11/06/2026
IL 12 É SCIOPERO GENERALE DELLA CULTURA
Abbiamo una idea della cultura altra, diversa da quella a cui il sistema novecentesco ci costringe, fosse non solo per le categorie che vengono ‘coperte’ dallo sciopero.
Noi, spazi ibridi di rigenerazione a base culturale, nuove ‘istituzioni’ della cultura come spazi di sperimentazione, cura e strumento di welfare sociale, non rientriamo in quei parametri, ma sentiamo di aderire per denunciare la profonda fragilità che tocca tutto il settore.
Dal lavoro povero, alla costretta intermittenza del nostro agire, alla mancanza di tutele e diritti, fino alla tragica dipendenza da bandi che ti fanno sopravvivere per alcuni mesi, per poi subito tornare nell’apnea delle prossime domande.
Ci opponiamo a una visione della cultura che la relega a ruolo ancillare, compensatorio o funzionale. Siamo altro, siamo luoghi di ‘prescrizione sociale’ se in questo concetto contempliamo un’idea di cura della società a 360 gradi, nel nostro continuo lavoro di formazione, inclusione sociale, ideazione di un futuro diverso, lontano dagli orrori umani che costellano la nostra contemporaneità.
Siamo luoghi di una nuova ecologia, che non è soltanto riduzione di consumo, ma luogo di costruzione di armonia fra umani e non umani.
Siamo luoghi che costruiscono forme alternative dell’abitare i territori, insieme, abilitando la prossimità, l’incontro e la creazione di nuove relazioni. Siamo luoghi che provano a dare spazio a linguaggi artistici sperimentali, interrogandosi al contempo sulle soglie e sull’accessibilità.
SCIOPERIAMO, non tanto per sospendere il nostro lavoro, ma per dire: FERMIAMOCI, costringiamoci ad una riflessione collettiva immaginifica di un nuovo futuro.
Segnaliamo il comunicato di , , che può essere letto nei diversi luoghi che abitiamo.