Loggia Kyknos

Loggia Kyknos La Loggia Kyknos di Genova è una Loggia massonica votata alla crescita iniziatica e spirituale dell'Essere umano.

Loggia massonica che accoglie chi sia in cerca di un percorso di crescita spirituale oltre, ovviamente, Sorelle e Fratelli, nel nome della Libera Muratoria universale.

30/04/2026

Per il Libero Muratore, ogni azione compiuta sotto la volta stellata o nel mondo profano è un atto di edificazione. È il Maglietto che batte sullo Scalpello ed è la Coscienza che deve guidarne i colpi.
In questo lavoro incessante, quali sono la misura, lo scopo e la ricompensa del nostro operare?
L’azione muratoria deve nascere da un impulso di Giustizia. Non una giustizia umana bensì l’equilibrio che permette a ogni Uomo di occupare il proprio posto nel disegno universale. 𝐀𝐠𝐢𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐩𝐨𝐠𝐥𝐢𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐚𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐞𝐠𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐨𝐫𝐬𝐢 𝐚𝐥 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐕𝐞𝐫𝐨.
Se la Squadra ci indica la via della rettitudine, è l’azione del Compasso a determinare la portata del nostro agire. Con una punta fissa nel cuore e l’altra protesa verso l’esterno, il Libero Muratore impara a misurare le proprie passioni e a tracciare il cerchio delle proprie responsabilità.
Il Compasso ci insegna il giusto limite: ci ricorda che ogni nostra azione ha un’eco che tocca l’Altro. Agire secondo Giustizia significa muoversi entro quel cerchio di rispetto e armonia, dove la libertà individuale si coniuga con il bene della collettività, 𝐮𝐧 𝐦𝐢𝐫𝐚𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐢 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐢𝐞𝐫𝐞.
Non agiamo per accumulare meriti, ma per trasformare il piombo del caos nell'oro dell'Armonia. Lo scopo è il perfezionamento della Pietra, affinché essa si incastri perfettamente nel Tempio universale.
Qual è l’aspettativa del Massone? Cosa riceve in cambio delle sue fatiche?
• Non il plauso, che è vanità.
• non il potere, che è schiavitù.
• bensì 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐚𝐩𝐞𝐯𝐨𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚, 𝐭𝐫𝐚𝐬𝐦𝐮𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
La ricompensa è nella pace interiore di chi ha agito "entro il cerchio" della Saggezza. È la consapevolezza di aver trasmutato la propria natura attraverso l'esercizio della virtù. Il salario non è una moneta che si stringe tra le mani ma una luce che accende lo Spirito: la certezza di essere diventati, attraverso l’azione giusta, strumenti dell'Armonia Universale.

"Misura il tuo desiderio, squadra la tua azione, e troverai nella Giustizia la tua unica, eterna ricompensa."

“Solo chi ha l’oro può produrre l’oro”.
17/04/2026

“Solo chi ha l’oro può produrre l’oro”.

In ogni Via iniziatica, le stagioni non costituiscono dei semplici eventi atmosferici; esse simboleggiano stadi dell'Opera che ogni Iniziato deve compiere nel proprio laboratorio interiore.
🌑 Abbiamo attraversato il freddo inverno sotto il segno della Nigredo. È il tempo dell'Appeso (Arcano XII): un periodo di stasi necessaria, di visione rovesciata e di silenziosa putrefazione. In questo "vuoto polmonare" dell'anno, siamo rimasti sospesi, lasciando che, nel buio, si dissolvesse il superfluo. Non per inerzia ma per distillazione del Sé.
⚪ Con l’Equinozio, la grande inspirazione del Cosmo inaugura l'Albedo. La materia si schiarisce, le tenebre si diradano e sorge l'alba della consapevolezza. L'Iniziato scioglie il laccio dell'Appeso per assumere la dignità dell'Imperatore (Arcano IV). Non è più il tempo di subire gli eventi: bisogna esercitare la sovranità sulla forma e comandare alla linfa di risalire verso il Sole.
Il Ritmo simbolico: dall'apnea invernale alla pienezza dell'ispirazione primaverile, l'Opera procede per gradi e per cicli. Siamo chiamati a risollevarci e a governare il risveglio con la fermezza di chi ha conosciuto l'abisso e, ora, si appresta ad estrarne l'oro evolutivo.

Il passaggio dal sacrificio dell'ego alla sovranità dello spirito richiede il coraggio di abbandonare la certezza della terra per la libertà del cielo.

"𝐒𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐢 𝐡𝐚 𝐥'𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐩𝐫𝐨𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐥'𝐨𝐫𝐨”.

𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐋𝐎𝐆𝐎 𝐃𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐕𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐄 𝐋𝐀 𝐏𝐎𝐓𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀 Vi è mai capitato di ascoltare un testo che conoscete bene e di scoprir...
04/04/2026

𝐈𝐋 𝐏𝐑𝐎𝐋𝐎𝐆𝐎 𝐃𝐈 𝐆𝐈𝐎𝐕𝐀𝐍𝐍𝐈 𝐄 𝐋𝐀 𝐏𝐎𝐓𝐄𝐍𝐙𝐀 𝐃𝐄𝐋𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐎𝐋𝐀
Vi è mai capitato di ascoltare un testo che conoscete bene e di scoprirvi un significato totalmente nuovo grazie a una singola parola nuova?
La nostra ultima tornata si è svolta attorno l’esperienza di un Compagno: durante un soggiorno in Cile, ha ascoltato il celebre Prologo di Giovanni nella traduzione latinoamericana: “𝐸𝑛 𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖𝑜 𝑦𝑎 𝑒𝑥𝑖𝑠𝑡𝑖́𝑎 𝑙𝑎 𝑃𝑎𝑙𝑎𝑏𝑟𝑎”. Parola, non Verbo (come invece usano le versioni italiana ed europea).
Questa apparente sfumatura apre un mondo. Il testo originale di Giovanni è in greco e la parola cardine è λóγος (Logos). Un termine che il vocabolario Rocci ci svela essere ricchissimo: significa parola e discorso, ma anche ragione, calcolo e soprattutto il principio razionale che governa l’universo (il Logos di Eraclito). Un intero cosmo racchiuso in cinque lettere.
Da ex liceale che tradusse questo Vangelo direttamente dal greco, il Compagno ricorda lo shock: scopriva che un testo sacro poteva essere "filosofia pura", tanto da mettere a dura prova le sue certezze infantili. Quello di Giovanni è il "Vangelo spirituale": si distingue dai sinottici per struttura, cronologia e profondità teologica. Un'opera stratificata che ancora oggi affascina filologi e ricercatori.
Questa esperienza ha suscitato diverse riflessioni, in particolare due:
1. 𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: leggere un testo tradotto è spesso l'unico modo che abbiamo per avvicinarci ad esso, ma ogni traduzione rischia la manipolazione.
2. 𝐋𝐚 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐓𝐫𝐚𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞: forse è proprio per questo che nei nostri Lavori il Rituale mantiene la sua veste originale. L'italiano parlato muta rapidamente e il rischio che l'evoluzione della lingua trascini con sé il significato esoterico e profondo delle parole, modificandone la forza e l’indirizzo creatori, è reale.

E voi vi siete mai accorti di come una traduzione, una modifica o un adattamento possa cambiare il senso profondo di ciò che facciamo?

Il Silenzio: vero lusso…
29/03/2026

Il Silenzio: vero lusso…

Oggi il vero lusso è il 𝐒𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨.
Viviamo immersi in un flusso ininterrotto di notifiche, notizie, algoritmi e opinioni gridate. Il mondo profano ci chiede di essere costantemente "connessi", reattivi, pronti a rispondere a stimoli che spesso svuotano invece che nutrire.
Per noi, Fratelli del 𝐑𝐢𝐭𝐨 𝐒𝐜𝐨𝐳𝐳𝐞𝐬𝐞 𝐀𝐧𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐀𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐭𝐨, il Tempio non è solo uno spazio fisico. È l’unico luogo rimasto dove il rumore del mondo si spegne per lasciare spazio alla voce dell’Essere. Nel silenzio rituale, i simboli smettono di essere oggetti inanimati e diventano strumenti d’intuizione. Lavorare in armonia è rigenerante: portiamo quel silenzio fuori dal Tempio, con noi, come uno scudo contro il caos. Mettere a tacere l’ego e le sue passioni è comunione invisibile, dalla forza straordinaria.

«Fratello, quando è stata l’ultima volta che hai permesso al Silenzio di parlarti davvero?»

Il cammino scozzese ci insegna che solo chi sa dominare il proprio silenzio interiore può sperare di dominare la propria vita e contribuire, con saggezza, alla costruzione del Tempio universale.

Ci vediamo tra le Colonne, dove la parola è sacra e il silenzio è divino.

