Adov Genova

Adov Genova Aiutare con il dono della propria voce ipovedenti, non vedenti e persone con difficoltà di lettura. Particolare attenzione verso i bambini dislessici.

L’ A.D.O.V, Associazione Donatori di Voce, è costituita da volontari spinti dal desiderio di leggere per chi ha difficoltà di lettura, tra cui non vedenti e ipovedenti e fornisce un sostegno capillare ai ragazzi dislessici, aderendo ad una precisa iniziativa delle biblioteche comunali Berio e De Amicis, in collaborazione con AID (Associazione Italiana Dislessia).

  Tutti noi che abbiamo qualche anno in più ricorderemo certamente di aver letto Piccole donne e i successivi titoli, Pi...
12/06/2026



Tutti noi che abbiamo qualche anno in più ricorderemo certamente di aver letto Piccole donne e i successivi titoli, Piccole donne crescono, Piccoli uomini, I ragazzi di Jo, o di aver visto uno dei numerosi adattamenti cinematografici di questo famosissimo romanzo. Forse meno noti però sono il significato e l’impatto che romanzi di questo tipo possono aver avuto al momento della loro pubblicazione, in un’epoca in cui nascere donna implicava una vasta serie di limitazioni all’istruzione e ad una vita indipendente. Allora, vale la pena di rivisitare la vita in un certo senso avventurosa e particolare dell’autrice, Louisa May Alcott, ed è quello che fa Beatrice Masini nel suo libro “Storia di May, piccola donna”. L’autrice è stata proposta un paio di settimane da Barbara nella sua rubrica mensile ed è presente nella biblioteca ADOV con tre titoli.
“Storia di May, piccola donna” racconta in un certo senso la genesi del ciclo dei romanzi della Alcott, che si ispirò ad un episodio della propria fanciullezza, trascorsa in un ambiente del tutto anomalo rispetto ai costumi dell’epoca, per raccontare come quattro ragazze povere di mezzi ma dotate di talento e intraprendenza trovano un modo di esprimere se stesse, ognuna a modo suo e secondo le proprie inclinazioni. Si dice che Louisa May si rispecchiasse in Jo, ribelle dalle ambizioni letterarie, e in un certo senso come quella di Jo, la sua fu una vita in salita, a causa della povertà della sua famiglia. Era un ambiente stimolante, tuttavia, e nonostante la Alcott, istruita privatamente da talenti quali Ralph Waldo Emerson, Nathaniel Hawthorne, Margaret Fuller, ed anche dal naturalista Henry David Thoreau, riuscisse a diventare scrittrice solo relativamente tardi, visse come femminista ante litteram, fu attiva nella campagna per il diritto di voto alle donne e fece parte di un’organizzazione che aiutava gli schiavi fuggiaschi a mettersi in salvo.
“Storia di May, piccola donna” è la versione trasfigurata della fanciullezza della scrittrice. Come la Alcott, infatti, la cui famiglia si era in effetti trasferita in un cottage con un po’ di terreno nei pressi di Concord, Massachusetts, vivendo per un paio d’anni in una comunità agricola, May e la sua famiglia si trasferiscono dalla città, Concord, ad un luogo in mezzo alla natura, il Paradiso, in una comunità ideale dove non si sfruttano gli animali e si vive semplicemente di ciò che la natura offre. Ma è una vita che May non ha scelto, e allora decide di trasferire sulla carta le sue perplessità, le sue ansie, i suoi sogni, scrivendo lunghe lettere all’amica Martha, che è rimasta in città. Questa vita infatti non le piace, anche se presto May scopre che proprio quella nuova realtà può darle molto: può immergersi nelle acque cristalline del lago, ed impara ad arrampicarsi sugli alberi grazie all’amicizia con i bimbi nativi appartenenti alla tribù che vive nelle vicinanze.
Mentre vengono affrontate le due tematiche importanti del valore dell’amicizia e del superamento delle differenze culturali, Martha rimane il legame con il passato e chissà, forse anche con il futuro, in quella sete di conoscenza e di scoperta che May non può perdere.

“Ci pensi mai, Martha, a tutte le nostre vite possibili? Al poco che sarebbe bastato o che basterebbe per cambiarle? Io ci penso sempre. E mi piace inseguire con la testa quelle altre me che vanno in giro per il mondo, viaggiano in treno e in carrozza e in nave, si arrampicano sulla groppa degli elefanti, passeggiano tra le rovine di città come Atene e Roma. E’ tutto un po’ distante, però non è impossibile, credo.”

