UIL FP Liguria

Indicazioni

UIL FP Liguria in campo internazionale aderisce a EPSU e PSI.

Categoria della UIL che rappresenta il Personale delle Amministrazioni Centrali e Locali, della Sanità, del Terzo Settore, i Vigili del Fuoco, la Polizia Penitenziaria, Anas e Organi Costituzionali.

SANITA’: STATO DI AGITAZIONE IN LIGURIA.Per scongiurare il collasso del sistema sanitario regionale: mobilitazione perma...
16/10/2026

SANITA’: STATO DI AGITAZIONE IN LIGURIA.

Per scongiurare il collasso del sistema sanitario regionale: mobilitazione permanente e apertura dello stato di agitazione del comparto della sanità pubblica della Liguria.

UIL FP LIGURIA e FP CGIL LIGURIA proclamano lo stato di agitazione del personale di ATS Liguria, IRCCS AOM Liguria, E.O. Galliera, Istituto Giannina Gaslini, Ospedale Evangelico Internazionale e Devoto Marini a causa dell’immobilismo insostenibile delle istituzioni regionali e dei vertici aziendali di fronte al degrado delle condizioni lavorative e organizzative nel comparto sanitario in Liguria, situazione che sta determinando il collasso strutturale del sistema.A distanza di dieci mesi dall’approvazione della legge di riforma, la Sanità regionale è ben lontana dal produrre l’efficientamento promesso. La cronica carenza di personale, i carichi di lavoro che espongono il personale a un rischio di burn-out di massa e le aggressioni giornaliere stanno innescando un’ondata di dimissioni volontarie, un’emorragia professionale allarmante che compromette la tenuta dei servizi essenziali ed espone l’utenza a ritardi nella presa in carico che determinano precarie condizioni di sicurezza.Per queste ragioni, in tempi brevissimi, Aziende e Regione devono necessariamente attivare le procedure concorsuali per far fronte al declino.Nel frattempo, i processi di accorpamento delle Aziende Sanitarie stanno avvenendo in assenza di un piano organizzativo ed il personale è costretto ad operare senza protocolli uniformi. L’unificazione dei fondi contrattuali, inoltre, crea una condizione di arretramento salariale per lavoratrici e lavoratori.A tutto ciò si aggiunge:- Il ridimensionamento preoccupante del plesso di Villa Scassi all’interno di IRCCS AOM.- La grave situazione di carenza di organico per E.O. Galliera che ha determinato la chiusura di alcuni reparti e le incertezze legate al futuro del personale che potrebbe transitare in AOM.- Le Trattative interrotte per il passaggio dell’ O. Evangelico Internazionale in AOM .- Le Politiche assunzionali di OSS assenti al Gaslini. E la mancata applicazione del CCNL al personale della ricerca sanitaria e delle attività di supporto. La carenza di personale infermieristico presso i poli del Gaslini Diffuso di Imperia, Sanremo, Savona Lavagna e La Spezia e la riduzione dei posti letto.- Nelle aree periferiche e nell’entroterra genovese i servizi sanitari ospedalieri sono ridotti, accorpati e svuotati di attività.- Il ricorso smodato al personale gettonista e a partita Iva che produce la riduzione di tutele contenute nei CCNL della Dirigenza e del Comparto Sanità, determinando anche uno spreco di risorse pubbliche.- Il Progressivo svuotamento del ruolo della RSU, presidio fondamentale di democrazia e rappresentanza nei luoghi di lavoro.- In assenza di risposte concrete e di un’inversione di rotta da parte di Regione Liguria e delle Aziende, UIL FPL e FP CGIL non escludono il ricorso allo sciopero generale regionale.
Per FP CGIL le segretarie e i segretari:Maria Pia Scandolo (Liguria); Fortunato Luca Infantino (Genova); Marzia Ilari (La Spezia); Ennio Peluffo (Savona); Alessandro Petrini (Imperia)Per UIL FP le segretarie e i segretari: Milena Speranza (Liguria); Marco Vannucci (Genova); Massimo Bagaglia (La Spezia); Cinzia Guanci (Ponente Ligure)

16/10/2026

Cgil, Uil e Conapo chiedono nuovo organico per estendere la copertura dei turni.