Se le risposte ordinarie non bastano più, forse siamo pronti per un percorso più profondo…
27/02/2026

Se le risposte ordinarie non bastano più, forse siamo pronti per un percorso più profondo…

Quante volte ci siamo sentiti come se la vita ci stesse crollando addosso? Un lavoro che finisce, una relazione che si spezza o quella sensazione opprimente che manchi un senso profondo a ciò che facciamo.
In psicologia si studia il " 𝗖𝗶𝗰𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 ": un percorso che va dalla negazione alla rinascita. Praticamente ciò che le antiche 𝗩𝗶𝗲 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲, come la Massoneria, chiamano "Lavoro su di sé".
Se la psicologia ci aiuta a sopravvivere al cambiamento, l'iniziazione ci insegna a cavalcarlo per trasformare il piombo dell’esistenza nell'oro della consapevolezza.
Ecco come le fasi del cambiamento risuonano in un percorso di ricerca spirituale:
• 𝗜𝗹 𝗱𝗶𝘀𝘁𝗮𝗰𝗰𝗼 (𝗻𝗲𝗴𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗿𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮): per trovare un nuovo senso, dobbiamo accettare che il "vecchio io" deve morire. È il concetto del V.I.T.R.I.O.L.: scendere nelle profondità della terra (dentro noi stessi) per rettificare ciò che siamo.
• 𝗜𝗹 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼 (𝗱𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲): non è tristezza fine a se stessa né coercizione ma il momento del vuoto fertile. È nel silenzio della riflessione che smettiamo di dare la colpa al "destino" e voce all’ego e iniziamo a cercare la Luce.
• 𝗟𝗮 𝗿𝗶𝗻𝗮𝘀𝗰𝗶𝘁𝗮 (𝗮𝗰𝗰𝗲𝘁𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮): chi cerca un senso non si accontenta di adattarsi. Cerca una . In una via iniziatica, questo significa passare dalle tenebre alla Luce, diventando costruttori consapevoli del proprio tempio interiore.
Il cambiamento non è un nemico da cui fuggire ma il "maestro" che bussa alla porta. Se le risposte ordinarie non bastano più, forse siamo pronti per un viaggio più profondo.
La e le vie iniziatiche non offrono verità precotte ma 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶. Strumenti per squadrare la nostra "pietra grezza" e dare, finalmente, una direzione al caos.
𝗖𝗼𝗺𝗲 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗺𝘂𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗶𝘀𝗶 𝗶𝗻 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗲 𝗱𝗶 𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗿𝗶𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲? Nei nostri Lavori impariamo, insieme, come i simboli tradizionali possano dare risposte alle domande moderne.

A proposito, ad esempio e fra l’altro, di Gradi “amministrativi”…
12/02/2026

A proposito, ad esempio e fra l’altro, di Gradi “amministrativi”…

Vincenzo Soro, nel suo studio introduttivo al Gran Libro della Natura, scrive:
🔥 «Custodi fedeli di un tesoro occulto, gli Iniziati, da buoni 𝙖𝙢𝙢𝙞𝙣𝙞𝙨𝙩𝙧𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞, non si limitano a conservarlo nella sua integrità, ma si studiano di metterlo a frutto in maniera che non rimanga sterile e improduttivo, e lo accrescono con la loro opera quotidiana ; poi, quando la loro missione nel piano visibile sta per finire, lo mettono al sicuro per gli eredi di domani, nascondendone un po’ dappertutto, in tante piccole arche a segreto di cui soltanto gli eredi conosceranno la chiave».

Nelle piccole arche, nei simboli, nei numeri così come nelle “parole” il vero cercatore «troverà la chiave e il conforto che vi nascosero i suoi fratelli d’ieri».

23/11/2025

𝔸𝕤𝕡𝕚𝕣𝕒𝕥𝕖 𝕚𝕟𝕔𝕖𝕤𝕤𝕒𝕟𝕥𝕖𝕞𝕖𝕟𝕥𝕖 𝕒 𝕗𝕒𝕣𝕖 𝕕𝕖𝕝𝕝𝕒 𝕧𝕠𝕤𝕥𝕣𝕒 𝕧𝕚𝕥𝕒 𝕦𝕟 𝕖𝕤𝕖𝕞𝕡𝕚𝕠

🔎 Aspirare è un verbo che sottende un desiderio spirituale profondo;
🔎 Incessantemente è un avverbio che richiama un impegno dinamico, voluto, reiterato, un’azione consapevole;
🔎 La vita come esempio passa attraverso la conoscenza di sé.
È con questo spirito che la nostra Istituzione si prepara alla Grande Assemblea, appuntamento particolarmente atteso e sentito.
Ai graditi Ospiti, nostri Fratelli, e a tutti i partecipanti, il nostro augurio di un buon lavoro, con apertura dell’intelletto e del cuore, nell’approfondimento del Bello, del Bene e del Vero.

