07/05/2026
La figura di San Giorgio nasce da racconti molto antichi, che mescolano storia e leggenda. Tra questi, uno dei più importanti è la tradizione della Passio Georgii, attribuita a Pasicrate, che lo descrive come un soldato originario della Cappadocia, perseguitato e ucciso per la sua fede cristiana.
Il racconto del suo martirio è particolarmente intenso: Giorgio viene torturato in modi diversi, prima sospeso e scorticato, poi sottoposto a una ruota piena di lame e chiodi che gli lacera il corpo. Nonostante questo, secondo il testo, il suo corpo viene miracolosamente ricomposto e le torture continuano: è costretto a indossare scarpe di ferro chiodate, viene picchiato e imprigionato, fino alla condanna finale alla decapitazione. Tutta questa narrazione serve a costruire l’immagine di un santo che resiste al dolore e rimane fedele fino alla fine.
Nel Medioevo, la sua figura diventa ancora più importante e prende forma quella che conosciamo oggi. Un testo fondamentale è la Legenda Aurea di Iacopo da Varagine, che raccoglie e diffonde queste storie in tutta Europa. È qui che compare anche un episodio molto famoso: durante l’assedio di Cesarea Marittima, guidato dal genovese Guglielmo Embriaco, San Giorgio sarebbe apparso ai crociati per incoraggiarli a salire sulle mura e conquistare la città.
A Genova, però, San Giorgio non è solo una figura religiosa. Dal Quattrocento diventa anche un simbolo politico ed economico, legato al Banco di San Giorgio, un’istituzione molto potente, a cui molte famiglie aristocratiche decidono di legarsi. Per questo iniziano a comparire immagini di San Giorgio sui palazzi: non solo per devozione, ma anche per mostrare prestigio e appartenenza a quel sistema di potere.