🔵La Spezia. Inaugurato il nuovo distaccamento portuale dei vigili del fuoco, una sede strategica per l'intero porto spez...
16/10/2026

🔵La Spezia. Inaugurato il nuovo distaccamento portuale dei vigili del fuoco, una sede strategica per l'intero porto spezzino, sede delle due specialità acquatiche importanti dei vigili del fuoco: sommozzatori e nautici. ⭐️All'inaugurazione presenti i vertici del corpo nazionale, tra cui il sottosegretario On. Prisco e il neo nominato capo del corpo nazionale Ing. Ghimenti.
👉Presente il rappresentante Regionale UIL FP VVF Liguria Michael Montefusco, che ha rappresentato le attuali criticità legate alle specializzazioni:
📢"Da anni il nucleo sommozzatori VVF di La Spezia risulta chiuso da una scellerata normativa dello Stato che ne ha revisionato la dislocazione sul territorio - spiega Montefusco - Come UIL FP chiediamo all'amministrazione che venga riaperto tale presidio, così da poter reintegrare il personale in quiescenza, che diversamente porterà all'estinzione di una servizio strategico in termini di prevenzione e sicurezza per l'intero specchio marittimo spezzino e non solo".
✍️Anche la specialità nautica attualmente ha l'organico ridotto ai minimi termini, per non parlare delle imbarcazioni antincendio che talvolta risultano fuori servizio a causa di problemi tecnici, sui quali si fa fatica ad intervenire per mancanza di fondi. 🎙"Alle attuali condizioni questa sede di servizio non potrà garantire in prospettiva futura un organico sufficientemente adeguato per rispondere in maniera adeguata alle chiamate di soccorso", aggiunge Montefusco.
🔵 UIL FP Vigili del Fuoco auspica che questa inaugurazione rappresenti un momento importante, con cui l'amministrazione dei VVF possa dare delle risposte adeguate, così da valorizzare il personale specialista che in questi anni si è prodigato per garantire la copertura del servizio di soccorso specialistico, Nautico e sommozatore.

15/10/2026

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IMPERIA - Visita importante oggi al Comando dei Vigili del Fuoco.Oggi il Comando Provinciale di Imperia ha ricevuto la v...
15/10/2026

IMPERIA - Visita importante oggi al Comando dei Vigili del Fuoco.

Oggi il Comando Provinciale di Imperia ha ricevuto la visita del Sottosegretario di Stato Emanuele Prisco, del nuovo Capo del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ing. Marco Ghimenti - alla sua prima uscita ufficiale dopo la nomina - e del Direttore Regionale Vincenzo Lotito, accompagnati dal Prefetto Antonio Giaccari; ad accoglierli il Comandante Provinciale arch. Giancarlo Paternò.
Nell'incontro si è fatto il punto sull'organizzazione e sull'operatività di tutto il Comando e dei Distaccamenti della provincia.
Particolare attenzione sul Distaccamento di Ventimiglia: per la vastità del territorio di competenza e per la delicata posizione al confine di Stato, è al vaglio l'ipotesi di un potenziamento dell'organico operativo.
Massima attenzione e piena disponibilità ad approfondire le esigenze del territorio sono state espresse da Prisco, Ghimenti e Lotito.

14/10/2026

PART-TIME
FACCIAMO CHIAREZZA
Ci viene segnalato che qualche delegato sindacale, o presunto tale, promette favoritismi e agevolazioni sulla concessione del part-time in cambio di una tessera.
Fermo restando che SAREBBE UN RATO PENALE (L.300/70) e non solo per il part-time, nessun sindacato ha il potere di manipolare le graduatorie.
Chi dice il contrario mente.
Prendi le distanze da questi personaggi, il sindacato è un'altra cosa.
Denuncia ogni tentativo di marchetta

