un appello soprattutto ai colleghi. Condividete questo post.

19/06/2026
Una giornata speciale dedicata ai più piccoli alla Fiera del Bestiame di StruppaLo scorso weekend, in occasione della Fi...
19/06/2026

Una giornata speciale dedicata ai più piccoli alla Fiera del Bestiame di Struppa

Lo scorso weekend, in occasione della Fiera del Bestiame di Struppa, i volontari dell’Organizzazione AIB Valbisagno hanno promosso una giornata formativa e divulgativa dedicata ai bambini, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni alla conoscenza delle attività di antincendio boschivo e alla tutela del patrimonio naturale.

Durante l’evento, i giovani visitatori hanno avuto l’opportunità di vivere un’esperienza coinvolgente e istruttiva, partecipando a prove pratiche che simulavano le operazioni di spegnimento di un incendio boschivo. Attraverso l’utilizzo di sagome raffiguranti le fiamme e dei mezzi antincendio normalmente impiegati nelle emergenze, i bambini hanno potuto cimentarsi in attività che hanno permesso loro di comprendere, in modo semplice e divertente, il lavoro svolto dai volontari sul territorio.

Particolare interesse ha suscitato la vasca utilizzata per l’approvvigionamento idrico degli elicotteri durante gli interventi antincendio, allestita appositamente per l’occasione. Sono state inoltre messe in funzione le motopompe impiegate per il riempimento della vasca e dei moduli antincendio, offrendo ai presenti una dimostrazione concreta delle attrezzature e delle procedure operative adottate durante le emergenze.

La manifestazione ha registrato un grande successo, con una partecipazione numerosa e costante di bambini e genitori che hanno visitato lo stand durante l’intera giornata. L’entusiasmo dei più piccoli, la curiosità dimostrata dalle famiglie e il forte coinvolgimento del pubblico hanno confermato la validità di iniziative di questo tipo.

Eventi divulgativi come questo rappresentano infatti un’importante occasione per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della prevenzione degli incendi boschivi, della protezione dell’ambiente e del volontariato. Trasmettere ai più giovani la cultura della sicurezza e del rispetto del territorio significa investire concretamente nel futuro delle nostre comunità.

L’Organizzazione AIB Valbisagno desidera ringraziare tutti i volontari che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa e tutte le famiglie che hanno partecipato con interesse e entusiasmo, rendendo questa giornata un momento di crescita, condivisione e sensibilizzazione davvero riuscito.

10/06/2026
23/05/2026

Indirizzo

Ponte A. Fleming 12/C
Genova
16138

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