Attraversa la porta equinoziale ed entra in Bilancia: inizia il tuo lavoro interiore ⚖️
27/09/2025

Attraversa la porta equinoziale ed entra in Bilancia: inizia il tuo lavoro interiore ⚖️

Settimo segno sulla ruota zodiacale, la Bilancia appartiene all’elemento aereo. Segno d’energia maschile, rappresenta il domicilio diurno di Venere ove trova la sua esaltazione Saturno. Appare in cielo quando comincia la stagione autunnale e, con Ariete, Cancro e Capricorno, è un segno Cardinale.
La sua casa, la settima, è quella della gestione delle relazioni. Il lavoro latomistico riguarda anche il mantenimento dell’equilibrio misurato fra vita interiore ed esteriore, fra solitudine salvifica e tempo dedicato alle relazioni.
I popoli antichi, studiando il cielo, videro nelle costellazioni di Vergine e Bilancia la figura di Astrea, che ritroviamo tra le interpretazioni dell’Ottavo Trionfo dei Tarocchi: la Giustizia. Questo arcano trasmette il senso iniziatico di un equilibrio dinamico dove l’atto di pesare equamente ciò che si dà e ciò che si riceve, ciò che si è fatto e ciò che avremmo potuto fare ma non abbiamo compiuto, senso che va acquisito con l’esercizio della ragione e la profonda e onesta osservazione di noi stessi e degli altri. Questo era uno dei significati della pesatura del cuore, o psicostasia, dove l’organo sede dell’anima doveva essere più leggero di una piuma, rappresentata dalla Dea Ma’at, la Giustizia.
Nei nostri templi troviamo il glifo della Bilancia tra le Colonne, nello stesso punto ove avviene la “pesatura” del profano, posto del Copritore Interno il quale, con la sua saggezza spirituale, bilancia l’interno sacro con l’esterno profano e funge da “contrappeso” energetico alla figura del Venerabile. Egli siede all’Ovest, ove spicca la Bilancia, portatore dell’energia equinoziale, dell’equilibrio tra dentro e fuori. Così come i due Sorveglianti possono essere considerati i due piatti della bilancia, tenuti in equilibrio dal Copritore Interno, risulta facile intuire che Bellezza e Forza sono mantenute in costante equilibrio dalla Saggezza, attributo del Venerabile, nella giustizia e perfezione di ciò che troviamo nei nostri templi.

😈 Il termine diavolo deriva dalla parola greca διαβάλλω (diabàllo), che significa separare, porre barriere, generare fra...
14/09/2025

😈 Il termine diavolo deriva dalla parola greca διαβάλλω (diabàllo), che significa separare, porre barriere, generare frattura, oppure, in senso metaforico, calunniare. Il diavolo, dunque, è colui che crea, attraverso la menzogna, separazione, frattura e inimicizia tra uomo e Dio, tra uomo e uomo. È colui che crea, attraverso l'inganno una frattura nell'anima del singolo individuo.
⁉️ A proposito... l’esatto contrario della parola diavolo è la parola simbolo. A ciascuno di voi l’onore - e l'onere - di trarre le proprie riflessioni.

Per saperne di più, puoi scriverci, se vuoi: [email protected]

𝐒𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐜𝐢 “𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐜𝐨𝐬𝐦𝐨” 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐦𝐚𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐢 𝐝𝐞𝐢 “𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢”.René Guénon ce ne ha lasciato un’ottima...
11/09/2025

𝐒𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐟𝐚𝐫𝐜𝐢 “𝐦𝐢𝐜𝐫𝐨𝐜𝐨𝐬𝐦𝐨” 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐦𝐚𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐢 𝐝𝐞𝐢 “𝐭𝐫𝐞 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐢”.
René Guénon ce ne ha lasciato un’ottima descrizione:
«Con lo spirito egli appartiene all’ambito della manifestazione informale, con l’anima a quello della manifestazione sottile e con il corpo a quello della manifestazione grossolana [...]. Del resto, è l’uomo, e con ciò bisogna intendere l’uomo pienamente realizzato, che più di ogni altro essere è veramente il microcosmo e questo sempre in virtù della sua posizione centrale che ne fa quasi un’immagine o meglio una summa di tutto l’insieme della manifestazione, dato che la sua natura sintetizza in sé quella di tutti gli altri esseri, sicché nulla può trovarsi nella manifestazione che non abbia la propria rappresentazione e la propria corrispondenza nell’uomo».

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