14/10/2026

_ 𝑵𝒐𝒏 𝒄𝒉𝒊𝒂𝒎𝒂𝒕𝒆𝒍𝒂 𝒓𝒆𝒔𝒊𝒍𝒊𝒆𝒏𝒛𝒂 _

Ci sono parole che, a forza di essere ripetute, finiscono per perdere il loro significato originario. Altre che, quasi impercettibilmente, cambiano funzione. Da strumenti per interpretare la realtà diventano strumenti per giustificarla.
Resilienza è una di queste.
È una parola che appartiene anzitutto al linguaggio della fisica e della scienza dei materiali, dove indica la capacità di assorbire l'energia di un urto senza rompersi. Non ci è mai piaciuto sentirla riferita alle persone. Perché le persone non sono materiali da sottoporre a continue sollecitazioni, né la loro dignità può essere misurata sulla capacità di sopportare le difficoltà senza spezzarsi.
Eppure, negli ultimi anni, la resilienza è diventata una delle parole più celebrate del linguaggio pubblico. Una qualità da coltivare, un comportamento da incoraggiare, quasi un obbligo morale. Bisogna essere resilienti davanti alla precarietà, all'erosione del potere d'acquisto, alle difficoltà di accesso alla sanità, all'incertezza che accompagna il futuro delle nuove generazioni.
Come se la capacità di adattarsi fosse diventata più importante della possibilità di cambiare ciò a cui siamo costretti ad adattarci.
È uno slittamento culturale tutt'altro che innocente. Perché quando la sopportazione viene celebrata come una virtù, le condizioni che la rendono necessaria rischiano di smettere di essere messe in discussione.

Il sacrificio diventa responsabilità individuale. La rinuncia viene raccontata come maturità. La capacità di arrangiarsi prende il posto del diritto di poter contare su opportunità, servizi e protezioni adeguate.
E ciò che dovrebbe essere inaccettabile finisce per essere considerato normale.
Non è soltanto una questione di linguaggio. È una questione profondamente politica.
Esiste una differenza sostanziale tra una società che sostiene le persone nelle difficoltà e una società che chiede loro di diventare sempre più capaci di sopportarle. Nel primo caso, la responsabilità è collettiva e si traduce in investimenti, diritti, protezioni sociali e scelte pubbliche. Nel secondo, il richiamo alla resilienza rischia di diventare il modo più elegante per trasferire sulle persone il peso delle disuguaglianze e delle inefficienze del sistema.
Lo vediamo anche nel lavoro pubblico. Quando la carenza di personale, i carichi crescenti e le difficoltà organizzative vengono compensati quotidianamente dalla dedizione delle lavoratrici e dei lavoratori, quel senso di responsabilità rappresenta certamente un valore. Ma non può diventare il presupposto sul quale costruire il funzionamento ordinario dei servizi.
Non possiamo continuare a chiedere a chi lavora nella sanità, negli enti locali e nelle amministrazioni pubbliche di supplire con il proprio sacrificio alle carenze della programmazione, degli organici e degli investimenti.
La disponibilità delle persone non può diventare l'alibi dell'inerzia delle istituzioni.
E questo vale ancora di più per le giovani generazioni, alle quali troppo spesso chiediamo flessibilità, adattabilità e spirito di sacrificio, senza garantire condizioni sufficienti per costruire un progetto di vita autonomo. Abbiamo persino imparato a raccontare l'insicurezza come un'opportunità di crescita, quasi che la precarietà fosse una palestra del carattere anziché un limite alla libertà.

C'è allora una domanda che dovremmo porci: quando abbiamo cominciato a considerare la capacità di sopportare come una misura del valore delle persone, invece di interrogarci sulla qualità delle condizioni che siamo in grado di garantire loro?
Naturalmente, vivere significa anche affrontare difficoltà, imprevisti e cambiamenti. Nessuna società può eliminarli completamente. Ma esiste una differenza fondamentale tra ciò che appartiene inevitabilmente alla complessità della vita e ciò che deriva da scelte economiche, politiche e organizzative che possono essere modificate.
Non tutte le difficoltà sono inevitabili. Non tutte le rinunce sono necessarie. E soprattutto non tutte le ingiustizie devono essere sopportate.
Per questo non abbiamo bisogno di celebrare continuamente la resilienza. Abbiamo bisogno di recuperare parole come dignità, emancipazione, solidarietà, giustizia sociale. Parole che non chiedono alle persone quanto siano disposte a resistere, ma interrogano la società su quanto sia disposta a cambiare.

È anche il senso più profondo dell'azione sindacale: non insegnare alle lavoratrici e ai lavoratori a sopportare meglio condizioni ingiuste, ma costruire insieme la forza per modificarle.
Perché c'è una differenza enorme tra resistere a una difficoltà e rassegnarsi alla sua permanenza.
Una società più giusta non è quella in cui le persone imparano a sopportare sempre di più. È quella in cui sono costrette a sopportare sempre meno ingiustizie.
E la politica, se vuole essere all'altezza della propria funzione, dovrebbe cominciare proprio da qui: smettere di chiedere alle persone di diventare più resistenti e assumersi la responsabilità di rendere la loro vita più dignitosa, libera e sicura.

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Genova

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