Ognuno dei capitoli, chiusi fra un prologo e un epilogo, inizia con una lettera di May all’amica Martha e prosegue nella voce di un narratore, che non solo legge nell’animo di May, ma porta sulle esperienze della protagonista uno sguardo adulto, a volte cinico, a volte affettuoso. Il confronto fra le due voci narranti finisce con l’essere una riflessione come la realtà venga trasfigurata dallo sguardo innocente di May e su come la scrittura possa essere fonte di consolazione e conforto.
Chi legge segue May vicino al lago, nella capanna del Bel Signore che suona il flauto per lei, o sugli alberi insieme all’amica indiana, e nelle ore di lavoro, di gioco, di studio e di gesti legati al sopravvivere.
Ci sono le vicende delle sorelle, le difficoltà e gli entusiasmi degli adulti e un baule che cela segreti.
Accadimenti, eventi, sentimenti, moti dell’animo, vengono scandagliati senza dare giudizi e soluzioni, visti attraverso lo sguardo limpido di May, mostrando la complessità di relazioni, scelte e bisogni. Il rapporto con la natura, i legami familiari, l’amore, vengono scandagliati nelle loro molteplici, svariate e difficili facce: niente è semplice o banale, e non ci sono soluzioni definitive.
E alla fine della sua avventura, quando starà per ritornare alla vita cittadina, May ci regalerà un’ultima sorpresa.
Chiudo con la frase che l’autrice inserisce all’inizio del libro, piccola gemma che May fa sua lungo tutta la narrazione.
“Più che i baci, sono le lettere ad unire le anime”
John Donne

Crescere tra le parole con Beatrice MasiniBeatrice Masini appartiene a quel gruppo di autori della letteratura per ragaz...
18/05/2026

Crescere tra le parole con Beatrice Masini

Beatrice Masini appartiene a quel gruppo di autori della letteratura per ragazzi che con discrezione attraversa il mondo senza semplificarlo. Nei suoi libri il linguaggio è essenziale e le storie si muovono sui confini dell’esperienza – l’infanzia che cambia, l’identità che si cerca, il momento in cui qualcosa finisce e qualcos’altro comincia.
Non è un caso che Beatrice Masini, scrittrice, traduttrice e editor, abbia collaborato con Roberto Piumini, di cui abbiamo parlato nella precedente edizione: percorrono sentieri diversi, ciascuno con il proprio stile ma entrambi condividono un profondo rispetto per l’intelligenza del giovane lettore.
Se Piumini si concentra sul ritmo e sulla parola che corre e canta, Masini lavora sulla soglia, sul non detto, sugli spazi vuoti che chiedono di essere riempiti.
Nel nostro catalogo sono presenti “Bambini nel bosco”, “Storia di May. Piccola donna” e “Ciao tu, indovinami, scoprimi sappimi”, tre libri diversi tra loro ma accomunati da una attenzione profonda ai processi di crescita dei protagonisti e alla dimensione delle relazioni.
“Bambini nel bosco” racconta il bosco non come luogo fiabesco e rassicurante, ma come spazio intimo in cui affrontare la paura e confrontarsi con l’autonomia e con la responsabilità delle proprie scelte. È una storia che parla di crescita senza scorciatoie, attraverso la forza simbolica della natura.
In “Storia di May. Piccola donna” il racconto segue una bambina mentre il mondo intorno a lei cambia. May osserva e si interroga; essere “piccola” non rappresenta un limite ma un modo speciale di guardare il mondo. La storia dà valore all’attenzione, alla lentezza e alla capacità di sentire.
Infine, “Ciao tu, indovinami, scoprimi sappimi” è un libro che parla soprattutto di relazione e di linguaggio come modo per avvicinarsi agli altri. Le parole non servono tanto a spiegare, ma a riconoscere l’altro, se stessi e il legame che nasce cercando di capirsi. Il testo ricorda per sensibilità la poesia di Piumini, ma mantiene una voce propria, più intima e piena di domande, capace di creare momenti di ascolto e di incontro.
In un tempo che spesso chiede risposte rapide e storie ad alta voce, Beatrice Masini ci ricorda il valore delle narrazioni fatte anche di silenzi, che aprono porte intime e lasciano spazio al lettore.
Nel mese di maggio — tempo di crescita visibile e invisibile — leggere Beatrice Masini significa concedersi una storia che cammina accanto.

“Più siamo a raccontarlo, più lontano arriva.”📚 Un genere al mese – Il RomanzoDopo il racconto breve, questo mese entria...
03/05/2026

“Più siamo a raccontarlo, più lontano arriva.”

