07/07/2026
⚠️AIRBAG TAKATA: SICUREZZA, APPLICABILITÀ E NECESSITÀ DI CHIARIMENTI OPERATIVI⚠️
Federispettori accoglie con favore ogni iniziativa finalizzata ad aumentare la sicurezza stradale e a favorire il completamento delle campagne di richiamo relative agli airbag Takata.
📄Dall’analisi del Decreto Direttoriale n. 229 del 2 luglio 2026, tuttavia, emergono alcune criticità operative che riteniamo opportuno sottoporre all’attenzione della Direzione Generale affinché le nuove disposizioni possano trovare un’applicazione uniforme ed efficace.
1️⃣ Annotazioni sul certificato di revisione
Nel marzo scorso, a seguito di una segnalazione formulata da Federispettori, la Direzione Generale aveva chiarito che non era consentito effettuare annotazioni manuali sui certificati di revisione, in quanto ciò avrebbe comportato l’invalidazione del documento. Contestualmente era stato comunicato che sarebbe stato implementato il campo 10 – “Altre informazioni”, al fine di consentire l’inserimento di annotazioni ufficiali direttamente nel certificato digitale.
🛑Ad oggi tale implementazione non risulta ancora disponibile.
Il nuovo decreto prevede invece che, nei casi di revisione con esito “Ripetere” o “Ripetere – sospeso dalla circolazione”, venga riportata sul certificato una specifica annotazione relativa al richiamo obbligatorio Airbag Takata.
Si crea quindi un’evidente criticità applicativa: da un lato permane il divieto di effettuare annotazioni manuali, dall’altro viene richiesto di inserire un’annotazione che, allo stato attuale, non dispone ancora dello strumento informatico previsto dalla stessa Amministrazione.
2️⃣ Verifica delle campagne di richiamo
Il decreto stabilisce che gli ispettori debbano verificare l’eventuale presenza di campagne di richiamo mediante il portale del Ministero oppure attraverso i portali delle Case costruttrici.
⚠️Nella pratica, però, il portale UNRAE non comprende ancora numerosi costruttori ampiamente diffusi sul mercato italiano, tra cui diversi marchi del gruppo Stellantis.
Di conseguenza gli ispettori sono costretti a ricercare autonomamente le informazioni consultando una pluralità di portali, con inevitabile aggravio dei tempi di lavorazione, aumento delle responsabilità operative e maggior rischio di errori od omissioni.
È opportuno ricordare che tale accertamento costituisce parte integrante del controllo tecnico e che la relativa responsabilità ricade direttamente sull’ispettore. Non è però ragionevole pretendere che tale responsabilità sia esercitata facendo affidamento su strumenti non unificati, non certificati e non sempre completi.
La criticità assume dimensioni ancora maggiori durante le sedute di revisione. Nei veicoli leggeri comporta un rallentamento significativo delle operazioni, mentre nelle sedute dedicate ai veicoli pesanti, dove possono essere revisionati 32 mezzi, effettuare una ricerca manuale per ogni singolo veicolo rappresenta un’attività oggettivamente incompatibile con la normale organizzazione del lavoro.
3️⃣ Una proposta per semplificare e uniformare le procedure
Federispettori ritiene che questa possa rappresentare l’occasione per una gestione ancora più efficace delle campagne di richiamo.
Le campagne di richiamo per motivi di sicurezza sono già comunicate dalle Case costruttrici e risultano nella disponibilità dell’Amministrazione.
Lo stesso Decreto Direttoriale n. 229/2026 prevede l’inserimento, nell’Archivio Nazionale Veicoli del CED Motorizzazione, di un ostativo sui veicoli interessati e non ancora risanati, con conseguente blocco dei servizi di motorizzazione fino all’avvenuto ripristino.
Riteniamo pertanto necessario che tale sistema centralizzato venga reso operativo nel più breve tempo possibile, evitando che, nelle more della sua attivazione, l’onere della verifica venga trasferito integralmente sul singolo ispettore.
Una soluzione di questo tipo consentirebbe di:
📌uniformare le procedure su tutto il territorio nazionale;
📌eliminare la necessità di verifiche manuali su molteplici portali;
📌ridurre sensibilmente il rischio di errori od omissioni;
📌 alleggerire le responsabilità operative degli ispettori, che non possono rispondere di informazioni reperite al di fuori del perimetro accreditato e dei portali ufficiali in capo all'amministrazione (portale dell'automobilista e affini) evitando di trasferire sul singolo operatore incombenze che potrebbero essere gestite direttamente dal sistema centrale;
📌 garantire che il controllo venga effettuato alla fonte, utilizzando le informazioni già presenti nei sistemi ministeriali e assicurando un reale controllo capillare dell’intero parco circolante
Si tratterebbe di una soluzione perfettamente coerente con l’attuale architettura del CED della Motorizzazione, capace di aumentare contemporaneamente sicurezza, uniformità dei controlli ed efficienza amministrativa.
Federispettori chiederà un chiarimento ufficiale
📝Alla luce delle criticità evidenziate, Federispettori trasmetterà alla Direzione Generale una richiesta di chiarimento, con l’obiettivo di ottenere indicazioni operative univoche e favorire un’applicazione omogenea della normativa su tutto il territorio nazionale.
Il nostro intento è quello di collaborare con l’Amministrazione affinché norme nate per incrementare la sicurezza stradale possano essere applicate con strumenti chiari, uniformi ed efficaci, nell’interesse degli ispettori, degli operatori del settore e, soprattutto, degli utenti della strada.
È tuttavia difficile non rilevare come, sempre più frequentemente, vengano emanati provvedimenti che evidenziano una conoscenza solo parziale delle concrete modalità operative con cui vengono svolte quotidianamente le revisioni.
Non mettiamo in discussione la competenza tecnica della Dirigenza. Riteniamo però che un confronto preventivo con chi opera ogni giorno sulle linee di revisione consentirebbe di individuare criticità applicative prima dell’emanazione dei provvedimenti, evitando successive richieste di chiarimento e rendendo le norme immediatamente efficaci.
Federispettori ha sempre assunto un atteggiamento propositivo e continuerà a farlo, mettendo a disposizione dell’Amministrazione l’esperienza maturata sul campo.
Restiamo pertanto in attesa di un riscontro non solo sui quesiti posti con riferimento al Decreto Airbag Takata, ma anche sulle ulteriori questioni già sottoposte nei mesi scorsi, tra cui la tracciabilità dei dati dei dispositivi di traino e altri temi ancora privi di risposta.
La mancanza di chiarimenti non penalizza Federispettori: penalizza l’intero comparto delle revisioni, che continua a operare in assenza di indicazioni uniformi e di strumenti adeguati.
È il momento di costruire un rapporto ancora più stretto tra Amministrazione e operatori del settore. Solo attraverso il confronto sarà possibile realizzare norme realmente applicabili, migliorare la qualità dei controlli e rafforzare la sicurezza stradale, obiettivo che tutti condividiamo.