📚 Un genere al mese – Il Romanzo

Dopo il racconto breve, questo mese entriamo nel romanzo.

E qui cambia tutto.

Il racconto è un lampo.
Il romanzo è tempo.

Tempo per entrare.
Tempo per restare.
Tempo per cambiare.

Il romanzo non ti apre una porta.
Ti fa vivere dentro una stanza.

E all’inizio non sai nemmeno se vuoi restare.
Poi succede.

Ti abitui a quella voce.
A quei pensieri.
A quel ritmo che, piano, diventa anche tuo.

Nel nostro catalogo troviamo storie diversissime tra loro.
Alcune scorrono.
Alcune resistono.
Alcune chiedono di fermarti.

Ma tutte hanno una cosa in comune:

non ti attraversano in fretta.
Ti lavorano dentro.

Il romanzo è:

immersione
presenza
trasformazione

Non si consuma.
Si vive.

E poi c’è un altro modo di entrarci.

Ascoltarlo.

Perché ci sono romanzi che sulla pagina passano…
ma con una voce restano.

Restano nei silenzi.
Nelle pause.
In quello spazio in cui, senza accorgertene, ci sei anche tu.

📖 Lettori ADOV,
qual è il romanzo in cui siete rimasti più a lungo?

Quello che non avete solo letto…
ma abitato?

Un genere al mese.
Una porta ogni volta diversa.

Ma il senso è sempre lo stesso:

non leggere soltanto.
Entrare.


https://www.coop.it/cooperative/coop-liguria/impegno-nel-sociale-biaggini
16/04/2026

https://www.coop.it/cooperative/coop-liguria/impegno-nel-sociale-biaggini

2 home 2 marzo 2026 Noi per il sociale: Monica Biaggini donatrice di voce Molti lavoratori e lavoratrici Coop sono impegnati nel sociale. Tra questi, Monica Biaggini, dell’Ipercoop L’Aquilone di Genova, svolge un’attività importante di sostegno alla lettura per bambini e ragazzi dislessici, ....

07/04/2026

Tra uno scaffale e l’altro può nascondersi una grande scoperta… o una felice riscoperta.
È da qui che nasce la rubrica , in cui vi presentiamo, appunto, un autore per volta, scelto dalla biblioteca ADOV, letto e raccontato anche grazie ai nostri donatori di voce.
Ci sono scrittori che non si limitano a raccontare storie, ma che con le parole sanno aprire porte e accompagnare chi legge oltre la soglia. Roberto Piumini è uno di questi: un autore capace di guidare ragazze e ragazzi in mondi ricchi di invenzione, attraverso linguaggi luminosi che fanno nascere domande e risuonano a lungo dentro.
Nato a Edolo in provincia di Brescia, nel 1947, Roberto Piumini ha scritto poesie, racconti, opere teatrali e traduzioni, mostrando grande facilità nel muoversi tra generi diversi. Ha scritto moltissimo, sempre con grande attenzione ai suoi lettori ideali: ragazzi e ragazze curiosi, capaci di emozionarsi e di pensare, a cui dedica racconti veri e sinceri.
Lo stile di Roberto Piumini è caratteristico e riconoscibile: usa parole musicali, precise, spesso poetiche ma mai difficili. Ama le frasi che scorrono bene, i dialoghi vivaci, le immagini chiare che restano impresse come disegni. I suoi libri uniscono leggerezza e profondità: si può sorridere, commuoversi, riflettere, a volte tutto nello stesso capitolo. Sono storie che non invecchiano, perché parlano di emozioni e domande sempre attuali, capaci di attraversare il tempo.
Nella nostra biblioteca sono presenti diversi libri di Roberto Piumini che meritano di essere scoperti, o magari letti di nuovo con occhi nuovi. Tra questi, Il mascheraio innocente è un romanzo che unisce mistero, arte e destino. Il protagonista vive circondato da maschere e finzioni, ma al centro della storia c’è una domanda importante: chi siamo davvero, al di là di ciò che mostriamo agli altri?
Lo stralisco è probabilmente uno dei libri più conosciuti e amati dell’autore. Racconta la storia di un pittore incaricato di dipingere per un bambino malato. Attraverso questa vicenda, Piumini celebra l’immaginazione e il potere delle storie. L’arte non può guarire il corpo, ma può rendere il tempo più luminoso e pieno di significato. È un libro breve, ma molto intenso, capace di lasciare un segno nel cuore di chi lo legge.
In Le cinque isole l’autore racconta un viaggio sia reale sia interiore. Ogni isola rappresenta un incontro e una nuova scoperta. È un racconto d’avventura attraverso il quale l’autore parla di crescita, di scelte e di cambiamento. Il tema del viaggio come occasione di conoscenza del mondo e scoperta interiore ritorna anche ne Il re dei viaggi Ulisse, nel quale il grande eroe del mito è raccontato soprattutto come uomo curioso, che desidera conoscere, tornare a casa e raccontare le sue esperienze.
Amici in vista affronta invece il tema delle relazioni e dell’amicizia. È un racconto che parla dell’attesa, dell’incontro con l’altro e della difficoltà di aprirsi, mostrando quanto l’amicizia sia importante e necessaria.

Iniziamo oggi una nuova rubrica  , in modo da far conoscere meglio l’ampia biblioteca del sito ADOV, che offre scelte ad...
05/03/2026

Iniziamo oggi una nuova rubrica , in modo da far conoscere meglio l’ampia biblioteca del sito ADOV, che offre scelte adatte ad un largo pubblico di piccoli e meno piccoli lettori.
Cominciamo con un romanzo celebre, che ha ispirato anche un film e un paio di serie animate, “La collina dei conigli” di Richard Adams, e che, si dice, l’autore abbia lentamente costruito raccontando ogni sera alle proprie figlie le avventure di Quintilio e Moscardo. Due conigli. Quando si pensa ai conigli, l’immagine che compare nella nostra mente è quella di deliziose, piccole, innocenti, tenere creature, timide prede incapaci di fare del male. Niente di più lontano dalla realtà, chi conosce i conigli sa che sono territoriali e pronti a difendere ciò che è loro: proprio come Quintilio, giovane coniglio dotato di preveggenza, e Moscardo, coraggioso e abbastanza saggio da prestargli fiducia, quando Quintilio ha un sogno premonitore che li avverte della imminente distruzione della conigliera in cui vivono. Partiranno loro due, insieme ad un piccolo gruppo stranamente assortito, in cerca di un nuovo posto dove vivere. Affronteranno sfide e pericoli, dovranno difendersi dall’assalto di nemici che vogliono distruggerli, ma infine riusciranno a trovare il luogo giusto e a costruire una nuova comunità in pace con i propri vicini.
Il romanzo è uno specchio del mondo umano in versione conigliesca, sia nei suoi aspetti più nobili sia in quelli più sgradevoli. Le varie conigliere sono governate in maniera diversa, ci sono quelle guidate dai saggi come Moscardo e quelle guidate da una casta militare, come quella dove i nostri eroi si recano in pace, in cerca di femmine disponibili a trasferirsi da loro per contribuire a creare la nuova comunità, per poi ve**re in seguito assaliti da un gruppo di quei soldati, guidati dal generale Vulneraria e dalla sua febbre di conquista. Tutti i pregi e i difetti umani, quindi; i buoni vinceranno, e ciò ci consola, ma pagando un prezzo in vite conigliesche. Il romanzo ci ricorda quindi come la libertà sia preziosa, e vada sempre difesa attivamente, ma è soprattutto un romanzo di affetto, amicizia, fedeltà e lealtà, doti sulle quali solamente si può costruire qualcosa che duri nel tempo.

22/02/2026

📚 Un genere al mese – Iniziamo dal Racconto

Da questo mese sulla pagina ADOV daremo voce, ogni volta, a un genere letterario diverso.
Un piccolo viaggio nella letteratura per esplorarne le forme, gli stili, le emozioni.

Ho scelto di iniziare dal racconto breve.

Perché il racconto è essenziale.
Non si perde in lunghe premesse: entra subito nella vita dei personaggi, apre una scena, crea una frattura, lascia una domanda.

In poche pagine può accadere tutto.

Nel catalogo della nostra biblioteca Autori come John Cheever, Karen Blixen, Milan Kundera, Banana Yoshimoto, Daniel Pennac ed Eva Cantarella dimostrano quanto questa forma narrativa sia potente e versatile: ironica o malinconica, storica o introspettiva, leggera o profonda.

Il racconto è:
concentrazione
intensità
precisione emotiva

È perfetto per chi ha poco tempo, ma anche per chi cerca parole che restano.

Un lampo che illumina.
Una crepa nella normalità.
Un frammento che continua a vivere dentro di noi.

📖 Lettori ADOV, qual è il racconto che vi è rimasto nel cuore?
C’è una storia breve che vi ha cambiato prospettiva?

Cominciamo insieme questo percorso.
Un genere al mese.
Una nuova porta da attraversare.



24/12/2025

Indirizzo

Genova

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